Mostro torna con “THE ILLEST VOL. III”,il terzo capitolo della sua saga musicale

da | Gen 27, 2023 | Interviste

E’ uscito venerdì 27 gennaio per Sony Music The Illest vol. 3, il nuovo album di Mostro che segna il ritorno sulle scene musicali del rapper romano. Questo lavoro è la prosecuzione di un viaggio musicale iniziato nel 2015 con l’uscita di The Illest vol.1 , il primo capitolo di questa saga che è ormai […]

E’ uscito venerdì 27 gennaio per Sony Music The Illest vol. 3, il nuovo album di Mostro che segna il ritorno sulle scene musicali del rapper romano. Questo lavoro è la prosecuzione di un viaggio musicale iniziato nel 2015 con l’uscita di The Illest vol.1 , il primo capitolo di questa saga che è ormai una garanzia per i fan dell’artista.

La motivazione che sta alla base della realizzazione di un lavoro di questo tipo è sempre la stessa, ovvero la scelta artistica di non legare i brani del disco tramite una tematica comune e di non realizzare quindi un concept album, ma piuttosto guardare ad ogni canzone come qualcosa di indipendente.

Ulteriore elemento che ben si è sposato con questo tipo di attitudine è stata la volontà di collaborare con diversi produttori. Una vera e propria sfida per Mostro, che in tutti i suoi lavori precedenti si era sempre affidato ad uno, massimo due figure. Questa volta invece si è lasciato guidare ed ha introdotto nel suo lavoro anche sonorità nuove.

Un esempio su tutti è è Niente pioggia niente fiori prodotto da The Ceasars, un brano che era nato su un beat hip-hop e che poi è stato registrato su uno che rimanda invece agli anni ottanta. In questo brano Mostro sembra essere arrivato alla consapevolezza che a volte per vivere le situazioni migliori è necessario anche confrontarsi con tutte le difficoltà che le caratterizzano.

Che se una goccia si fa pioggia

e la pioggia diventa grandine

c’è un fiore che sboccia

su una roccia nell’Antartide

Tra gli altri produttori che hanno collaborato in questo disco troviamo Sine che ha prodotto Bottiglie Rotte, il singolo uscito lo scorso novembre scritto con Emis Killa e Gemitaiz e poi 2nd Roof, Andry The Hitmaker, Mixer T, Manusso, Nick Sick e Yoshimitsu.

Questo lavoro è un vero e proprio concentrato di energia dove non è persa di vista la vera essenza del rap di Mostro (ben evidente in brani come Underrated, Un momento per favore e Vomito), ma dove c’è anche spazio per la riflessione e per l’espressione di quei sentimenti che a volte, sono difficili manifestare.

Le chiavi di casa è un brano dedicato alla figura del padre, mentre in Se passi di qui Giorgio empatizza con il suo potenziale ascoltatore.

Oltre al già citato feat con Emis Killa e Gemitaiz che ne sono moltissimi altri, perchè se c’è un’altra cosa sulla quale Giorgio non si è risparmiato è stato aprire le porte della sua musica a tanti artisti che condividono con lui la sua stessa passione viscerale.

Ha avuto l’onore di duettare con Jake La Furia in Rappresento e con Madman in Noodles, brano in cui non manca la componente grottesca e divertente che da sempre caratterizza i feat dei due rapper.

Tra gli artisti delle nuova generazione invece ci sono Il Tre che ha scritto la sua strofa nel brano Delusioni e Rizzo, che ha impreziosito con la sua voce Exit.

Durante la conferenza stampa di presentazione dell’album, noi di Cromosomi abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con Mostro, che ha rivelato qualche aneddoto in più sul disco e sul suo modo di intendere la vita e la sua musica. Vediamo cosa ci ha raccontato.

In Fuck Life, tratta dal tuo precedente lavoro discografico, avevi in qualche modo anticipato l’uscita di questo disco. C’era qualche strofa che avevi già scritto al tempo e che poi è diventata una canzone ?

Delle strofe vere vere e proprie no però mi ricordo che mentre stavo finendo quel disco effettivamente avevo già la testa piena di idee per farne un altro, quindi all’atto pratico non è che avessi dei brani, però avevo un sacco di concetti, di titoli, mi ricordo che l’idea per Niente pioggia niente fiori mi era venuta in mente nella fase master di quel disco, quindi mi è dispiaciuto non metterla in quell’album però ho avuto la fortuna di poterla sviluppare meglio e di inserire poi il brano in questo disco.

In Delusioni tu dici:

Non è vero che se parli

ciò che dici importi

Non è vero che se taci

vuol dire che ascolti

Riesci a percepire quando ad una persona interessa realmente ciò di cui gli stai parlando ? Come calibri cosa dire e cosa non dire quando invece ti rendi conto che una qualcuno potrebbe non aver voglia di ascoltare ciò che dici ?

Penso di essere una persona abbastanza sensibile da quel punto di vista quindi sì me ne rendo conto, ma più che altro io se ho qualcuno con il quale non riesco ad avere una conversazione, non ho una conversazione; non sono una di quelle persone che deve imporre per forza la sua idea e se non trovo una persona con la quale entro in empatia durante il discorso non riesco proprio a trovare una quadra , anzi la lascio lì dove sta perché tanto so che quello che dico io è completamente inutile , non sento questa ossessione di dovermi far valere con una persona con la quale non ho effettivamente un dialogo quindi, la lascio lì.

Le chiavi di casa è il primo brano che dedichi interamente ad un membro della tua famiglia, in questo caso a tuo padre. Ti va di parlarci un po’ del tuo rapporto con lui e di come è nato il brano ?

Mio padre per me ha sempre rappresentato una persona super responsabile che ha sempre lavorato tanto, si è sempre svegliato presto la mattina. Io questa cosa ho deciso di farla mia; quando ho scelto di fare musica comunque sapevo che mi sarei impegnato tanto quanto lui anche se facevamo cose completamente diverse. Per me era assolutamente importante fargli capire quanto tutto quello che ha fatto lui è stato importante per me. Ci tenevo a dirglielo perché spesso poi uno non si ferma mai a dire le cose che pensa per paura o le da per scontate, però ho avuto la possibilità di fermarmi in quel momento e di raccontargliele.

Dai tuoi testi è emerso che nel corso del tempo ti sei reso conto del potenziale che la tua musica ha e del fatto che tu stesso ne hai uno. E’ stata solo la musica a farti rendere conto di valere davvero o c’è stato anche qualcosa d’altro che ti ha aiutato a raggiungere questa consapevolezza?

Non per essere cinico però oggettivamente l’unica cosa nella quale io abbia avuto veramente successo è stata la musica. Ho tante altre passioni, ad esempio ho sempre fatto molto sport, ma non ho proprio il talento nelle altre cose che faccio. Mi piace farle e continuo a farle anche se non sono un professionista, però l’unica cosa che poi effettivamente mi ha dato da mangiare è stata la musica ed è l’unica cosa che riesco a fare bene, quindi ad oggi è ancora questo.

Ci racconti di una cosa che non avresti mai voluto sentirti dire nel corso della tua carriera e di un’esperienza incredibile che ricordi con piacere?

Di cose orribili ne dicono ogni giorno, ma a quelle alla fine ti ci abitui perché sai che non hanno valore. Per fortuna non è che io abbia mai litigato con qualcuno che mi abbia offeso, internet è un mare aperto e chiunque può sparare il suo colpo. A un certo punto capisci anche il gioco che più vai avanti, più sei in vista, più sei in vista più e più sei bersagliabile. Per fortuna questo lavoro insegna che quello che dice la gente non vale nulla, però non è facile perché nessuno è immune da questa cosa. Da sempre fastidio vedere qualcuno che riversa dell’odio nei tuoi confronti. Di soddisfazioni incredibili invece ne ho avute tantissime , per esempio ricordo che una volta citai Bassi Maestro all’interno di un mio brano e lui due ore dopo mi scrisse ringraziandomi , che comunque non era una cosa assolutamente scontata

E se dovessi parlare oggi con Mostro alle prime armi, cosa gli diresti ?

Di avere fiducia e di stare più tranquillo, perché oggettivamente ce la stiamo facendo.

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