Ottobre libera le urla della sua “BESTIA” in un nuovo album nu metal (e ne avevamo bisogno)

da | Ott 12, 2026 | Flash News

La BESTIA è libera da venerdì 9 ottobre, data di uscita del nuovo album di Ottobre, un lavoro segnato da una profonda autoanalisi che non si nasconde davanti a verità scomode. Parole forti che colpiscono dritte allo stomaco, accompagnate da un sound nu metal, chitarre distorte e ritmiche heavy.

Ci vuole coraggio per far uscire la propria bestia interiore, ci vuole coraggio per un album di questo calibro. Ottobre l’ha voluto fare con BESTIA, disponibile dal 9 ottobre ovunque.

Se andiamo a riascoltare la discografia dell’artista, questo album suona davvero come un punto di svolta importante. Una metamorfosi, dove per liberarsi è necessario riconoscersi nelle proprie luci e soprattutto nelle proprie ombre. Per questo, Ottobre fa uscire in questa musica la sua versione bestiale, la mette sul piatto nero su bianco, senza nasconderla più (nemmeno a sé stessa).

I testi nascono da esperienze autobiografiche, relazioni turbolente, verbalizzazione di un disagio generazionale, temi scanditi da una ricerca sartoriale delle parole adatte per esprimerli, con un obiettivo chiaro: zero patina.

Il primo pugno allo stomaco ci arriva con la traccia n°2, “bestia”, che ci presenta quell’alter ego di Giulia, la sua bestialità a lungo celata che esce e ora pretende il suo spazio, anche in modo intrusivo.

È una bestia che spinge in basso, all’autosabotaggio e all’anedonia, tema del brano “non mi va”.

Il disco prosegue con “astronave”. Qui entriamo nel terreno dei rapporti più distorti, quelli che strizzano l’occhio a quella parte più turbolenta di noi. “Astronave”, era stato tra i primi singoli ad anticipare il nuovo album, rendendo evidente la svolta artistica di Ottobre verso una musicalità più heavy in cui sembra aver trovato la sua vera identità artistica.

La stessa forza la ritroviamo in brani come “mosche”, “spine” feat ALLERTA!, “di me che resta?” insieme ad Affanno, brani che sanno indagare l’ambivalenza e l’autodistruzione che germoglia anche nei rapporti interpersonali.

Menzione speciale a “wendy” (forse la mia traccia preferita, ci tengo a dirlo…). Il brano dipinge con un realismo molto romantico quell’amicizia che sa guardare attraverso i sorrisi di circostanza e che forse ancora prima di noi ha saputo riconoscere (e abbracciare) la nostra parte bestiale.

Ma attenzione. BESTIA ha una fortissima animal metal, è vero. Ma al suo interno c’è spazio anche per note più delicate (che, tra l’altro, sanno tuffarsi e mescolarsi perfettamente all’intensità dei toni metal). “Ragni”, “bar nico” e la poetica “SSTALL” (acronimo di Se Serve Ti Accendo La Luce) ci mostrano il lato più tenero della bestia. Scopriamo così che sotto l’occhio giusto sa anche essere docile. 

In BESTIA c’è una donna che ha davvero tanto da dire. Lo dimostrano le 17 tracce dell’album. C’è un’anima che sa guardarsi a 360° dopo aver fatto mille passi avanti e altrettanti indietro, ma senza ritornare al punto di partenza. Perché adesso sta creando una strada tutta nuova per sé, una strada che nasce proprio da questo sguardo autoconsapevole.

E alla fine dell’ascolto riusciamo solo a chiederci: allora questa bestia cos’è, se non la parte più vera di noi?

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