FRESH TALENT: SEM&STÈNN

da | Ott 13, 2026 | FRESH TALENT

Il ritorno dei SEM&STÈNN con DVD SEXY TOYS: una riflessione senza filtri sul distacco dalla frenesia metropolitana, sull'evoluzione della club culture e sulla necessità di fare musica al di fuori delle mode e delle etichette di comodo.

Dopo tre anni dedicati a scrittura, ricerca sonora e sperimentazione tra electropop, techno e sfumature hyperpop, i SEM&STÈNN tornano con “DVD SEXY TOYS“, uscito lo scorso 2 ottobre, per confermare un’identità artistica diretta e refrattaria alle convenzioni. Anticipato dai singoli ANIMALE e CAZZI MIEI, il disco nasce dal trasferimento del duo artistico dalla metropoli alla provincia nel 2023: uno shock iniziale trasformato nel tempo in una rinnovata libertà espressiva, ispirata dai club anthem anni 2000 e dalle influenze raccolte tra Berlino, Madrid e le serate milanesi. Con un percorso che spazia dagli esordi nei club milanesi fino a X Factor, Eurosonic e collaborazioni storiche con artisti come Manuel Agnelli e Populous, il duo rielabora il proprio legame con la club culture, rivendicando autonomia dai soliti giri e dai finti miti dell’industria. Li abbiamo incontrati per fare il punto su questo nuovo capitolo.

DVD SEXY TOYS nasce dopo il vostro trasferimento dalla città alla provincia: raccontate un primo impatto quasi soffocante, che col tempo si trasforma però nella possibilità di respirare a un altro ritmo. Quanto questo cambio di scenario ha modificato non solo il vostro modo di vivere, ma anche quello di fare musica?

«Allontanarci in provincia ci è servito a ritrovare un’ispirazione più autentica. Milano ti spinge a correre e a pensare a cosa è più utile fare, mettendo spesso in secondo piano chi sei veramente. I primi anni nella city sono stati fondamentali per i mille stimoli che ci dava. Poi la sensazione è stata quella di riguardare lo stesso episodio della stessa serie in loop, quindi il cambiamento è stato stimolante e rigenerante.»

Nel disco torna continuamente il club: a volte come luogo di libertà e appartenenza, altre quasi come qualcosa da cui prendere le distanze. Oggi, dopo anni vissuti dentro quella dimensione, che rapporto avete con la club culture?

«Adesso siamo molto più distaccati e fuori dalle dinamiche, per fortuna. Dopo un periodo di allontanamento, questo disco ha riportato la voglia di fare clubbing con un atteggiamento nuovo, “solo come cliente”, giusto per autocitarci. La scena si è dimezzata, ci sono meno proposte e sono sempre più ghettizzate tra loro. Forse è tutto troppo targettizzato.»

In CAZZI MIEI rivendicate l’indipendenza dai luoghi di tendenza, dai giri in cui bisogna esserci per contare qualcosa e dalle opinioni non richieste. È una libertà che avete sempre avuto oppure è qualcosa che avete dovuto conquistare nel corso degli anni, anche all’interno dell’industria musicale?

«Più che una conquista è stata una scelta, anche perché adesso le dinamiche sono cambiate e serve veramente a poco. È più utile chiudersi in casa a girare TikTok, quindi ad oggi non sappiamo cosa sia peggio.»

Dal vostro esordio sono passati circa dieci anni e nel frattempo è cambiato molto anche il modo in cui la musica pop racconta l’identità e l’immaginario queer. Vi sentite più liberi oggi di esserlo nella vostra musica o avete la sensazione che, mentre certe estetiche sono diventate più accettate, alcuni pregiudizi siano semplicemente diventati più sottili?

«In realtà percepiamo un’inversione di marcia. Quando dieci anni fa presentavamo il nostro primo singolo al Plastic, non c’era un dj producer o un artista dichiaratamente queer nella scena, ci sentivamo soli in questo, il che era super stimolante. Nel giro di due anni il clima è cambiato. Per i brand la queerness e l’inclusività erano diventati cool, si lavorava un sacco, molti artisti iniziavano a venir fuori, c’era del fermento. Adesso c’è un clima pesante, la queerness non è più cool e allo stesso tempo portiamo il peso di questa etichetta che dovrebbe definirci, per gli altri, al 100%, quando in realtà non siamo gay che fanno musica solo per gay, siamo artisti che fanno musica da club.»

Se DVD SEXY TOYS è il racconto sonoro di tutte le immagini che vi hanno segnato in questi tre anni, qual è un’immagine che non è finita esplicitamente in nessuna canzone ma che, per voi, racconta perfettamente questo disco?

«Il casello della Brebemi, ci ha prosciugato un sacco di soldi.»

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