Ieri sera abbiamo fatto un viaggio, un 14 settembre qualunque, grazie a Galeffi, si è trasformato in una delle serate più magiche di sempre. Al Circolo Magnolia di Milano, il cantautore ha incantato il suo pubblico durante la penultima data del suo Belvedere Tour.
Noi di Cromosomi c’eravamo e non ci siamo persi nemmeno un secondo di questa magnifica serata. Galeffi è un cantante a cui la dimensione live, calza a pennello. Un pubblico intimo il suo, delle calamite attratte dal loro artista del cuore in grado di creare con le loro sole voci un’atmosfera di quelle che non si scordano.
Il concerto si è aperto con un’intro di archi che sin da subito ha condotto il pubblico nel vivo dello spettacolo. Tantissimi i brani proposti, dai primi successi contenuti in Scudetto fino ad arrivare all’ultimo album. Se c’è una cosa che Galeffi sa fare, sicuramente è personalizzare i suoi brani.
Lo si è visto in Appassire, proposta con una variazione vocale ed una voca quasi graffiata sul finale che hanno reso la versione live ancora più suggestiva, in Potter / Pedalò, dove la batteria ha sicuramente avuto un ruolo chiave nell’arrangiamento, in Tazza di te che ha assunto un sapore quasi reggae, ma soprattutto in Bacio illimitato, dove la chitarra ha ripreso il solo di tastiera della versione originale aumentando così la potenza emotiva del brano.
Ci sono poi canzoni, si sa, che entrano nel cuore del pubblico e lì rimangono, per sempre. E’ il caso di Settebello, Monolocale, Tre metri sotto terra, Camilla ed Occhiaie. Il pubblico le canta e Galeffi a volte si ferma, li osserva. ascoltandoli quasi incredulo.

In questo concerto c’è stato anche spazio per una dimensione acustica, cominciata con Uffa e poi proseguita con il breve intermezzo di Tottigol, per poi arrivare a Due girasoli e ad una particolarissima versione de Il cielo in una stanza di Gino Paoli.
Da questo tipo di scelte emerge quanto sia importante per un artista essere creativo. Oltre che non banale, Galeffi è anche estremamente raffinato, e ce lo dimostra con brani come In questa casa: pochi orpelli, un arrangiamento che è il vestito perfetto per questo brano dove la voce emerge quando deve senza sovrastare gli strumenti e donando un’apertura particolarissima alla canzone.
La musica a volte, è in grado anche di creare dei sodalizi artistici e personali bellissimi, come quello tra Galeffi e Bais, che è stato ospite sul palco del Circolo Magnolia per duettare con lui nella loro Venezia.
Questa chiusura di tour è sicuramente nostalgica quanto molte delle canzoni di Galeffi, ma forse, quello che verrà, sarà ancora più speciale.
Vorrei ringraziarvi con le canzoni
e non con le parole,
motivo per cui vi prometto
che farò un disco speciale,
perchè ve lo meritate,
perchè ce lo meritiamo
Noi lo aspettiamo questo disco, nel frattempo non possiamo che continuare ad ascoltare tutti quei brani che hanno reso Galeffi una delle penne più importanti del panorama indie italiano. Il tutto ovviamente, accompagnato dalla giusta dose di lacrimucce.










