Venerus al SEI Festival: la parola d’ordine è magia

da | Lug 24, 2021 | #Cromosomiintour

Sotto un cielo stellato, la piazza di San Giorgio a Melpignano, uno dei borghi barocchi più belli del Salento, luogo noto per la notte della Taranta, ha accolto Venerus e il suo gruppo di musicisti.  Ieri sera, 23 luglio, Venerus ha dato luogo ad una delle tante tappe estive che ha organizzato in giro per l’Italia […]

Sotto un cielo stellato, la piazza di San Giorgio a Melpignano, uno dei borghi barocchi più belli del Salento, luogo noto per la notte della Taranta, ha accolto Venerus e il suo gruppo di musicisti. 

Ieri sera, 23 luglio, Venerus ha dato luogo ad una delle tante tappe estive che ha organizzato in giro per l’Italia quest’estate in collaborazione con il SEI Festival. Sarà perché i concerti sono ormai eventi rari, sarà il periodo storico che ci hanno fatto sentire soli per tanto tempo, sarà perché l’album che si chiama Magica Musica, fatto sta che l’atmosfera racchiudeva qualcosa d’incantato. Il mio sguardo incrociava occhi di ragazzi che brillavano nell’aspettare, dopo due anni, il loro cantate preferito o anche solo il godimento di condividere del tempo insieme ai propri amici. 

Il palco posizionato al centro di Piazza San Giorgio, che ha fatto da cornice allo spettacolo, ospitava un pianoforte ceruleo con delle nuvole bianchissime disegnate sopra che facevano presagire che la serata non sarebbe stata convenzionale. Arrivato sul palco Venerus sembrava un uccello raro, sprizzava di colori e di energia, un elemento a metà tra la natura e la fantasia. 

Il suo non essere religioso ma spirituale ha permesso a tutti noi di varcare quel confine tra realtà e mondo interiore creando un’unione comune in nome dell’amore. 

La musica è stata gioco forte della serata. 

Si sono susseguiti una serie di brani nuovi tratti del recente album Magica Musica come Ogni pensiero vola, Fuori, fuori, fuori…, Sei acqua, Eden  fino ai singoli più vecchi tratti dagli Ep pubblicati nel 2018/19 come IoxTe ed Altrove. Abbiamo volato alto se non altissimo, ci siamo smaterializzati per perderci negli assoli di chitarra, nelle note e nei riff del pianoforte di Andrea, nei giochi di voce della cantante che lo accompagnava e nelle luci che hanno fatto la loro parte nel rendere più realistico il viaggio.

Il non poter definire Venerus in un solo stile è il bello di Venerus. Una serata fluida che oscillava dal pop, al jazz, all’r&b, al rap il tutto controllato dalla sua inconfondibile personalità. 

Anche se il pubblico era vario ci si sentiva tutti collegati dalla contentezza di essere lì in quel momento (hic et nunc) a provare i brividi dati dalle canzoni che abbiamo usurato o ci hanno curato che fanno vibrare le corde dell’anima.

Venerus non è per tutti ma compone musica che parla al cuore solo di chi sa ascoltare davvero.

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