Le pareti degli inferi, “I nomi del diavolo”: il messaggio di Kid Yugi

da | Mar 1, 2024 | In Evidenza, Recensioni album

Che cosa sei? Io ho tanti di quei nomi...”

L’avevamo lasciato nel 2023 con l’etichetta di emergente dell’anno. Il rap si è scontrato con la nuova wave, artisti giovani che hanno rimescolato le carte di questo stupido gioco. Uno di questi ragazzi sta andando sempre di più verso una dimensione piu alta e il suo nome brilla particolarmente nel firmamento del rap italiano: Kid Yugi, ma chiamatelo, se ne avete l’ardire, il rapper del diavolo. L’atmosfera demoniaca che prima era solo accennata si è scatenata ne I nomi del diavolo, il nuovo disco dell’artista di Massafra. In una scena che sembrava compressa, piena di musica e di ragazzi che spingevano per un piccolo spazio, lui si è ritagliato ben più di una minima fetta di torta.

E voi siete pronti a scendere negli inferi?

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.

Faccia a faccia coi suoi demoni, Kid Yugi compie il primo passo nella discesa infernale con L’Anticristo, brano uscito giusto tre giorni prima, per preparare il terreno al fuoco. Come si introduce un disco chiamato I nomi del diavolo, se non con un pezzo che ne riassuma tutta l’atmosfera? Le barre crude che l’hanno fatto esplodere sono l’ingrediente più importante di un piatto che, da tradizione meridionale, si pregusta in toni molto piccanti.

“L’Anticristo è qui.”

La seconda traccia è Capra a tre teste, che vede due artisti della sua wave in collaborazione: Tony Boy e Artie Five. Un anno fa l’avremmo definita, forse, la festa degli emergenti sul beat. Oggi nessuno di loro va appellato in tal maniera, questo pezzo ne è più che una prova. Tre artisti, tre strofe, capra a tre teste: si alternano su una base quasi psichedelica tre stili differenti, tre correnti che confluiscono nello Stige della nuova scena italiana.

Paradiso Artificiale? No, Eva è uno de I nomi del diavolo

Kid Yugi e Tedua sta diventando una di quelle coppie in grado di far sognare i fan. Proprio lei, Eva, è l’incantatrice, l’immagine illusoria di un mondo perfetto. Lei che cogliendo una mela ha condannato l’umanità alla sofferenza, si ripropone come uno dei nomi dell’innominabile.

“Per te mi faccio la galera,

ma sei tu la mia pena

Se il pensiero popolare tende a credere che in ogni disco sia quasi obbligatorio un pezzo love, forse Kid Yugi e Tedua non sono tanto d’accordo. Forse il destinatario è una lei, forse nel ritornello si vuole quasi intravedere un’atmosfera lunatica. Eppure Eva è una bugiarda, una musa nera che spedisce l’anima dritta all’inferno.

Eva evadi e vai,

via dalla mia vita perché

il cuore mio è una mela e

dentro c’era un parassita

Rispetto dei veterani al Servizio, ecco Noyz Narcos e Papa V

Barre e punchline, decorate da una strofa alternata al microfono: il primo a supportare Kid Yugi in Servizio è Papa V. Esercizio di tecnica ancor prima che espressione mentale, i due artisti stendono il tappeto rosso per l’ingresso di una leggenda: Noyz Narcos. I nomi del diavolo accoglie così uno di quegli artisti che probabilmente è stato ispirazione della fame di questa generazione di rap, dal piccolo quartiere al grande pubblico.

A proposito di barre crude, Il Signore delle Mosche è una vera e propria sberla, che arriva dritta dalle mani di Ade. Riscopriamo quel Kid Yugi che abbiamo sentito in pezzi come Grammelot, che oltre ad avere una penna unica e rara, ricorda sempre di avere uno stile e un’attitudine che in pochi possono vantare nel panorama rap italiano.

Non chiamate Lilith per nome, portatrice degli incubi.

Dopo cinque featuring, Kid Yugi torna a bruciare il foglio da solo. Lilith è diversa da Eva, secondo le scritture e le interpretazioni è anzi addirittura precedente, seppur quasi dimenticata. La compagna di Adamo, la prima, che non volendo ascoltarlo ne fugge, ballando con il diavolo. Diventa così a sua volta il demone della tempesta in alcune tradizioni, per altre è simbolo della perdizione dell’uomo, che trascina nelle più peccaminose passioni carnali.

Se in epoca più moderna rappresenta il simbolo della femminilità non assoggettata all’uomo, per Kid Yugi racconta una figura femminile da contrapporre alla precedente. Se quella descritta in Eva è una relazione tossica soprattutto a causa della controparte, come una differente Crudelia, Lilith è uno de I nomi del diavolo frutto di qualcosa che viene strappato da entrambe le parti, un’amore tanto intenso quanto malato, due pittori innamorati di uno specchio più che della tela.

“Tu sei la mia Lilith,

smetto di cercarti non saremo amici

perché più dici ti amo

più continuerò a tradirti”

L’opposto, il nemico, il racconto a due con Ernia.

“Cento passi avanti dritti come soldatini,

dandoci le spalle pronti a premere per primi,

uno avrà il nome scritto sopra i sanpietrini,

l’altro vivrà tanto da vedere inizio e fine”

Ernia e Kid Yugi è un’altra coppia inedita. Due voci profonde che trattano il tema dell’inimicizia ne I nomi del diavolo, lo scontro a due, la guerra con se stessi. Le due strofe e il ritornello sono giochi di alternanza, lotta tra contrari, odio tra fratelli, Abele e Caino. Due penne eccellenti, quella del rapper milanese già ampiamente nota, ma entrambe sembrano create per sorprendere. Ogni uomo ha il suo nemico, ma soprattutto ogni uomo è nemico di se stesso. Il filo dell’inferno, intanto, continua a scorrere, rosso come il sangue e bollente come le fiamme degli inferi.

Denaro è il demonio travestito da divinità

“I miei uomini misurano tutto con l’oro, ma per me conta solo il potere, l’oro lo lascio ai servi”

Il dio Denaro, ma anche uno de I nomi del diavolo. Nelle viscere profonde, nel punto più basso del Tartaro, risiede il vero padrone dell’uomo, che nel piacere dell’avere si perde. L’avarizia diventa una traccia, ma Yugi sente di aver bisogno di qualcuno a supporto. Ed ecco Simba la Rue, spesso accusato di inseguire proprio quel vile Denaro. Andando oltre al concept che è auto-esplicativo, a suonare veramente bene è soprattutto il ritornello a due, quella diversità che riesce ad esaltare tutto il brano. Per l’occasione, Simba indossa il suo abito migliore, portando una qualità che forse non ci aveva mai mostrato. Come dire…a buon rendere.

Continua il disco con Yung 3p 4, che sia dal titolo, sia dalla base, ricorda un contrario demoniaco di Thasup. Kid Yugi in questo brano si autocita e si trasforma in un autentico bulldozer, tirando giù qualsiasi cosa si metta sulla sua strada o vagamente vicina al suo cammino. Il ritornello fa muovere la testa, le strofe sono distruttive. Non è solo explicit, è un altro de I nomi del diavolo.

Kid Yugi e Geolier, sapore di un pezzo Terr1.

Il sud Italia può essere fiero di questo disco, soprattutto guarda ammirato questa traccia. Puglia e Campania sulla stessa onda, che risponde a chi si chiede che cosa potrà dire Geolier dopo Sanremo. Una canzone da vero terrone, questo si aspettava il pubblico dopo aver letto il titolo sulla tracklist. Kid Yugi non si è limitato a questo, portandosi dietro il miglior artista che Napoli abbia sfornato negli ultimi anni. Da Secondigliano a Massafra, le fiamme dell’inferno hanno dato la luce a un pezzo veramenteTerr1.

A proposito di Puglia, uno de I nomi del diavolo moderni è Ilva. Un altro pezzo per la sua terra, che forse solo quei concittadini a cui parla Kid Yugi possono comprendere fino in fondo. Mentre le istituzioni fanno proclami e tentennano di fronte a questa tempesta di fumo nero, è la musica che prova a concentrare l’attenzione sul buio della fabbrica più tristemente famosa d’Italia. Questo pezzo è un rmx di Fume Scure, di Fido Guido, che mantiene il ritornello ma cede le strofe alla penna graffiante del giovane artista pugliese.

I nomi del diavolo, il violinista del diavolo: Paganini.

Un genio non ripete.

La leggenda del violinista del diavolo è un’ispirazione. La presunta morte e poi il vociare del popolo, il genio di un artista che si è prestato alle dicerie sul suo nome. Un talento talmente smisurato da essere indefinibile, che non si ripete nemmeno davanti a chi crede di avere in mano il potere. Quello stesso talento che sembrava così immenso, che solo un patto col diavolo poteva dargli. Lo stesso patto che Goethe descrive nel suo Faust, uomo che non insegue il piacere ma la conoscenza divina, finendo per perdersi nella sua stessa stretta di mano.

Paganini è dunque una metafora di virtuosismo per Kid Yugi. Se I nomi del diavolo è l’espressione degli inferi sulla terra, il rapper pugliese è il tramite che quasi in maniera inconsapevole si cimenta nel tentativo di esprimere l’abisso, il fuoco ultraterreno. Quella stessa conoscenza che insegue Faust, è motivo della follia creativa anche per l’artista di Massafra, furioso nella ricerca di una verità più alta di quella che possiamo vedere.

Chiudono il disco Ex Angelo e Lucifero, l’essenza e il massimo tra I nomi del diavolo.

Il meglio alla fine? Questo sta agli ascoltatori dirlo. L’ultimo artista che collabora ne I nomi del diavolo è Sfera Ebbasta. Quasi come in un passaggio di testimone, i due rapper si scambiano sul beat in tutta la loro diversità, in un pezzo introspettivo e distruttivo. Forse una lei può essere l’Ex Angelo, anche se questo si rivela pure all’interno dell’essenza dell’uomo stesso.

“Specchio di vanità, fammi carità,

dimmi che il sole arriverà e che non tarderà,

quando accendi i led in cielo e spegni la città,

tu mi fai sentire il vuoto togli gravità”

Sembra quasi un’apertura della chiusura, come se da sola Lucifero non bastasse a terminare il romanzo de I nomi del diavolo. Prima della totale introversione dell’ultima traccia del disco, questo featuring apre alla doppia introspezione. Scendete l’ultimo scalino, superate l’ultimo girone infernale. Ora siete davanti a lui, potete guardarlo dritto negli occhi. Ecco Lucifero.

Kid Yugi ha composto tutto il disco per ergersi a portatore della parola del demonio. Seduti davanti a lui, ascoltiamo la fine del viaggio, che ha visto molti messaggeri scambiarsi il compito di condurre le anime dannate. Per poi arrivare all’anima di un ex angelo ferito, cresciuto qui in terra e non nell’oltretomba. Non chiamatelo prodigio o emergente, non ci sono più I nomi del diavolo.

Alla fine resta solo Kid Yugi.

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