Non è sufficiente credere solo nei propri sogni. Per realizzarli ci vogliono speranza, sacrificio e un pizzico di follia. Ieri, 27 settembre 2023, Levante realizza un sogno salendo sul palco dell’Arena di Verona per i suoi primi 10 anni di carriera.
Levante ci fa una promessa: sarà un live senza parole di troppo, la musica racconterà già tutto.
Il concerto sarà diviso in 4 momenti, ad ognuno di essi verrà donata una stagione, iniziando dall’autunno e finendo con l’estate.
La voce di Levante aleggia intorno a noi e lo show inizia:
“La musica mi ha salvata sempre. Perché da sempre trasformava le mie paure, cambiava la forma delle ombre che mi spaventavano. Nel flusso dell’armonia tutto diventava bagliore […]”
L’Arena di Verona si colora di rosso, lo vediamo chiaramente quel bagliore di cui parla l’artista e immediatamente ci troviamo tra le note della sua Invincibile, brano con cui sceglie di iniziare il live portandoci nella sua galassia, in cui per l’occasione sono presenti anche danzatori e incredibili musicisti.
Poi il viaggio continua. Ed è un continuo oscillare tra il passato e il presente. Levante prosegue con Ciao Per Sempre, facendo trasparire una malinconia consapevole, tipica di chi, dopo anni, ha accettato le proprie emozioni e sceglie di portarsele con sé come fossero un talismano.
Io ti maledico, Iride Blu e Cuore Liquido e Diamante sono invece i brani che continuano a comporre la prima fase del live.
Poi il primo ospite della serata. Levante presenta Bianco, amico fidato di una vita. Per un attimo abbiamo davanti agli occhi una giovanissima Levante in uno studio di registrazione insieme a Bianco a Torino, durante la stesura del primo disco dell’artista e riusciamo a percepire il passare del tempo. Questi 10 anni sono passati sul serio. Bianco sale sul palco lasciando intravedere un viso colmo di orgoglio e immediatamente i due intonano Nuvola: assistiamo ad un momento di forte complicità fraterna.
Levante ci sta raccontando una storia, ci sta mostrando una lunga strada percorsa, un’immensa scia di emozioni vissute dal 2013 fino ad oggi.
La prima parte del live si conclude con Metro e Il giorno prima del giorno dell’inizio non ha mai avuto fine. Un danzatore presenta l’ingresso di Levante sul palco e la seconda parte della serata inizia con Andrà tutto bene. L’inverno di Levante incombe. L’Arena è elettrizzata, tutta, non c’è nessun escluso.
Poi ancora Cuori d’artificio, Regno Animale e Magmamemoria.
Ma dopo poco la magia avviene, i violini ci circondano, la voce di Levante ci regala la sua Abbi cura di te e ancora una volta, dopo anni, ci poniamo la stessa domanda:
Ma che cosa vale vivere tra le paure senza avere mai il coraggio di rischiare?
Poi un piccolo momento di pausa, l’artista ci ringrazia e ci ripete che ogni parola sarebbe superflua, per questo lascia parlare unicamente la musica, intonando infatti Io ero Io, seguita da Mater.
Le sorprese sono dietro l’angolo e ben presto ce ne rendiamo conto. Levante si mostra in un’altra veste, facendoci vedere una nuova dimensione della sua arte. Sceglie di lasciare alle coriste il compito di cantare Running Up That Hill di Kate Bush per potersi dedicare ad una coreografia, accompagnata sul palco da un altro ballerino.
Siamo ufficialmente a metà live ed è arrivato il momento di apprezzare la Primavera, il cui inizio recita così:
“Davanti all’energia elettrica del canto, tutti gli esseri umani rimangono scossi, accomunati nel ritmo nonostante la pelle, il ceto, il credo […]”
In questa fase del concerto ascoltiamo molte pietre miliari dell’artista, tra cui 1996 la stagione del rumore , le lacrime non macchiano, Leggera e Alma Futura.
Ma si sa, il momento della Primavera è un momento speciale. La Primavera ci fa rifiorire, ci fa risorgere come fenici.
Durante Dall’alba al Tramonto l’artista scende in platea abbracciando con ardore tutto l’affetto di chi era in Arena per lei.
Successivamente Gesù cristo sono io riunisce sul palco le seconde ospiti della serata. Sono Ginevra, Emma Nolde, Erica Mou, Veronica della Rappresentante di Lista e Angelica. Le 6 artiste cantano il brano con rabbia e speranza e l’Arena è infuocata davanti a questo iconico spettacolo.
E infine arriva l’estate, quel momento catartico in cui siamo capaci di lasciare le tensioni e sentirci risoluti e leggeri.
Levante decide di colorare la sua estate con Lo stretto necessario, Non me ne frega niente, Sirene, Fa male qui e ovviamente con Canzone D’estate. Passando per Pezzo di Me e Vertigine.
L’ultima fase del concerto ha però un obiettivo: Alfonso dov’è?
La risposta è che Alfonso è proprio qui, dopo 10 anni, all’Arena di Verona. I visual sul palco sfoggiano il videoclip del celebre brano dell’Artista che con una chitarra intona la canzone facendoci tornare indietro nel 2013, quando tutti noi avevamo almeno un Alfonso nella vita. Il pubblico è visibilmente eccitato, Alfonso era attesa proprio come l’estate.
Il live si conclude in maniera scoppiettante. Levante porta sul palco i due brani portati a Sanremo, prima Tiki Bom Bom per poi concludere con Vivo.
A fine serata Levante è gratitudine pura, dimostrandosi ancora una volta un’instancabile artista che pensa la realtà con i propri occhi regalandola alle persone con sincerità e trasparenza d’animo.
Come infatti ci tiene ad affermare:
“Oggi si è realizzato un sogno. Non ci sono parole per descrivere l’emozione e l’orgoglio. Io vi voglio ringraziare dal profondo del cuore, perchè voi non avete idea di quanto sia importante per me la vostra presenza qui oggi. Qui oggi io festeggio 10 anni insieme a voi e per me non è scontato, perchè ho fatto una strada molto lunga per arrivare fino a voi e spero di meritarmela sempre questa strada…”
I musicisti scendono sul palco, Levante ringrazia e tutti insieme formano un inchino.










