Quando Giorgio Poi ci salvava I Pomeriggi

da | Recensioni singoli

A due anni dall’uscita di Smog e esattamente nella notte che precede l’autunno, esce I Pomeriggi nuovo singolo di Giorgio Poi, buon anno nuovo a tutt*!

Abbiamo riposto i costumi nell’armadio, abbandonato l’idea del sole d’estate, cancellato l’app di Air B&B dal telefono e accettato qualcosa chiamato inverno. Una voce strana, di rimando, la solita di Giorgio Poi, canta I Pomeriggi e quasi per caso foglie arancioni inondano Central Park e anche un po’ il vialetto di casa.

Poetico e mai banale, con melodie sempre credibili Giorgio Poi risultava essere uno tra gli artisti più attesi per quest’anno e che questo nuovo singolo non anticipi il lancio di un intero album?!

I Pomeriggi racchiude tutta la nostalgia di un’estate ormai finita, quella cantata anche da Bruno Martino nella serie Netflix Summertime, di cui proprio Giorgio Poi ha firmato le musiche.

C’è tutta la paura e la fantasia di ombre riflesse su muri e marciapiedi, la vicinanza al freddo che ci fa dimenticare quello che siamo stati, la consapevolezza di dover nascondere le valigie, stavolta sotto il letto e tornare a dormire.

Pomeriggi passati a pensare
a soffiare sul vento
che se non cambio si mette male
che sta arrivando l’inverno

A volte vorremmo ritardarlo, il freddo, il vento, soffiarci sopra per rimandarlo indietro, ma certe bufere sono taglienti e non c’è modo di fermarle. Il tempo scorre nel suo bacino d’acqua salata e certe cose puoi solo accettarle perchè è impossibile cambiarle:

Non torneremo mai più

è il motivo ricorrente nel brano, un mantra ripetuto come una preghiera per accettare l’arrivo dell’autunno dalle giornate sempre più corte e le ombre sempre più lunghe.

La musica di Giorgio Poi incarna perfettamente lo spirito delle sensazioni invernali: toni caldi e malinconici, tristi, ma non superficiali, quasi provenienti da un altro pianeta per quanto è elettronica, ma allo stesso tempo naturale, la sua voce, un po’ metallica e un po’ prog dall’autotune al naturale.

I Pomeriggi risulta essere un modo per contrastare l’incontrastabile, mettere un cerotto dove la ferita è ancora aperta, un riflesso di una terra di mezzo tra il prima e il dopo che ci spinge avanti e indietro, un passato che si sembra imprescindibile ma da cui, in qualche modo, dobbiamo liberarci.

Anche in inverno tracceremo nuove strade, tubature e strane connessioni, nuotando a lungo, da sol* e per diversi mari, quando infine ci ritroveremo sempre lì.
A quando sul divano Giorgio Poi ci salvava I Pomeriggi.

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