Polvere, prodotta da Maciste Dischi/EMI Records Italy/Universal Music Italia, è il nuovo singolo di MOBRICI, fuori ovunque da venerdì 17 novembre. Il brano anticipa lo speciale live del 30 novembre all’Alcatraz, durante il quale il cantautore viaggerà negli anni della sua carriera, portando al pubblico anche il suo ultimo progetto Gli anni di Cristo.
Tutti abbiamo, almeno una volta, conservato un ricordo. Abbiamo tremendamente bisogno di sapere che certe cose non sono perse per sempre e possiamo riviverle ancora, qualche volta. Anche per finta. Possiamo pensare cosa fare delle nostre fragili rovine, possiamo provare a dare loro un nome e perfino invitarle ad uscire dall’armadio, a dirgli che la parte oscura del cassetto non è proprio un posto comodo. Ma solo se scendiamo a compromessi col dolore.
Il nuovo singolo di MOBRICI è una canzone intrisa di ricordi con un suono liberatorio e vivo. In questo modo l’autore descrive il momento in cui una relazione che si pensava finita torna a esistere grazie a un incontro improvviso.
Polvere è la storia di una notte, quella in cui ci si convince ad uscire, col cuore che piove e con la testa altrove. Quella notte basta un incontro inaspettato, un pensiero, la consapevolezza di un ricordo affinché il passato ritorni nel presente per rendersi conto che basta un attimo per togliere la Polvere dai vecchi ricordi:
E poi ti ho vista tra mille facce
Maledetta la mia voglia di uscireEd ho rivisto tutti i nostri errori
Ho ricantato le nostre canzoni
Ho tolto un po’ di polvere
Ho tolto un po’ di polvere
Ti ho dedicato tutti i miei silenzi
Mi son rivisto nei tuoi occhi spenti
Ho tolto un po’ di polvere
Il dolore, lo sconforto e la delusione, dopo un rapporto finito male, possono restare vivi per anni, seppur chiusi in una scatola di latta. Ma nascondere tutto è davvero l’unica via d’uscita possibile? Poi c’è una bellissima frase di Calvino, che recita: “a volte uno si sente incompleto ed è soltanto giovane“, una frase forte e allo stesso tempo piena di verità.
In modo naturale dubbi, domande, riflessioni, ottimismo e speranza sono gli elementi che più di altri si intrecciano tra le trame dei testi di MOBRICI. Le questioni su cui si interroga l’autore sono figlie della sua età, cose comune a molti e quindi spunti che raramente avrebbero trovato radici nei suoi progetti precedenti e nel lavoro coi Canova.
In Polvere, però, MOBRICI sembra ancora mantenere quella scrittura schietta, diretta e personale che già con Manzarek e altri brani con il suo ex gruppo aveva rivelato. Quello stile rétro e la capacità di raccontarsi e raccontare la contemporaneità sono il perno della sua scrittura e proprio Polvere sembra essere un consiglio ad un amico fidato.
Non basta una vita
Non basta una strada
Per sapere dove andare
È il ricordo, alla fine, ciò che riesce meglio a mappare l’umano, i suoi sguardi, i suoi passi, la sua capacità di ridefinire ogni volta nuove regole. È il ricordo, solo il ricordo, a generare nuove percezioni, e a volte la Polvere da soffiar via non è mai abbastanza.










