“Santissimo” Sayf, Santissima baraonda

da | Mag 13, 2026 | Recensioni album

Maggio è il mese di Santissimo, il mese di Sayf. Dopo la partecipazione sanremese, ci presenta il suo nuovo e primo progetto discografico nel mainstream.

Non è un concept album, non è un disco che scava l’interiorità di un artista che, alla fine, conosciamo ancora relativamente poco. Appurato che stiamo parlando di un prodotto discografico, che nasce e si espone come musica per il gradimento di una fetta più o meno ampia di pubblico, possiamo pensare di parlarne. Santissimo è il nuovo album di Sayf, ed è un progetto in nostra opinione estremamente particolare. Certamente, perchè questo disco non ha solo un suono o una serie di suoni.

Santissimo ha un odore, un profumo genovese ma lievemente condito dall’artista con le sue origini, col suo background. Santissimo ha anche un sapore, si può guardare e toccare solamente chiudendosi dentro l’idea che c’è dietro, ascoltando col corpo e con la mente. Sicuramente non stiamo parlando di un progetto d’introspezione, nè di un album che può andare ad inserirsi dentro una cultura tematica che tiene in sè pochi artisti, che danno alla propria musica un piglio particolare. Sayf ha accelerato la sua carriera, con Sanremo, con un disco che suona godibile e gradevole, nelle sue tracce, per un’ampia serie di gusti e ascoltatori.

Quando un artista da emergente passa a big così in fretta, le aspettative vanno alle stelle

Ma che senso ha affrettare ulteriormente una carriera che, almeno apparentemente, sembra decollata in maniera rapida ed esponenziale? Diciamo apparentemente perchè, di fatto, Sayf ha una sua discografia di nicchia precedente a Santissimo, che portava uno stile più urban, ma anche decisamente più acerbo. Questo ultimo album ha disegnato quella che momentaneamente sarà la strada che questo artista percorrerà. Prima di esplorare appieno le sue capacità musicali e personali, prima di andare a sviscerare quanto più possibile attraverso la sua musica, la sua scelta si è volta verso una serie di brani che vogliono dimostrare la sua versatilità, forma e visione artistica. Al contrario di molti artisti, alzato il livello Sayf ha subito voluto stabilire subito quale fosse il suo posto nella scena, dimostrando la quantità di pubblico che poteva attrarre con una così spiccata qualità.

E così arriva Santissimo, un album che, con una mano di featuring ben schierata, riesce ad interpretare una serie di sonorità che l’Italia sta pian piano imparando a conoscere. La doppia nazionalità influenza la musica di Sayf, che sbalza l’ascoltatore qua e là per le terre che conosce e che sa cantarci. Come nei migliori romanzi italiani, questo disco è musicalmente intricato ma al contempo autoesplicativo, come se l’artista fosse solamente la miccia e poi il progetto quasi vivesse di vita propria. In linea generale comunque, se vogliamo essere proprio critici e analitici, siamo di fronte a un prodotto discografico estremamente completo, perchè riesce a contenere un caleidoscopio musicale non indifferente.

Santissimo Sayf, Santissima Baraonda

Questo artista è puro e controllato caos. L’intro e l’outro di Santissimo sono esercizi di stile, la prima in chiave rap, la seconda in fusion rap-jazz, una struttura ad anello il cui interno viene riassunto dagli estremi. Sayf ha esplorato il suo essere trap, soprattutto in Bratz con “Nerissima Serpe”; il rap è ovviamente la linea di base, spesso contaminato con una certa quantità di linee melodiche in chiave pop, o sempre riferendosi al jazz. In Perchè Piango, con “Kid Yugi”, troviamo il vero punto focale di Santissimo. Il rapper pugliese nei featuring ci viene spesso presentato in chiave più hard, nella sua classica strofa trascinante e musicalmente impattante. In questo brano invece, mantenendo comunque il suo stile in termine di flow, “Kid Yugi” segue la strada tracciata da Sayf, ed esplora qualcosa di differente, lasciando una lacrima sul testo più che sul microfono.

Vengo dalla cenere, dai crampi al basso ventre
Il freddo sulle tempie, la voglia di rimettere
Legami da recidere, correre per recedere
Ho chiamato “traguardi” i limiti che non so mettere

L’altro episodio fondamentale di questo album è Parlar D’Amore, brano in coppia con “Bresh”. Rispetto agli altri si fa guardare come brano cantautorale, melodico e con un testo d’amore. Ed è proprio questo che alcuni nuovi artisti nel rap genovese stanno facendo così bene: farsi ispirare dalle radici, innovandone con consapevolezza lo stile. Il primo a subire questo cambiamento è proprio il testo d’amore: non solo romantico, ma in questo caso divisivo, struggente, destinato alla conclusione e al rimpianto.

Cento canzoni che parlano sempre d’amore che è
Un carrozzone, una festa, una sagra per te
Che non ti gireresti mai se fossero per te,
Non è una santa lei, non sono un santo io
Se va in vacanza lei, volo ad Ibiza anch’io

Il terzo e ultimo caposaldo di questo album Santissimo è il brano omonimo. Generazionale.

Come posso io cambiare, ribaltare la realtà
Se in testa ho una canzone, in testa ho una pubblicità?
Che manca sempre amore, sempre tempo alle città
E non ti posso scegliere, c’è sempre una più in là

Sempre la stessa storia.

Dicendo la verità, era scontato che anche questo progetto avrebbe ricevuto le solite critiche. C’è sempre qualche addetto ai lavori, qualche magazine di settore, che sceglie il pensiero controcorrente per ottenere la visibilità di chi si prodiga nel dire il vero a tutti i costi, o almeno, per far credere di farlo. Santissimo è quel tipo di progetto che ci si aspetta da tanti artisti, che fanno ben più numeri di Sayf, ma che mai sono in grado di fare. Un disco ricco di vera musica, che non ristagna solamente nell’orticello del rap o della trap, ma che esplora possibilità di contaminazione che, ad oggi, sentiamo davvero di rado. L’evoluzione della musica urban del prossimo periodo storico musicale potrebbe passare da qui: non facendosi tentare dalle hit pop mainstream, ma mantenendosi vicini al mercato musicale senza perdere la propria identità da artista.

La nostra verità è che Sayf ci è riuscito, al suo primo disco mainstream in carriera. I brani non sembrano costruiti a tavolino per le radio, neanche il brano per Sanremo, che se ha ricevuto tanto consenso è stato proprio per la spontaneità. Santissimo è un vinile ben impacchettato e confezionato, sicuramente non un cd masterizzato illegalmente in qualche garage, eppure riesce a trasmettere sudore e passione, nonchè il tragitto fatto e le radici di un artista che, se saremo in grado di aspettarlo, ha veramente tantissimo da dirci.

La Playlist di Cromosomi