Cesare Cremonini è il nuovo ospite di “Supernova”, il podcast di Alessandro Cattelan che porta gli artisti fuori dalle luci dei riflettori e dentro le proprie contraddizioni. Una chiacchierata densa, ironica e profonda, dove il cantautore bolognese riflette su successo, autenticità e paura di omologarsi.
“Io non posso scegliere perché se scelgo vado verso il basso, come tutti. Nessuno sceglie facilmente di fare fatica”, confessa Cremonini, raccontando la fatica di restare libero in un mondo che corre verso la semplificazione.
Nel corso dell’episodio, Cremonini ripercorre la sua storia, dagli esordi con i Lùnapop ai tour negli stadi, passando per la scrittura di brani simbolo come “Poetica” e “La nuova stella di Broadway”. La musica, dice, non è un mestiere, ma un luogo di verità:
“Io non sono stato salvato dal pubblico, ma dalla musica. È l’unica cosa reale che produce emozione.”
Nel dialogo con Cattelan, l’artista affronta anche temi come l’impatto dei social, la pressione estetica e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale nel processo creativo:
“Se impariamo a produrre solo ciò che il sistema vuole, il sistema si chiude. I miei dischi sono artigianali: saranno i primi oggetti di antiquariato della musica.”
Tra una riflessione e una risata, Cremonini mostra la leggerezza di chi ha imparato a prendersi sul serio solo quando serve, svelando la sua visione sul gossip e sulla popolarità:
“L’hater è il tuo più grande fan. Non c’è amore più grande dell’odio, basta solo saperlo trasformare.”
“Supernova” conferma così il suo ruolo di spazio autentico e intimo, dove le grandi voci della musica italiana si spogliano di ogni filtro. Con Cesare Cremonini, il podcast diventa un viaggio nell’anima di un artista che non ha paura di dire la verità, anche quando brucia.










