Kaufman: con Sahara ci si prende cura degli addii

da | Ott 24, 2023 | Recensioni singoli

Sahara, il nuovo brano dei Kaufman insegna come ci si prende cura degli addii e che la legge di Murphy non fa sconti a nessuno: nemmeno al cuore, figuriamoci a noi. I Kaufman hanno questa capacità di utilizzare un linguaggio innovativo in cui la scrittura vocale si basa su una stretta relazione tra parola, suono […]

Sahara, il nuovo brano dei Kaufman insegna come ci si prende cura degli addii e che la legge di Murphy non fa sconti a nessuno: nemmeno al cuore, figuriamoci a noi.

I Kaufman hanno questa capacità di utilizzare un linguaggio innovativo in cui la scrittura vocale si basa su una stretta relazione tra parola, suono e gestualità immaginaria; sostenuta da armonie convulse e un’orchestrazione fatta di colori vividi e Sahara ne è la prova.

Dopo l’uscita del successo Piazza Bologna, i Kaufman tornano a raccontarci l’amore con Sahara, un singolo che rielabora la dolcezza, debole e frenetica, dell’addio. 

L’epoca cambia e le storie trasmutano avanzando sentimenti e i racconti diventano concisi, sofferti, a volte distruttivi e messi a fuoco con colpi di scena. 

Il brano, uscito il 20 ottobre per INRI/Metatron e distribuito da Universal Music Italia sembra dar forma ai pensieri di ciascuno di noi sbattendoci in faccia la realtà e dimostrando che il mondo sta cambiando, sta andando avanti e noi inermi, col Sahara nello stomaco, cerchiamo di digerire le angosce deglutendo le ansie. 

La canzone, firmata da Lorenzo Lombardi, Alessandro Micheli e Marco Franzoni fugge dal caos dalle angosce dell’estetismo e dal cercare inevitabilmente di dare un senso ala vita. Non solo il bello è segno di armonia e coesione, a volte e sempre più spesso, il disordine fa saltare via ogni tipo di parametro ma prepara al futuro prossimo che arriva senza preavviso e travolge.

Musicalmente avviene un’inversione di marcia rispetto alla precedente uscita più ambient e riflessiva. Qua, il sound elettronico si mescola con il crescendo organico della strumentale legato senza complesse articolazioni ad una lirica ritmica e vivace vissuta da accenti moderati.

I Kaufman ci hanno regalato uno spaccato di vita che tutti, chi prima e chi dopo abbiamo vissuto e vivremo. Un addio è un addio e non ci sono traduzioni mediatiche per descriverlo. Fa male. Ma male, male veramente.

Rimane solo il ricordo e una manciata di sabbia: come quella del Sahara.

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