Tre featuring improbabili che la musica non ci darà mai…

da | Lug 21, 2022 | News

In un mercato musicale sempre più aperto alle collaborazioni, esistono dei featuring che stanno bene come le cascate di prosciutto e melone dei matrimoni degli anni Ottanta e altri che, per nostra fortuna o sfortuna, forse non vedremo mai. Ci capita spesso di ascoltare dei brani che si incastrano maledettamente bene, dove le collaborazioni sono […]

In un mercato musicale sempre più aperto alle collaborazioni, esistono dei featuring che stanno bene come le cascate di prosciutto e melone dei matrimoni degli anni Ottanta e altri che, per nostra fortuna o sfortuna, forse non vedremo mai.

Ci capita spesso di ascoltare dei brani che si incastrano maledettamente bene, dove le collaborazioni sono così azzeccate da far venire i brividi, al punto da pensare a chissà quale genio del marketing musicale si celi dietro quell’idea così dannatamente perfetta.

Basti pensare a Carl Brave e Noemi ad esempio, una coppia buona quanto una coppa di fragole con la panna. Oppure Elisa e Calcutta, Francesca Michielin e Calcutta, Tropico e Calcutta, Marracash e Calcutta, Franco126 e Calcutta, Madre Teresa di Calcutta e Calcutta, dannato Calcutta, è ovunque, tipo come se fosse il Pitbull dello stivale italico.

Esistono cose che noi uomini non possiamo nemmeno provare per un momento ad immaginare, cose che neanche dopo una sbronza di gin tonic da 2 euro saremmo capaci di pensare.

Ecco, sono sobrissimo, ma oggi Cromosomi vi illustrerà tre featuring improbabili che la musica non ci darà mai:

3. Brunori Sas feat. Ana Mena

Nella follia di una notte di mezza estate come non pensare ad un featuring del genere? Il Darione nazionale che imbraccia la sua chitarra e inizia a catturare l’attenzione del pubblico, il momento è catartico. Dario è lì, centro palco, con la sua camicia piegata sulle braccia, le bretelle, il pantalone che cade dritto, gli occhiali che scivolano quasi sulla punta del naso. Dario canta piano, quasi sussurra. Pian piano si muove il sipario dietro di lui, si intravede una luce che diventa sempre più forte, più forte, più forteeeee!

Quando Brunori Sas canta, mi si scalda il cuoreeeeee…

una consolle, Ana Mena è lì, con la bandiera spagnola a fungere da vestito. Il featuring è servito, Dario Brunori diventa più sciolto, quasi galoppa sul palco, ondeggia, con sguardo complice cerca la giovane spagnola. “Questa è chimica” urlerebbe la Rettore, per noi resta un sogno (o incubo) di una notte di mezza estate

2. Rkomi feat. Iva Zanicchi

No, non è Ariete, avete letto bene: Iva Zanicchi. Un palco enorme, Mirko fomentatissimo come piace a noi, con ogni muscolo del suo addome definito che puoi passarci dentro la carta e pagare gli abbonamenti in palestra per i prossimi tredici anni. Lui canta, si sbatte, ammicca e poi di colpo il silenzio:

Prendi questa manooooooo (Iva Zanicchi)

Diecimila voci e tu dici di calmarmiiii,

voglio tenere il tuo amore con entrambe le mani (Rkomi)

Il pubblico è in visibilio, una pioggia di applausi si abbatte sul palco. Era solo un sogno, anche questo.

1. Vasco Brondi feat. thasup & Mara Sattei

La forzatura delle forzature: quello che amo e quello che fatico tremendamente a digerire musicalmente in un unico brano, la voce di Mara Sattei serve a farmi ingoiare questo boccone amarissimo. Vasco Brondi, uno degli artisti della mia vita, si siede a bordo palco. Legge una poesia di Mariangela Gualtieri, accavalla le gambe non proprio come in Basic Instinct, sorseggia un vodka tonic, anzi no, non ricordo se Vasco come Zerocalcare abbia aderito allo Straight Edge, quindi solo acqua minerale temperatura ambiente per non gravare sulla pessima situazione globale.

L’atmosfera è mistica, il silenzio viene interrotto dalla base di blun7 a swishland, Vasco ripone il libro accanto a sé, poi si alza, prende il centro del palco, mentre intanto la situazione attuale è più o meno questa:

Grandi speranze, occhi aperti, cuore socchiuso, seguimi, non so dove sono (Vasco Brondi)

Un viaggio lungo cambia lo spirito, tu nel mentre parli, non sei spiritoso neanche un minimo, lacrime sui tuoi eyes, io non ce le spreco mai, piuttosto ti faccio “bye” (thasup)

Il clima è surreale, il pubblico ha perso l’orientamento e anche la voglia di vivere. Poi arriva lei, colei che riesce a rendere bello anche un paio di Birkenstock: Mara Sattei.

Family affair praticamente, Vasco Brondi non potrà mai provarci con Mara Sattei, almeno non davanti al fratello. Che poi, chi ca**o l’ha mai visto thasup?

Vasco Brondi ha campo libero, si avvicina a Mara Sattei, le prende le mani, per un attimo l’immagine di Mietta e Amedeo Minghi si sovrappone ai due, mentre lei è intenta a cantate frasi del tipo:

Ma cos’è che si ripete
L’acqua scende e si condensa
Come neve sopra il mondo
Noi due sagome di gesso

Dimmi adesso c’è la quiete
Dentro sempre la tempesta
Se me ne andassi via?
Se me ne andassi via?

Sparisco per magia, puff
La colpa mai la mia, uh

Era solo un ologramma, Vasco Brondi è stato sempre da solo su quel palco. La famiglia Sattei ha illuso il barbuto cantautore. Velleità de I Cani prende forma proprio in questo istante, il ferrarese scende dal palco.

Nichilisti col cocktail in mano che
Sognano di essere famosi come Vasco Brondi
Che appoggiato sul muro parla con la ragazza di qualcuno

La droga è scesa, i tre featuring improbabili sono vostri.

E tu, hai mai pensato a qualche featuring improbabile?

La Playlist di Cromosomi