Giovanissimo, solare, educato, maturo, è il ritratto di Luca Marzano in arte Aka7even protagonista della ventesima edizione di Amici di Maria De Filippi ed ora concorrente sul palco dell’Ariston a soli ventun anni col brano Sei perfetta così.
Un avverbio posto alla fine che racchiude in sé la chiave di lettura della canzone. In un epoca di millantatori di vite patinate sui social, la perfezione, se vogliamo assumerla come concetto reale, consiste proprio nell’accettare se stessi facendone scaturire amore per sé e per gli altri.
Il team di Cromosomi ha avuto la possibilità di intervistare Aka7even per parlare di Sanremo e non solo:
Hai raccontato nel tuo brano della difficoltà nell’accettarti, volevo chiederti come l’hai superata? Pensi possa servire per chi vive lo stesso problema?
Io l’ho superata con l’aiuto delle persone al mio fianco, della famiglia e lavorandoci personalmente. Sicuramente la musica mi ha aiutato tantissimo, penso che la musica sia la terapia per eccellenza e spero che questo brano possa aiutare. Il primo intento è proprio quello e che arrivi a più persone possibile, spero che la musica possa aiutare proprio come ha fatto con me.
Sanremo è uno degli appuntamenti che fanno parte della storia del nostro paese e un po’ tutti abbiamo cantato Sanremo. C’è un momento che ricordi legato a Sanremo come spettatore?
Un momento che ricordo in particolare è il momento in cui io e la mia famiglia ci riunivamo e passavamo le ore a guardare Sanremo condividendo la musica. Penso che quello sia uno dei momenti più belli, in cui c’è la famiglia e la musica. Amo queste situazioni.
Ci racconti un po’ l’emozione di ieri sera sul palco dell’Ariston e poi Sangiovanni ha detto che tra di voi non c’è competizione. Volevamo sapere se da entrambe le parti c’è una gioia per i traguardi dell’altro?
Tra me e Sangiovanni c’è un’amicizia incredibile, il fatto che io sia partito da Amici insieme a lui e mi ritrovo a Sanremo con lui, è un orgoglio sia per me sia per lui. Ieri sera ero gasatissimo e non vedevo di salire sul palco, poi ho scaricato tutta l’adrenalina sul pezzo e sono veramente felice.
Come mai hai scelto la cover di Alex Baroni, Cambiare, e ci dai qualche informazione sul videoclip del tuo brano?
La cover è stata scelta perché Alex Baroni mi ha accompagnato dall’infanzia, la prima canzone che ho cantato in vita mia è stata La distanza di un amore dello stesso. Cambiare fa parte di un percorso che ho fatto musicalmente. Avendo fratelli più grandi ho sempre condiviso quel tipo di musica, Cambiare l’ho portata sin dall’infanzia fino ad oggi e sentivo istintivamente il bisogno di portarla sul palco.
Il video clip narra, in modo quanto più delicato possibile, proprio l’essenza del brano. Il fatto che una ragazza non riesca ad accettarsi e cerca di liberarsi con l’espressione della musica e tutto ciò che ama, cerca di sentirsi quanto più libera possibile. Quando inizia ad amarsi vede la vita sotto tutto un altro punto di vista, si apre una luce ed inizia a godersi il tutto.
Com’è nato il pezzo, com’è stata la lavorazione e la scelta di portare proprio questo tipo di racconto sul palco dell’Ariston. Poi facendo riferimento in particolare ad un verso tu parli proprio del ‘’sentirsi solo’’ e ‘’dei silenzi’’, anche in quest’ultimo anno che è stato pieno di impegni quando sono stati i momenti in cui ti sei sentito più solo?
Nel momento in cui non ti accetti è difficile non sentirsi solo anche in mezzo alla gente, per esempio andavo a prendere il caffè con gli amici e anche in quel momento mi sentivo solo perché non stavo bene con me stesso. I tour erano l’unico momento in cui non mi sentivo solo. Sentivo proprio il bisogno di fare questo switch. L’ho fatto pian piano, finché non mi sono sentito bene ho sentito l’esigenza di doverne scrivere perché la musica è stata per me terapia e volevo far si che la musica fosse lo stesso per chi ne ha bisogno.
La procedura è stata molto istintiva. È partito questo giro armonico di chitarra che mi piaceva ed ho iniziato a scrivere subito il ritornello e poi è nata tutta la struttura intorno che è Coellla, pian piano abbiamo iniziato a chiudere l’arrangiamento ma sentivo di voler dare grinta al brano. Ci sono dei messaggi importanti che vanno detti in modo delicato ma in questo caso sentivo il bisogno di dare grinta perché quando c’è grinta è come se uscisse meglio il tutto.
Credi che la popolarità che è scoppiata in così poco tempo abbia portato a galla il fatto di doversi confrontare con una nuova gestione della quotidianità della vita e delle prospettive?
Nel mio caso è cambiato pochissimo nel senso che mi sento la persona di sempre, è cambiato poco o nulla. Comunque ho la possibilità di fare della mia passione il mio lavoro, l’esposizione mi ha aiutato a sentirmi accettato dagli altri.
Per un certo periodo di tempo programma televisivo di Sanremo è stato visto dai giovani come reazionario e retrogrado, per altri ha sempre conservato quell’aurea di grandezza. I tempo sono cambiati anche se nessuno lo dice, tutti guardano Sanremo. Cosa avrebbe detto il piccolo Luca all’Aka7even di adesso?
Il piccolo Luca era un Luca tra spensierato che probabilmente avrebbe detto ‘’wow figo il palco di Sanremo’’ più che dire a luca qualcosa. Però posso dirti cosa direbbe Luca al piccolo Luca ovvero di continuare a sognare perché probabilmente i sogni che hai in testa se ci credi in modo giusto potrebbero avverarsi.
Cosa ti ha portato qui e come ti ci trovi. E poi cos’è Perfetta così per te, cos’è la perfezione per te, ammesso che esista?
Mi porta a Sanremo il fatto di voler lanciare un messaggio importante, sentivo il bisogno di dovermi esporre e Sanremo è il palco perfetto per farlo. Perfetta così è l’inno della mia vita e spero possa esserlo anche per altre persone. La perfezione per me è proprio accettazione, nel momento in cui ci accettiamo nasce la perfezione.
Cosa c’è per te dopo Sanremo?
C’è la preparazione del tour e tornare in studio a concludere l’album.
Cosa hai provato prima e dopo la tua prima esibizione all’Ariston? Ti aspettavi di raggiungere un traguardo del genere così velocemente?
Nella mia vita per fortuna non mi sono mai aspettato nulla perché quando arriva è ancora più bello , non mi aspettavo tutto ciò e sono molto felice. Prima dell’esibizione avevo una botta di adrenalina incredibile non vedevo l’ora di andare sul palco e l’emozione era tantissima, ho cercato di dare il massimo e spero di averlo fatto. Dopo mi sono sentito liberato totalmente.
Ma questa gara parallela del Fantasanremo come ve la state gestendo? Come mai vi ha preso così tanto?
Un altro modo di comunicare per me è l’autoironia ed aver la possibilità di farlo col Fantasanremo è divertentissimo. Ho subito colto l’occasione perché in primis mi diverte, poi spero possa divertire anche gli altri.
A X-Factor il tuo percorso si è arrestato in anticipo, ricordo Mara Maionchi che disse ‘’Molto spesso i no valgono più dei sì’’. Infatti sei arrivato ad Amici ed oggi sei sul palco dell’Ariston. Pensi che quel no ti sia servito?
Assolutamente sì, le porte in faccia (nel senso buono) sono una parte fondamentale affinché le spalle inizino a formarsi e dai no riesci a dare poi tanta importanza ai sì. Penso che quello non fosse il momento giusto per me e soprattutto a livello discografico non mi sentivo maturo. Mi hanno aiutato tanto, soprattutto il no di Fedez.
Quant’è complicato cantare così tardi?
Non è complicato perché l’adrenalina ti dà una carica immensa a prescindere dagli orari. La tensione dietro al palco era tanta quindi essendo una persona cristiana ho iniziato a pregare e speravo di fare bene.
C’è stato un momento in particolare in cui credi che la musica ti abbia salvato la vita o te l’abbia fatta svoltare?
Penso tutti giorni che la musica mi abbia svoltato la vita. Proprio nel momento in cui non mi accettavo, tanti momenti li ho sfruttati per riprendermi con la musica. Non ho un ricordo in particolare ma è sempre stata parte integrante della mia vita.
Ci parli del tuo look e se hai sentito Anna Pettinelli?
Ho sentito Anna ed è super felice di me, altrettanto lo sono io di lei che mi accompagna a prescindere nel mio percorso. Per quanto riguarda il look, abbiamo cercato di lavorare su dei look che mi facciano sentire a mio agio il più possibile. C’è un collegamento con Stella McCartney con la musica, c’è sempre lei di mezzo e ne sono felicissimo. Ci saranno dei look particolari nelle prossime serate.
Luca, ti auguriamo un futuro promettente e merda merda merda!










