Coez ci fa “Volare“ di nuovo

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Volare è inteso come staccarsi da terra ma non solo, vuoi vincere una guerra ma non solo. Volare è guardare su e non giù da un terrazzo, è pretendere di più, e che cazzo. È non tornare a casa dopo un concerto, non conta se ho sofferto, guarda come mi diverto. Volare è un cielo aperto, a chi mi chiede i soldi fanno la felicità, e certo. Noi dormivamo su un letto che era un divano, lo stesso ci volavo, e scivolava la mia mano piano dentro i tuoi jeans, baby, ti chiederà chi sono solo perché è un po’ che non mi vedi. Volare è fare un tiro e guardare l’immenso, sentirsi solo un puntino nell’universo, capire che c’è un prezzo da pagare ma volare è la paura di cadere e il gusto di saltare. È ogni fratello che è volato in cielo presto, se non decolla meglio dircelo presto. Volare è un fan che mi chiede un cinque senza foto, volare è nonostante il vuoto. È non seguire lo spartito, scolare qualche litro, let it go, let it be come i Beatles. A chi da sempre mi ha seguito, l’ha già capito, Volare è già il tuo disco preferito”. 

VOLARE FREESTYLE, Coez

Bentornato Silvano.

Coez non ha mai avuto paura di volare e ce lo conferma anche questa volta. Dopo il successo di Faccio un casino ed E’ sempre bello, il rapper romano decide di tornare sulle sue vecchie orme (perché diciamocelo ‘’si torna sempre dove si è stati bene’’) spalleggiato dai produttori di sempre come Sine e Ford78, ma anche Marz, Zef, Orang3 e Ceri.

Volare nasce da un periodo buio, quale quello della pandemia, e sottolinea come dalle ceneri ci si possa sempre rialzare più forti di prima, per poi spiccare il volo. Non è la celebrità l’obiettivo, ma il fare musica, quella vera, quella che viene maturata prima dal cuore che dalle logiche del mercato. 

Manifesto di questo cambio di rotta è il primo pezzo dell’album, Wu-tang, di cui Coez ammette essere il suo fiore all’occhiello per aver riportato il rock nel rap. Si ispira al “Wu-Tang Clan”, il supergruppo culto americano e collettivo newyorkese che negli anni ’90 ha cambiato il mondo dell’hip-hop elevando il concetto di crew a comunione collettiva.

”Ho sempre amato i gruppi che potevano passare da canzoni introspettive a pezzi da un impatto più violento senza mai perdere di credibilità’’. 

Flow Easy e Come nelle canzoni, che chiudono la trilogia de La musica non c’è ed É sempre bello, uscite qualche tempo fa.

Si può essere hip-hop anche lasciandosi trasportare dal proprio lato più intimo. Si può essere tutto nella vita senza etichettarsi, avere mille sfaccettature e rimanere sempre gli stessi… perché in fin dei conti scegliamo noi cosa voler mostrare agli altri. 

Allacciate le cinture, la compagnia di volo è una Bomba a mano: formata dai colleghi che hanno scritto insieme a Coez la storia della musica urban, rap e pop italiana dell’ultimo ventennio, i feat vengono aperti da Neffa in Cerchi con il fumo, per poi continuare con il sarcasmo di Sesso e droga feat. Guè & Gemitaiz, l’incontaminabile Noyz Narcos in Ol’Dirty, Crack feat. Salmo & Massimo Pericolo e, per finire, con Casse Rotte feat. Brokenspeakers, gruppo di cui Coez faceva parte fino al 2013. 

Coez vola da un genere all’altro abbattendo ogni tipo di definizione, eppure i fili conduttori dell’album sono l’amore, la nostalgia, il rimpianto tutti mood caratteristici del rapper romano che dice di sentirsi sempre un po’ fuori lungo, anche sulla vetta.

Anche se quel ragazzaccio sembra avere una Faccia da rapina, è più facile immaginarlo seduto sul pavimento con una Margherita in bocca e la testa Fra le nuvole.

“come chi sta per volare ma la pista per volare ce l’ha dentro”

perché questa è solo la continuazione di un lunghissimo viaggio. 

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