Giorgieness e la potenza esplosiva di Successo

da | Recensioni singoli

Successo di Giorgieness esplode come una granata lanciata nel bel mezzo di un venerdì di novembre e le schegge sono tutte conficcate nella nostra pelle.

Dopo le uscite estive di Maledetta e Hollywood, Giorgieness torna a suonare nelle nostre cuffie con il nuovo singolo Successo, concedendoci un altro assaggio di quello che sarà il suo nuovo album in uscita a febbraio 2021 per l’etichetta Sound To Be.

Successo dimostra la sua assoluta potenza sin dalle prime note grazie ad un riff di chitarra che riesce, senza troppo sforzo, a conquistarti sin dal primissimo ascolto e che rappresenta la spina dorsale su cui poggia l’intero brano.

 

“La canzone che ho scritto per non impazzire”

Queste le parole che la cantautrice valtellinese ha scelto per descrivere Successo, un singolo che è come un fiume in piena che straripa ribellandosi agli argini che lo costringono. In questo brano Giorgieness racconta, servendosi di un testo semplice ma estremamente incisivo, della frustrazione che molto spesso ingabbia chi fa il mestiere dell’artista (e non solo).

La senti la rabbia

perché non c’è niente

che va come vuoi tu

Una frustrazione che va spesso a braccetto con la rabbia.

Quella rabbia che nasce quando guardandoti allo specchio capisci di essere inerme, impotente di fronte a tutto quello che accade intorno a te. Ti affacci alla finestra e le strade sono deserte, c’è silenzio in tutti gli angoli, i sogni e i progetti sono chiusi a doppia mandata in un cassetto di cui ti sembra di non possedere la chiave.

Ti sei mai chiesto

se avesse più senso sentirsi diverso

o riuscire a parlare la lingua di tutti

Ti interroghi ma non ti ascolti, cerchi di mettere in fila i pensieri.

Vorresti incolpare qualcuno per quel senso di inadeguatezza che ti porti addosso come un cappotto troppo pesante. Ti dici che forse basterebbe somigliare a qualcun altro per essere felice, ti sforzi di farlo ma poi esplodi, come un colpo di pistola che disintegra la finzione.

Sei arrivata giù, hai toccato il fondo ma ora hai bisogno di aria.

Ed è nel buio pesto che trovi la tua corda di salvataggio, perché c’è sempre qualcosa o qualcuno pronto a salvarti: due occhi con cui scappare, qualcuno che ti copre le spalle, una canzone in un venerdì di novembre…

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