“Canzone per un amico” di Venerus

da | Recensioni singoli

Venerus è uno sperimentatore, che non ama etichette né quel naming spasmodico tipico dei ricercatori di un genere musicale in cui individuarlo. Fortuna che la sua attitudine a ricercare oltre, e le sue influenze londinesi si sentano tutte, a quest’ora avremmo potuto rischiare, con Canzone per un amico, di ascoltare un tentativo di emulazione dissacrante del Caro amico ti scrivo di Dalla.

Al contrario, Canzone per un amico è una dolce premura, un promemoria alla vicinanza che si inserisce come un necessario tassello mancante nel repertorio musicale quarantenato, e si fa spazio con umiltà e la giusta sensibilità.

Tra inni alla speranza ed ottimismi boccheggianti, Venerus si contraddistingue con quella semplicità tipica del suo animo un po’ soul, un po’ jazz, inducendoci ad ammettere quanto possa rivelarsi una boccata d’aria questo sound che, con poche pretese, si discosta dallo scenario indie italiano.

E per “poche pretese” ci si riferisce anche alla praticità con cui apre Canzone per un amico:

forse è normale sentirsi soli

in un momento così

È un’apertura che potrebbe trascendere la facilità e l’elementarità, rischiando di attenersi esclusivamente alla situazione attuale, ma a pensarci bene non v’è nessun rimando specifico, e curiosando tra i suoi pensieri espressi/non espressi, si avverte bene la volontà di rendere il brano una dedica senza tempo. Alla stessa maniera, non si limita ad essere una lettera dedicata meramente al suo caro amico, ma vuole adattarsi a tutti gli amici del mondo. “Un” amico appunto, che dolcemente può essere chiunque per chiunque.

Il brano si rivela un piacevole destreggiarsi tra le premure affettuose dell’artista milanese, e dolci rivelazioni che ricordano a tutti noi, ed ai bambini che siamo stati, di aver avuto un amico in particolare guardato con ammirazione, e dal quale avremmo tratto ispirazione per individuarci come più desideravamo.

Quando ti ho incontrato
Guardavo i tuoi modi
Volevo anch’io esser così

Il ritornello si pone come una semplice e pura dichiarazione di amicizia:

Se vuoi puoi chiamarmi amico
E quando avrai più bisogno
Ci sarò sempre per te
Se tutto ti sembra andar male
Pensa ai sogni più grandi
Avran bisogno di te

Ed è così che, nella semplicità di una lettera tradotta in musica, Venerus può ricordarci che tornare a parlare delle piccole ma grandi cose, accantonate per far spazio al lato più architettonico di un sentimento, si può. Ed anche bene.

Se questo brano ha fatto bene alla quarantena?

Sì, direi di sì.

 

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