Te lo ricordi il primo de I Nobraino? The Best Of

da | Apr 12, 2020 | News

Te lo ricordi il primo di… dei Nobraino?! Era il 2006, io ero tra i banchi delle medie e i Nobraino pubblicavano The Best Of. Nel 2006 non c’era la notifica di spotify a ricordare l’uscita di un album, non esisteva il “fuori ora”, anzi a dire il vero non era neanche tanto scontato possedere […]

Te lo ricordi il primo di… dei Nobraino?! Era il 2006, io ero tra i banchi delle medie e i Nobraino pubblicavano The Best Of.

Nel 2006 non c’era la notifica di spotify a ricordare l’uscita di un album, non esisteva il “fuori ora”, anzi a dire il vero non era neanche tanto scontato possedere uno dei nuovissimi e famigerati lettori MP3; ma i Nobraino erano una band consolidata da già ben dieci anni e non avevano bisogno dei nostri moderni strumenti per realizzare un indie-rock di grandissima qualità.

Un primo album che può già permettersi un titolo come The best Of del resto la dice già lunga sulla maturità dei dodici singoli che lo compongono.

Un album denso di sound, di giochi di ritmo, di varietà di ambientazioni, di testi maturi e a tratti anche un po’ geniali. Il primo album di un cantautore o di una band è sempre quello più autentico, l’album rivelatore e di questo i Nobraino non solo ne sono consapevoli ma sembra vogliano dichiararlo con fierezza.

Va ad inseguire la linea
Che divide le tonalità
Il blu del cielo dal blu del mare.

[cit. Partì per l’America]

Il sound di questa piccola strofa di Partì per l America conserva e rivela tutto il potenziale che questo gruppo è pronto a lanciare nel 2006 sulla scena musicale.

Cecilia è quel singolo che ti trascina in una piazza gremita di gente ( e di questi tempi sappiamo quanto valga) con una birra in mano e con addosso quel giubbino di jeans logoro che non butteresti mai, a cantare saltellando sotto a un palco, abbracciando gli amici di una vita e il tizio sconosciuto accanto a te.

Ma il poter di The Best Of dei Nobraino è l’assenza del tanfo naftalinico addosso, non puzza di vecchiume, non mostra angoli logori. Potrebbe tranquillamente essere scambiato per un album uscito da poco in grado ancora di regalare molteplici immagini. Così come in Spider italiana:

E rammento che a volte

Avrei fretta di arrivare,

Ma capisco che

Un arrivo in gran stile

Non è sempre puntuale

E chi aspetta perdona

Signori e signore

Come lei.

[cit. Spider Italiana]

I vecchi album non meriterebbero questo appellativo , dovrebbero essere semplicemente “album precedenti”, la contemporaneità non è sempre un bel posto nel quale vivere e, soprattutto, non è sempre detto che sia un posto migliore e migliorato rispetto a ciò che lo ha preceduto. Per cui, senza timori, senza accuse né sensi di colpa guardiamoci indietro a volte (specialmente in questo tempo) e attingiamo dai primordi.

Qui sono citati solo tre singoli dell’album… ve ne sono altri nove. Cosa aspettate? Correte ad ascoltarli.

Non potete mentirvi di non aver tempo o perlomeno non vi crederebbe nessuno!

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