“Dove gli occhi non arrivano” di Rkomi

da | Gen 10, 2020 | Recensioni album

“Rincorrono le mie orme certe volte vorrei volare” Con questa esclamazione Rkomi apre il suo nuovo album Dove gli occhi non arrivano. Pubblicato il 22 marzo 2019, è composto da 13 brani, tra cui 6 collaborazioni con importanti nomi del panorama musicale italiano quali: Elisa, Ghali, Dardust, Carl Brave, Jovanotti e Sfera Ebbasta. Ma partiamo […]

“Rincorrono le mie orme certe volte vorrei volare”

Con questa esclamazione Rkomi apre il suo nuovo album Dove gli occhi non arrivano. Pubblicato il 22 marzo 2019, è composto da 13 brani, tra cui 6 collaborazioni con importanti nomi del panorama musicale italiano quali: Elisa, Ghali, Dardust, Carl Brave, Jovanotti e Sfera Ebbasta.

Ma partiamo dal principio: innanzitutto Dove gli occhi non arrivano si distacca molto dai precedenti, sia dall’album Io in terra che dai suoi EP di esordio. Già dalla copertina possiamo notare un’evidente differenza. I toni scuri e il vuoto del suo lavoro precedente sono stati rimpiazzati da un’immagine definita, il primo piano di Rkomi riempie lo spazio, il colore domina ed anticipa le diverse sfumature e i diversi generi musicali che si fondono e si completano all’interno del disco. Lo sguardo rivolto verso l’alto poi, sembra rappresentare un invito a spostarci Dove gli occhi non arrivano, oltre l’apparenza personale e artistica.

Il colore con cui Rkomi stesso caratterizza l’album è l’arancione, ma per il singolo con cui lo lancia si tinge il cuore e la faccia di blu,e accompagnato dalla voce di Elisa, il rapper milanese ci mostra subito la sua nuova strada, e l’impronta che vuole dare al suo lavoro.Ed è proprio con un post su Instagram che l’otto marzo annuncia l’uscita di questo primo pezzo, immerso nei colori ci rivela la nuova consapevolezza egli che ha di se stesso:

“Nel periodo in cui ho scritto l’album ero stanco di giocare ad essere qualcuno o di giocare ad avere qualcosa. Noi siamo già qualcuno ed abbiamo già qualcosa. È allora che ci si eleva e ci si arricchisce. Blu è quel qualcosa che dimostra che sono qualcuno.”

Non solo una confessione, ma anche un po’ una spinta, quelle parole che tutti hanno bisogno di sentire, quando non si sentono abbastanza, persi o confusi. Insomma Rkomi vuole cantare quel cazzo che gli pare, coinvolgendo tutti coloro che vorranno afferrare il sotto testo, da chi lo segue da sempre, ai giovani che lo ascoltano per la prima volta, fino alle mamme nel traffico in tangenziale. Gli occhi sono quindi tutti puntati su Rkomi, che nel brano La U si mostra noncurante delle critiche, di tutte queste attenzioni dovute al suo cambio di rotta e all’assenza dei suoi colleghi storici nell’album:

Occhi su di me, un’idea che non mi sfiora

Prosegue per la sua strada, vuole provare a fondersi con generi nuovi, rinnovarsi, vuole riempire l’Assago.Parte quindi il secondo featuring, in cui ci parla delle sue Boogie Nights insieme a Ghali, un chiaro riferimento agli ultimi momenti di una storia d’amore, che non sono mai veramente gli ultimi.

L’ultimo ciao, l’ultimo bacio, l’ultimo addio, l’ultima siga sa di quanto ci amiamo

Le donne ritornano frequentemente nei pezzi di Rkomi, testi come quello di Alice si rivelano profondi e inaspettatamente romantici.

Dopo l’arroganza e superficialità con cui si parla del genere femminile in Mon Cheri, featuring SferaEbbasta, l’attenzione con cui l’artista analizza gli incubi, i demoni e le abitudini della sua Alice è sorprendente.

Quindici sono i libricini che leggo pur di dirti cos’ha senso, pur di dirti cosa penso

Una dolcezza che a momenti trapela anche in Cosa che capitano:

Chi sa cosa ne fai dei sorrisi che regali per fargli questo effetto anche se temporaneo

Per poi tornare alla leggerezza di chi alla fine ne ha un’altra al citofono, una sulle scale, continua a chiamare, blocca le chiamate…

Sugli stessi toni leggeri, si rincorrono i versi di Mikado, Per un no, Gioco, in cui la scelta attenta delle parole si rivela una carta vincente, come anche in Impressione, in featuring Carl Brave. Un gioco di specchi su cui riflettere e in cui riflettersi.

Un omaggio alla musica, ai cantanti, alla molteplicità dei generi e alla sperimentazione è invece il featuring con Jovanotti:

Canzone, cambiami la testa perché dentro c’ho mille persone, Ma da fuori vedi solo questa…

Incisiva e travolgente come Visti dall’alto, una delle canzoni  più intense dell’album.

Le parole sono un invito urlato quasi con rabbia a guardare le cose da un’altra prospettiva, dall’alto, il ritratto di un malessere a cui ognuno reagisce a modo proprio, Rkomi si appende alla penna, e scrive un testo pieno d’emozione in cui valorizza le parole, le emozioni e le pause. In Dove gli occhi non arrivano c’è di tutto, dalle emozioni travolgenti, alle canzoni che canticchi per caso senza accorgertene, momenti carichi di colore e bui ritorni al passato. Il risultato di un viaggio in Sud Africa che ha arricchito Rkomi, il suo modo di fare musica e i suoi testi, un ritorno esplosivo che ci carica di aspettative:

Non sapete ancora cosa vi aspetta da me, credetemi. Continuate ad osservare…

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