Un’esibizione ricca di effetti speciali e super ospiti che ha infuocato i 20.000 spettatori accorsi nella Capitale.
Quando si gioca in casa, si sa, si dà sempre il meglio, ma al Rock in Roma Achille Lauro è andato oltre le aspettative. Il Superstar tour ha fatto tappa nella Capitale ieri, 12 luglio, e i suoi fan hanno risposto con il calore delle grandi occasioni tornando a casa più che soddisfatti.
Che l’evento sia fuori dall’ordinario lo si capisce già solo avvicinandosi all’Ippodromo di Capannelle, luogo che da sempre ospita il Rock in Roma. Code chilometriche, parcheggi strapieni già un’ora prima dell’inizio del concerto, vigili incapaci di darti indicazioni su dove lasciare la macchina. Alla fine si conteranno circa 20.000 spettatori. Di martedì sera.
Una volta dentro, il coinvolgimento con l’atmosfera circostante è immediato. Lauro sale sul palco con un’inaspettata puntualità rispetto all’orario indicato e spara subito tre bombe per scaldare l’ambiente: Delinquente/Generazione X, Maleducata e Me ne frego.
La serata regala diversi momenti di esaltazione grazie soprattutto agli effetti speciali che accompagnano l’intero concerto: fumo sparato a cannone, lingue di fuoco, coriandoli e fuochi d’artificio, senza dimenticare il toro meccanico cavalcato da Lauro durante Stripper in stile Eurovision. La sua presenza scenica e gli outfit da angelico cowboy, poi, fanno tutto il resto.
Presenti anche degli ospiti illustri, tra cui due artisti romani con cui Achille collabora da sempre. Il primo è Gemitaiz, che fa saltare l’intero parterre con Ulalala e Thoiry, poi tocca a Coez che ci fa fare un tuffo nel passato e ci regala un momento più intimo con Scelgo le stelle. “Il più grande artista di tutti i tempi”, così Achille tra il serio e il faceto saluta Silvano mentre lascia il palco dopo la sua esibizione. Immancabile, per il gran finale, Boss Doms, annunciato in pompa magna sulle note di Rolls Royce con tanto di bacio mandato su tutti i maxischermi. Ad accompagnarlo sul palco anche L’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Piero Romano e composta da ben 52 elementi. Un tocco di eleganza e raffinatezza, da vera Superstar, come cita il nome del tour.
Scusa e C’est la vie chiudono la scaletta dopo la consueta uscita di scena e il richiamo a gran voce da parte del pubblico. Un pubblico vario ed eterogeneo, perché la forza di Achille Lauro è quella di riuscire ad abbracciare persone anche molto diverse tra loro. Ed è bello così.
Gli perdoniamo qualche ridondanza tra una canzone e l’altra (“grazie a tutti signore e signori”, “questa è per tutti voi”, “come fa Roma?” sono frasi che ripete decisamente più del dovuto) e una tecnica canora non perfetta, seppur parecchio migliorata rispetto a qualche tempo fa, perché quella che regala ai suoi concerti è un’esperienza che incarna alla perfezione il significato di spettacolo.










