La mezzanotte del 4 giugno 2021 ci ha regalato un sacco di nuova musica, compreso Solo cose belle, il primo album di Comete.
28 minuti di indie-pop per il primo lavoro in studio di Eugenio Campagna, aka COMETE. Una comunione di (relativamente) vecchi successi e di inediti, in un equilibrio perfetto fra brani conosciuti e sconosciuti: fans datati e nuovi ascoltatori, tutti a raccolta. Buttiamoci a capofitto in Solo cose belle, questa bella prova di coraggio firmata COMETE.
Solo cose belle è uno dei dischi che ci farà piangere (anche un po’ ridere, dai) quest’estate, ma non solo: siamo sicuri che ascolteremo Comete ancora per molto tempo.
La traccia d’apertura inedita, Carlotta, ci dà subito una scarica d’energia. Ritmo ballabile, ritornello che potrebbe essere benissimo un inno generazionale, atmosfera da depressione con una vena di allegria: si candida a diventare la canzone ideale per i falò notturni in riva al mare. Segue Glovo, singolo pubblicato lo scorso ottobre. Un parallelismo vincente fra una storia d’amore sull’orlo del baratro e l’insignificanza di un pasto veloce, in solitaria, recapitato al protagonista da Glovo. Base solare per raccontare il triste momento di staticità prima della rottura: accoppiata approvata.
La title track Solo cose belle racchiude in 2 minuti e 45 secondi il concept dietro a tutto l’album: una testimonianza del presente e, allo stesso tempo, un trampolino di lancio per il futuro.
Se pensiamo che Comete inizia la sua avventura come busker, iniziano a quadrarci un po’ di cose. Capiamo il perché delle sue canzoni orecchiabili e ritmate, ma anche della presenza di ritornelli da cantare a squarciagola. Pure in canzoni apparentemente tristi, questi elementi sono delle costanti. Tutto origina dalla strada, dove, per portare a casa la pagnotta, è fondamentale coinvolgere le persone, sia sensitivamente, che emotivamente. Solo cose belle fa tutto questo particolarmente bene: tra gioie e sconfitte, racconta la vita di ognuno di noi in giusto tre strofe.
Diazepam è forse la canzone più promettente dell’album. Come curare un cuore infranto, se questo non ci fa più vivere? Comete risponde “con il Diazepam“.
Testo strappalacrime ma non melodrammatico, una bellissima scrittura che emette vibes autobiografiche. Non osate ascoltare questo pezzo dopo una delusione d’amore: vi abbiamo avvisato. Si connota per essere una delle canzoni meno pop dell’album, ma non stona sicuramente con il resto del prodotto, anzi, ve lo farà gustare ancora meglio.
Proseguiamo con Ma tu, secondo singolo di Comete. Pura canzone pop dall’aurea estiva, facilmente immaginabile come soundtrack di serie tv adolescenziali estive tipo Summertime.
Colonna sonora di amori estivi e sbronze colossali in spiaggia: siamo sicuri che come base per i video-ricordo delle vacanze 2k21 funzionerà alla grande. Menomale è il terzo inedito di Solo cose belle. Produzione spiccatamente elettronica, coronata dalla voce potente di Comete. Il midley ricorda un po’ i Canova ai tempi d’oro, forse è per questo che ci piace così tanto.
Su CORNFLAKES e Naftalina c’è poco (o forse troppo) da dire: sono rispettivamente il primo e il quarto singolo di Solo cose belle. Sono i must have della produzione musicale di Comete, veri e propri inni della generazione Z, dall’atmosfera tragi-romantica che tanto piace al mondo indie. Senza parole.
Terminiamo il nostro viaggio con E non ti penso più, traccia di chiusura materiale e simbolica dell’album, ma non solo. Questa è una vera e propria traccia melodrammatica, un misto fra Tiziano Ferro e Gazzelle, ma con un pizzico di MOBRICI.
Con questa, Comete saluta noi ascoltatori, ma anche il suo passato amore. Un ciao che esce con molta fatica. Anche a noi non riesce molto bene questo saluto, ma meglio così.










