Che serata stupida è il nuovo singolo di Mobrici uscito venerdì 3 ottobre per Maciste Dischi.
Mobrici torna, infatti, dopo due anni dall’uscita di “GLI ANNI DI CRISTO”, il suo ultimo disco, in cui si trovano canzoni come “Piccola” (una vera e propria poesia sull’amore) e l’iconica “Stavo pensando a te” (feat. Fulminacci). Sono stati due anni di silenzio che gli hanno permesso di riflettere; a tal proposito dice: “ho fatto il giro del mondo prima di tornare nell’unico posto dove voglio stare davvero: qui con voi”.
Il frontman dei Canova non aveva mai preso una pausa così lunga dalle scene, ma forse quello di cui aveva bisogno era questo: staccare. Ed è proprio in questi anni che Mobrici ha dato vita a Che serata stupida, un brano che lui stesso ammette di aver immaginato, gridato e rincorso per farci sentire tutti un po’ meno soli.
Che serata stupida: sbagliare per sentirsi vivi
“Questo brano nasce dal desiderio di raccontare come l’imperfezione e la fragilità non siano una debolezza, ma la chiave per sentirsi davvero vivi. È il racconto di quando perdersi diventa l’unico modo per ritrovarsi, e di come dentro quell’errore, in fondo, ci sia spesso la nostra verità più autentica. Avevo bisogno di un canzone grande, di quelle da gridare insieme, perché certe emozioni non si possono sussurrare e vanno liberate a voce piena, senza paura.”
Mobrici sviluppa davvero questo desiderio, e lo fa grazie al racconto di una serata qualunque, una di quelle in cui niente ha senso e, proprio per questo, diventa speciale, unica:
Sì, che serata stupida
Ma che mi fa sentire vivo
Mi sento ancora vivo
Allora resto qui in questa notte stupida
Com’è che questo male mi fa sentire così bene?
Poi, chissà perché stanotte hai scelto me
L’amore rimane sempre al centro: per Mobrici è sempre stato un po’ il fulcro di tutto, sia nei suoi progetti da solista che con i Canova (momento nostalgia). Qui, però, la sua voce potente e graffiante è meno impostata, più diretta; il suo è un grido di liberazione, sia verso l’altra persona che verso se stesso. Anzi, soprattutto verso se stesso e verso il disordine che ha in testa:
Ma sono ancora intero con tutti i miei casini
Con tutte tutte tutte le mie bugie
Che mi seguono sempre
Che mi fanno sentire come fossi un ladro dentro casa mia
Ma non passa questa voglia di salire ancora da te
Anche domani
Anche domani
Il suo è un modo per non demonizzare i propri errori, per trovare sempre un lato positivo, anche nelle cose che ci sembrano stupide.
Inoltre, Mobrici ha annunciato anche il suo ritorno sul palco: l’11 marzo 2026 sarà all’Alcatraz di Milano per cantare a squarciagola Che serata stupida.










