Luca Frugoni, in arte Luz Vega, ci presenta il suo nuovo lavoro in italiano dopo l’esordio con il primo pezzo, Domino. Ombre in uscita il giorno 20 gennaio per NEEDA/Altafonte, è il nuovissimo brano del cantautore romano.
L’introduzione rockeggiante del brano ci accompagna nel mondo di Luz Vega, che sin da subito comincia la sua narrazione musicale esprimendo immagini dirette e anticipandoci quale sarà il focus della canzone: sè stesso.
Ma che notte infame
Io che brancolo tra gli incubi
Scappo dalle mie stesse lame
Sono sagome scure
Che ti bussano alla spalla
E poi ti bussano nel cuore
Sentire il richiamo dei pensieri, lasciarsi scivolare nell’oblio delle nostre inquietudini, farsi travolgere dalle proprie ombre, Luz Vega ci tranquillizza a modo suo.
L’artista romano parla di una condizione comune, elenca le sue paure tentando di scansarle, di scongiurarle.
Io ci convivo con loro,
Mi prendono per mano
E mi manca il respiro
Ora guardo con ammirazione
Chi si regge sopra un filo
E quando loro ritornano
Come Dracula le mordo,
Le contagio ma non muoiono
Sento quella voce che mi dice che
passerà
Su un ritmo appoggiato e consapevole, Luz Vega ci racconta senza menzogne le sue difficoltà, i suoi turbamenti e i suoi affanni, che sono il manifesto di questa canzone.
La scrittura è universale, dentro questo brano ci si può specchiare, vedersi descritti e disegnati dalle parole dell’artista.
Imparare a convivere con le nostre ombre è aderire all’idea che ogni giorno passi così come viene, è l’ennesimo mantra ripetuto nella nostra mente ogni giorno.
Ma i giorni brutti esistono e passano più rovinosamente degli altri.
Vivo in controluce
Perché poi la forma
Di ogni ombra
Cambierà
Dietro le parole dell’artista però ci sono fiducia e sicurezza e certamente speranza di sapere, che dopo le ombre, qualcosa di luminoso prima o poi avverrà.
Questa è la seconda storia che ci racconta, cosa altro avrà da dirci ancora l’artista romano?










