Va dove ti esplode il cuore: un tuffo nei Novanta di Vasco Brondi e dei millenials

da | Recensioni singoli

Va dove ti esplode il cuore è il nuovo inedito di Vasco Brondi, pubblicato a poco meno di un anno dall’uscita di Paesaggio dopo la battaglia, e sancisce così il suo ingresso nel roster di Carosello Records.

Letteralmente un ritorno al passato, a Le Luci della Centrale Elettrica che hanno incendiato i nostri anni Zero, Va dove ti esplode il cuore è un racconto nitido, senza veli, di una realtà che spesso rimembriamo con un velo di nostalgia.

Vasco Brondi parla così del suo nuovo inedito:

Va dove ti esplode il cuore è una specie di viaggio nella provincia sonica ed elettrica degli anni novanta, quella in cui sono cresciuto e dove nell’aria si sentiva sempre qualche chitarra elettrica, qualche amplificatore tirato all’inverosimile che fischiava, qualcuno che gridava strane parole d’amore.

Quella provincia che spesso opprime, dalla quale spesso si vuole scappare mirando ad altri lidi, allo smog delle grandi città trafficate e impegnate, dove l’orologio scorre veloce e se non stai al passo sei fottuto. La provincia ti avvolge e ti trattiene, il tempo scorre lento e hai tempo di immaginare il tuo futuro.

Va dove il esplode il cuore,

un giorno ci toccherà morire

ma tutti gli altri giorni no, ma tutti gli altri giorni no…

Quella provincia fatta di chitarre elettriche e computer non troppo al passo con i tempi, dove sognare non è vietato, ma spesso ti lascia deluso. Rincorrere sogni sulle vecchie Fiat dei nonni, tra le colline e le chiuse in macchina con il fumo comprato davanti il liceo, con la nebbia che offusca la vista degli ostacoli che incontreremo.

In questa provincia sporca, santa e sonica,

i nostri sogni come per una reazione chimica

entrando in contatto con l’aria ci bruciavano,

illuminavano, illuminavano, illuminavano, illuminavano,

illuminavano, illuminavano, illuminavano, illuminavano…

Va dove ti esplode il cuore è una Supernova che annienta il nostro apparato cardiocircolatorio per poi imbrattare le pareti (vi ricorda qualcosa?, ndr) e ci riporta davanti ai nostri occhi ogni tentativo di ricordare quella persona che abbiamo incontrato anni fa, quella strada che abbiamo vissuto, quel bar che ci ha intrappolato e ci ha regalato hangover spaziali, quella musica che spesso ci ha ucciso e poi alla fine ci ha salvato.

Un tributo all’aria e alle chitarre distorte, alle sale prove e alle cover fatte male, ai testi in inglese delle band che oggi si sono sciolte o, più semplicemente, sono morti, alle preghiere affinché tutto andasse per il meglio e poi nulla è andato per il verso giusto.

Un giorno ci toccherà morire, intanto Va dove ti esplode il cuore, che raramente si sbaglia.

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