“Ok boomer”: gli Zen Circus e Brunori Sas ci invitano a fare la Rivoluzione

da | Recensioni singoli

Quante volte avete detto ai vostri gentitori “Ok boomer“? Gli Zen Circus e Dario Brunori hanno scritto una canzone proprio a partire da questa espressione tipica ed estremamente diffusa tra gli adolescenti e i 20enni di oggi, gli stessi giovani che vengono menzionati a più riprese nella splendida collaborazione tra la band pisana e il cantautore di Cosenza.

Ok boomer (rilasciato per Capitol Records/Universal Music Italia) è un pezzo nostalgico, dal sapore malinconico e velato (a modo suo) di rassegnazione per un passato che è ormai andato perso e che era pieno di sogni, speranze e desideri illusori.

E con in mano una birra ed in testa la guerra
Pensavamo che tutto, tutto fosse una merda
E adesso siamo noiChe facciamo i nostalgici, i patetici
Cercando un mondo che non c’è più
Che non c’è neanche mai stato, ce lo siamo inventato, dai
Lo abbiamo visto solo alla T
V

Si tratta del terzo singolo estratto dal nuovo progetto collaborativo degli Zen Circus, “Cari fottutissimi amici“, un LP interamente composto da featuring sulle note di diverse canzoni inedite realizzate appositamente per l’occasione. Tra i colleghi invitati nel Circo più rock d’Italia troviamo Claudio Santamaria e Motta, Luca Carboni e Ditonellapiaga, gruppi come i Fast Animals & Slow Kids e i Management, senza dimenticare Speranza, Emma Nolde e Musica da Cucina.

Andrea Appino, Massimiliano “Ufo” Schiavelli, Karim Qqru, Francesco Pellegrini e Dario Brunori sono stati ragazzi come noi e in “Ok boomer” ce lo raccontano, invitandoci a non sentirci sbagliati per chi siamo, per i valori in cui crediamo, per le passioni che coltiviamo nel quotidiano. Ci danno uno spiraglio di luce, coraggio e ancora una volta ci invitano ad essere contemporaneamente l’incarnazione della Rivoluzione e della Resistenza: contro tutto e contro tutti, perchè “‘sti ragazzi di oggi” potranno anche essere incomprensibili, ma le generazioni precedenti ci sono passate a loro volta.

Puntarci il dito addosso è troppo comodo, così come è troppo facile pensare di non aver commesso gli stessi errori o di non aver avuto le stesse incertezze di un ragazzo che oggi si affaccia al mondo esterno con curiosità e smarrimento al tempo stesso. Quasi certamente in futuro saremo proprio noi a criticare chi verrà dopo di noi. E sì, toccherà proprio a noi sentirci dire “Ok boomer“. Magari anche qualcosa di più!

Ma i ragazzi di oggi alla fine sono come noi
Con gli stessi cazzi per la testa e la stessa voglia di fare festa
E la voglia di fare l’amore, fare l’amore, fare l’amore
Fare la rivoluzione

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