Camouflage: il debut album camaleontico di Ditonellapiaga

da | Gen 19, 2022 | Recensioni album

Disponibile in digitale dal 14 gennaio il primo album di Ditonellapiaga, Camouflage: dalla produzione magistrale ai testi pungenti. L’artista romana Margherita Carducci, in arte Ditonellapiaga, apre le porte a questo 2022 più carica che mai. Il disco, infatti, anticipa la sua partecipazione a Sanremo in compagnia di Donatella Rettore, con la quale presenterà il singolo […]

Disponibile in digitale dal 14 gennaio il primo album di Ditonellapiaga, Camouflage: dalla produzione magistrale ai testi pungenti.

L’artista romana Margherita Carducci, in arte Ditonellapiaga, apre le porte a questo 2022 più carica che mai. Il disco, infatti, anticipa la sua partecipazione a Sanremo in compagnia di Donatella Rettore, con la quale presenterà il singolo “Chimica“.
In uscita per Dischi Belli/BMG Italy, Camouflage, contiene 12 brani, prodotti dall’ormai fedele duo Alessandro Casagni e Benjamin Ventura, i quali hanno contribuito a rendere i pezzi mine da non sottovalutare.

Camaleontica, sexy, ma anche fragile, Ditonellapiaga racconta di sé, gioca con gli scenari, immagina situazioni e le mette in musica lasciandosi ispirare dal suono del synth – come nel caso di Altrove, già contenuta nel precedente EP Morsi – in cui racconta la storia di una coppia che molla tutto e cerca di fuggire dalla città che fa “paura”, non tenendo conto del destino che presto farà capolino, impedendo loro di compiere l’audace gesto. Urge, quindi, trovare il proprio posto nel mondo, la propria dimensione.

Oltremare, oltre l’orizzonte
Scivolare oltre la città che ci fa paura
Oltre il male, oltre l’incosciente
Scivolare oltre la città


Margherita nella sua – la musica – non riesce a star ferma, sperimenta, osa, mixa stili, muovendosi tra di loro fluidamente.

Non vedo arroganza, presunzione o, in antitesi, una possibile ricerca d’identità, bensì un lavoro studiato, ma al contempo leggero. Un disco di “alti” – come l’opening track Morphina, Vogue o Prozac – e di “bassi” – Come fai, Dalla terra all’universo o Spreco di potenziale – che evidenziano l’animo eclettico di Ditonellapiaga. Dalla cassa dritta alle sonorità nu-soul, dal reggaeton al pop, Camouflage (un titolo, un programma), oltre ad essere una commistione interessante di mood e generi, appare come un puzzle di 12 pezzi che se ricomposto e messo in ordine, ci dice molto sull’artista.

La pubblicazione dell’album è stata anticipata dall’uscita della tagliente ballad scritta a quattro mani con Fulminacci, Non ti perdo mai, che come disse lei stessa “è una canzone che parla di quei legami indissolubili che, nonostante la lontananza ed il silenzio, resistono al tempo e allo spazio, vincendoli”.

Track by track

Morphina è la prima traccia contenuta in Camouflage: erotica, sensuale, Ditonellapiaga risveglia i nostri animi e riaccende la speranza di poter ritrovare la passione persa in questi due anni di apatia e poca fisicità. Elegante ma non troppo, lascia spazio all’immaginazione ma non eccede, usa il francese per enfatizzare la sua vena provocatoria e simultaneamente ironica, come si evince in Vogue, brano che apparentemente sembra seguire il filone di Myss Keta, ma non per questo motivo privo di personalità, nel quale cita tre città italiane per lei punto di riferimento.

Ascolti Prozac ed è subito come essere catapultati sul set di Requiem for a dream. Un racconto teatralizzante delle sue paure e del suo stato d’animo quando l’ansia prende il sopravvento.

Come fai è la traccia più pura, sotto tanti aspetti, dell’album. Il ritmo cala e l’artista sembra essere più confident con il pubblico. E’ questo il pezzo dell’esternazione di sé a 360 gradi, che ci permette di avere una visione più ampia di quest’artista che a breve dovrà calcare il palco più importante d’Italia.
Inserita bene nella tracklist ci aiuta ad apprezzare al meglio le due successive, Spreco di potenziale e Dalla terra all’universo, le quali mettono in risalto la bella penna di Ditonellapiaga.

Da Aronofsky a Tarantino con Repito che narra di un omicidio, scena suggeritale dal giro di basso. Le sonorità in contrasto con il tema “violento” del brano, ci provocano un sali-scendi di emozioni percepite anche in Tutto ok, che ci travolge con il suo ritmo latineggiante ma dal testo pungente, come se non volesse smorzare le vibes create in precedenza.

Connessioni è solo il titolo del pezzo, ma niente più. Son quei rapporti che iniziano per noia, che vanno avanti per inerzia ma che vorresti troncare senza troppi giri di parole, cadendo, così, nel tunnel del ghosting: oltre la connessione fisica, anche quella del telefono – magicamente – risulta inesistente.

In Carrefour Express la situazione, però sembra capovolgersi. Questa volta dall’altro lato c’è lei, che non ricambiata, si sente in dovere di scusarsi nell’outro con una simil-nota vocale che spiega brevemente il resto del testo.

La Chimica è nell’aria, adesso tocca portala sull’Ariston. In bocca al lupo, Margherita!


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