Il “King del rap” e il “ragazzo d’oro” sono tornati. Per celebrare i 10 anni da Santeria, il joint album hip/hop più acclamato degli ultimi anni in Italia, Marracash e Guè hanno fatto le cose in grande. O quasi. Tour celebrativo + l’uscita di un nuovo singolo, Casini, per celebrare l’acclamato masterpiece. Ma se Santeria fosse stato sul livello di questo singolo, probabilmente oggi non saremmo qui a celebrarlo.
Casini è un divertissement del duo, che oltre ad utilizzare l’iconico sample di Gangsta’s Paradise di Coolio (uno dei brani hip/hop più blasonati di sempre) fa poco altro. La tecnica e la proprietà di linguaggio dei due non emerge in nessuna delle due brevissime strofe e il ritornello costruisce la sua intera linea melodica sul sample, facendoci chiedere cosa di questo brano valga la pena lasciarsi imprimere nella memoria.
Come gestiamo le nostre aspettative, se sono gli stessi artisti a volerle alimentare?
La ricezione del pubblico è stata decisamente divisiva: da un lato chi ha apprezzato il brano, aspettando unicamente nuovo materiale dai propri artisti preferiti. Dall’altro chi più criticamente, si è ritrovato deluso dall’ascolto del brano. Chi avrebbe preferito un vero e proprio successore del disco precedente, e chi ha ritenuto Casini non all’altezza delle aspettative.
Sicuramente Casini serve a celebrare il successo commerciale di “Santeria” ed è soprattutto una specie di victory lap degli artisti. Ma è comunque difficile non biasimare le aspettative di chi, dopo continui riferimenti a un grande impegno nella preparazione dell’anniversario, si sia ritrovato un brano decisamente inferiore a persino il più dimenticato b-side della carriera di entrambi.
Il brano avrebbe anche il valore di essere uno statement, una sorta di affermazione del proprio dominio, che altri rapper hanno fatto in passato. Pensiamo ad esempio, a brani come “Status Symbol” dei Club Dogo nel disco “Ora o mai più” di Don Joe, uscito nel 2015. Dove il primo ci aveva portato alcune tra le migliori performance del trio negli ultimi anni, celebrando in maniera egregia il collettivo, Casini non solo non partecipa alla costruzione della legacy dei due artisti, ma non riesce nemmeno ad arrivare alla sufficienza.
Evidentemente il brano vuole solo essere un piccolo omaggio ai fan ed è chiaro che questo singolo non alteri in nessun modo la percezione di Marracash e Guè nella scena, soprattutto trovandosi in un uno dei momenti di maggiore forma artistica per entrambi. Rimane comunque l’amaro in bocca per l’occasione che non solo questo brano, ma la celebrazione dello stesso “Santeria” avrebbero potuto offrire. Magari un E.P. O semplicemente, un bel pezzo.









