Rares, doppietta al RomaEuropa Festival: quanto può essere Sincero! Un concerto?  

da | Set 21, 2026 | #Cromosomiintour

Noi siamo stati al concerto: ecco quello che abbiamo visto.

Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette. E il doppio sold out di ieri (l’ennesimo del tour) ne è la conferma.

Il Roma Europa Festival ha fortemente voluto nella lineup di questa edizione Rareş , il pibe de oro della stagione estiva, che è stato conteso per mesi dai festival musicali più importanti d’Italia. Astro nascente al Mi Ami di maggio, vera stella lucente al Poplar di Trento e all’Happennino Festival di Peglio (anche qui tutto esaurito), non ha terminato le magie per queste ultime date a Roma.  Sarà che il suo essere così Sincero! ci serviva proprio?

Su Rolling Stone si gioca con il titolo dell’album mischiandolo con il ritornello di Colapesce e Di Martino, perché la sincerità può essere lieve tanto che in musica può diventare leggera, anzi, leggerissima.

I colori della sincerità 

La copertina dell’album, uscito il 15 maggio, si contraddice con il titolo in un intreccio divertente e un po’ amaro. Se infatti a caratteri cubitali leggiamo Sincero, di fatti non solo in cover c’è un personaggio immaginario con più facce, ma questi ha anche un naso lunghissimo, da Pinocchio: forse proprio onesto non è.

Possiamo essere sinceri anche se l’unico modo in cui ci immaginiamo è come bugiardi?

In questi anni Rareş ha avuto il tempo di mettere a punto una scrittura che parla per immagini e cuffiette annodate, su una base di strumenti che si alternano con naturalezza.  Ad oggi, sembra che il nuovo album abbia deciso di lasciare delle sperimentazioni più elettroniche di Femmina in vista di una nuova essenzialità. Nella scrittura, nell’estetica e nelle melodie.

Proprio le melodie sono ciò che resta se si chiudono gli occhi. Ieri lo abbiamo fatto e per un momento siamo rimasti lì, tra la gente che saltava, connessi profondamente con il mondo dietro le nostre palpebre spesso irraggiungibile, che scorgiamo solo il tempo di un sogno. La dimensione emotiva, in cui confiniamo il dolore per la perdita, la fatica dell’accettazione e la noia di quando finisce una relazione, si trova dietro una porta che Rares sa benissimo come aprire.

Le avventure di Rareş

In apertura Marta del Grandi, che ha saputo settare alla perfezione le frequenze in cui connettersi con Rareş.

L’accoglienza nella sala del Mattatoio è calorosa (e accaldata) e ogni brano è accompagnato da proiezioni estratte dal videoclip di Bella giornata. È con Robina che parte la festa: il posto è piccolo e fa un caldo bestiale ma questo non sembra impedire a chi c’è di ballare come in un prato, prendendosi a braccetto e riprendendosi con digicam che hanno visto più pannolini e bagnetti che persone. Sembra uno di quei dopocena a casa in cui casualmente parte il pezzo che tutti stavano aspettando a riaccendere il mood. Con Giorni di sole e Gatti, il sax di Giorgio Manzardo (già noto all’interno dei Delicatoni) non fa altro che aumentare la percezione che siamo tutti immersi in una grande festa.

Credi sembra la sigla di un cartone animato appena lanciato ma pensato per diventare classico. Se decidessimo di ignorare totalmente le parole potremmo anche immaginarci bambini, guardare ‘Le Avventure di Rareş’ prima di andare a scuola mentre mangiamo latte e cereali e dondoliamo i piedi sulla sedia.

Tu che lavi le ciliegie poi ti mangi anche gli ossi

e mi rigiri come un disco

mi riponi con amore una volta che hai finito

Leggeri non vuol dire vuoti

L’intenzione per tutto il concerto sembra questa, trattare la fine di un amore in modo affettuoso, tenero. Non ci sono dichiarazioni plateali o batterie che sfondano i timpani. Le storie che ci toccano davvero non hanno bisogno di essere narrate sempre con teatralità. Ci leghiamo portandoci dietro ricordi di quando eravamo piccoli, progetti futuri e presenti pieni di imperfezioni. Rares ha capito che tutto questo si può raccontare lasciando parlare il bambino dentro di noi che ne è stato toccato.

L’amore è un’altra cosa e Strappacuore, con Giovanni Truppi, sono due momenti cruciali per il live. Rares con una voce carica di sentimento, quasi rotta dal pianto, crea un’atmosfera emozionante in cui rallenta tutto, per un momento.

Fine è il coltello che ti si rigira nel petto. Il ritornello sussurrato dice ‘sincero’ ma tutto quello che udiamo è una registrazione, che sembra tra padre e figlio, di una tenerezza disarmante.

il concerto si chiude con Hanno previsto pioggia con faccianuvola:

Sai che è tutta una vita che vivo e persone che incontro

ma è soltanto con te che io non mi vergogno di quello che sono

Deve essere questo il cuore dell’album. Il progetto di Rareş ha richiesto tre anni di lavoro per dare un carattere unico e struggente alla fine, semplice ma non per questo meno sofferta, di un amore. Se ascoltare Sincero! ci ha fatto pensare almeno per un momento che Rareş abbia trattato un tema del genere con leggerezza, allora possiamo ritenerci soddisfatti del nostro ascolto.

Forse leggerezza è proprio pace?

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