Diffondere meraviglia con la musica: ce lo insegna Faccianuvola a Spaghetti Festival

da | Giu 28, 2026 | #Cromosomiintour

La caldissima estate romana abbraccia una ventata di freschezza direttamente dalla Valtellina con l’esibizione di Faccianuvola allo Spaghetti Festival. Ogni minuto di set costruisce una connessione tra centinaia di anime.

Se dovessi descrivere in una sola parola il live di Faccianuvola direi: CONNESSIONE.

È un’energia comune, condivisa, quella che viaggia da persona a persona, da corpo a corpo sotto il palco dello Spaghetti Festival di Roma.

È la stessa sensazione di vicinanza che abbiamo provato tutti anche all’ultimo live romano di Faccianuvola nella cornice del Monk, a marzo. E quell’energia è rinata in questa estate, ancora, crescendo e diffondendosi nota dopo nota.

Faccianuvola sale sul palco e inizia il suo set con “(corsa)”. Il concerto inizia con quella vocina che rappresenta il personaggio simbolo del suo ultimo album il dolce ricordo della nostra disperata gioventù. Un solo minuto di discorso, che però basta a far salire l’adrenalina e la voglia di cominciare a ballare.

Iniziamo a muovere i primi timidi passi sulle note di “prima di andare via”. E la musica riempie il nostro respiro, piano ma inesorabilmente, facendo allontanare da ognuno qualsiasi resistenza.

“Portami a ballare in primavera” è forse il pezzo che quasi tutti stavamo aspettando. È il via libera per cominciare a ballare come se nessuno ci guardasse. Il focus di tutta la folla è solo godersi quel momento, senza pensare a nulla, ma essere solo grati di poterlo condividere.

Alle spalle di Faccianuvola, un ledwall ci guida con immagini sempre in movimento nelle suggestioni della sua musica. Rappresenta quell’energia che si trasforma insieme a noi e che viaggia dai toni più eterei di ali di carta fino a quelli più ritmici di un’ora come prima.

La serata trascorre tra le grida generazionali di disperata gioventù e momenti di delicatezza pura, come l’esecuzione piano e voce di hanno previsto pioggia e agosto, brani realizzati in collaborazione con Rares.

Ci salutiamo con una bellissima cover di Franco Battiato, “Cuccurucucù”, preceduta dalla registrazione di un discorso di Battiato sul potere di composizione che devono avere gli ascoltatori. Chiude il set la dolcissima “seibelləseibellə”.

In questo attimo, in questo luogo, respiriamo una libertà che solo la musica ci sa dare. Quello spazio lo stiamo abitando insieme, lo coloriamo di una tonalità unica e costruita tutti insieme. E forse è proprio questo l’intento dietro a un appuntamento come Spaghetti Festival, che ha portato nella line up artisti incredibili come Faccianuvola, capaci di dare forma proprio a questo tipo di atmosfera.

D’altro canto l’artista, sul palco, sa benissimo che questa è la sua responsabilità. A marzo ricordo perfettamente l’impegno per salire sul palco anche con un terribile mal di gola e la voce che si rompeva per il dolore da faringite. Questa sera, Faccianuvola si è sicuramente goduto una Roma differente, un live differente, dove la sua energia piena si è rispecchiata nella nostra.

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