Cover diventate più famose dell’originale (e forse anche più belle)

da | Set 19, 2026 | News

Le canzoni che conoscete a memoria... ma che in realtà sono cover.

Vi è mai capitato di scoprire che una canzone con cui siete entrati in fissa è in realtà una cover? L’avete ascoltata cento volte e oramai la sapete a memoria, poi scoprite per caso che esiste una versione precedente di un altro genere, quasi di un altro pianeta. Andate ad ascoltare l’originale giusto per curiosità e, quasi sempre, finite per preferire di gran lunga la cover.

Ecco alcuni dei casi in cui le cover hanno davvero preso il sopravvento sull’originale.

1. Whitney Houston, I Will Always Love You (1992) – cover di Dolly Parton (1974)

Partiamo con un grande classico. Probabilmente lo avrete scoperto di recente, visto che Dolly Parton, autrice della versione originale, è scomparsa da poche settimane. Nonostante sia stata un’artista che ha fatto la storia della musica, a rendere I Will Always Love You un successo planetario è stata Whitney Houston.

La sua versione è uno dei singoli più venduti di sempre da un’artista donna, e per le generazioni più giovani è quasi sicuramente considerata la versione originale. E poi, diciamocelo, tutti noi almeno una volta abbiamo provato il trend di TikTok cercando di azzeccare il tempo esatto di quel colpo di batteria prima dell’ultimo ritornello. In caso contrario, vi lanciamo la sfida!

2. Natalie Imbruglia, Torn (1997) – cover di Ednaswap (1995)

Tutti lo conoscono come un tormentone degli anni Novanta, ma in pochi sanno che si tratta di una cover. Se ascolterete la versione originale degli Ednaswap, farete fatica a riconoscere la canzone, le due versioni hanno atmosfere e arrangiamenti completamente diversi. Il tempo e le classifiche hanno fatto il resto, consacrando la versione di Natalie Imbruglia come quella che tutti ricordiamo.

3. Fugees, Killing Me Softly (1996) – già cover di Roberta Flack (1973), a sua volta cover di Lori Lieberman (1972)

Killing Me Softly è forse l’esempio perfetto di come le generazioni possano avere riferimenti musicali completamente diversi.

Già la versione di Roberta Flack aveva creato un netto distacco dall’originale di Lori Lieberman, portando il brano al vero successo. Per le generazioni cresciute tra gli anni Novanta e Duemila, invece, l’unica versione che conta è quella dei Fugees, con la voce di Lauryn Hill. In fondo, cambia tutto a seconda di quando siete nati.

4. Antonello Venditti, Alta marea (1991) – cover dei Crowded House, Don’t Dream It’s Over (1986)

Per i più appassionati di musica, il rimando all’originale inglese è immediato, anche perché da un punto di vista musicale il brano rimane quasi identico a quello dei Crowded House. Per molti italiani, però, Alta marea è semplicemente una canzone di Antonello Venditti. Il cantautore romano prende Don’t Dream It’s Over, già grande successo internazionale, ne riscrive completamente il testo e lo trasforma in uno dei suoi brani più amati.

5. Måneskin, Beggin (2017) – già cover dei Madcon (2007), a sua volta cover di Frankie Valli & The Four Seasons (1967)

Una cover di una cover. Nasce come soul-pop nel ’67, diventa un tormentone hip hop con i Madcon nel 2007, poi i Måneskin la incidono in versione rock nel 2017 senza troppo clamore. Dopo l’Eurovision 2021 esplode su TikTok e diventa per un periodo la canzone più ascoltata al mondo su Spotify. A quel punto, sia l’originale che la versione di Madcon, almeno in Italia, sono già dimenticati.

6. Florence + the Machine, You’ve Got the Love (2009) – cover di Candi Staton (1986)

Prima di Florence + the Machine c’era Candi Staton, che incise il brano nel 1986 per un video motivazionale sulla dieta, senza immaginare che sarebbe diventato un successo. Negli anni successivi la sua voce viene ripresa e remixata in chiave house nei club di Londra, fino alla versione che nel 1991 sfonda nella top 5 inglese con il nome The Source Featuring Candi Staton. Nel ’97 arriva un remix ancora più travolgente, ed è proprio quella versione, non l’originale, a essere coverizzata nel 2009 da Florence + the Machine, che trasforma You’ve Got the Love in un classico indie-pop.

7. Cyndi Lauper, Girls Just Want to Have Fun (1983) – cover di Robert Hazard (1979)

Robert Hazard la scrive e la suona nei club di Philadelphia con un testo tutto al maschile, raccontando di ragazzi in cerca di feste e conquiste. Quattro anni dopo arriva Cyndi Lauper e ribalta completamente la prospettiva, rendendo il brano un inno alla libertà femminile. Oltre a essere generalmente considerata come versione originale quella di Cyndi Lauper, avreste mai immaginato che l’originale fosse da un punto di vista maschile?

Poi, certo, c’è sempre chi giura di preferire l’originale a prescindere, quasi per principio, e va benissimo così. Ma, se anche voi avete sempre canticchiato una cover senza saperlo, ora almeno sapete a chi dire grazie.

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