Fuori dai “Club” risuona ancora Ariete

da | Recensioni singoli

Ariete, cantautrice romana classe 2002, tutta good vibes e cappellini ritorna con CLUB e con la sua impronta malinconica è di fatto tra le artiste di riferimento per la generazione Z.  

Per chi non lo sapesse anche partecipante ai provini di X-Factor 2019, e prossima al debutto tra la kermesse del Festival di Sanremo 2022, Ariete e la sua attitudine così decisa mixata ad uno stile semplice e diretto fanno di lei la portavoce del bedroom pop.

Per la prima volta nella storia, ascoltiamo musica prodotta da una generazione di artisti che non hanno mai vissuto senza Internet.

Ogni artista ha capito come utilizzarlo a proprio vantaggio: tutte le informazioni che potrebbero desiderare sono a portata di mano, possono consumare contenuti da tutto il mondo e nel giro di un paio di anni, i giovani musicisti possono insegnare loro stessi come creare musica, come registrarla, come condividerla e come costruirsi una community di fan: pop da camera è diventato il modo più semplice per descrivere tutto questo.

Tutti i tormenti di una generazione complicata ma più pronta di qualsiasi altra, Ariete li chiude nell’ampolla di CLUB, scegliendo di collaborare con Sick Luke per la produzione: la stima reciproca tra i due è in grado di intrecciare la malinconia della giovane songwriter al sound dark del producer, che all’inizio del singolo sembra quasi avvicinarsi alle melodie di Liberato.

Nasce come un pezzo forte e consapevole – racconta Ariete del pezzo – Riguarda la decisione di volersi allontanare da chi non ci tiene a costruire un rapporto sincero e il coraggio nel prendere di petto i problemi e le difficoltà della vita.

Non ho bisogno di piste piene di gente
di approvazione costante
di  alcool che mi riempie
però sto sola e poi mi ci ritrovo sempre
stiamo insieme solo per non stare senza niente

con un singolo certificato platino L’ultima notte, prima colonna sonora dello spot Cornetto Algida 2021 e poi della serie Netflix Summertime, Ariete ha un modo tutto suo di comunicare che le permette di raccontarsi senza badare troppo alle reazioni possibili.

Questi millenials non hanno paura. Non hanno aspettative che li intrappolano e per questo ci appaiono più liberi. CLUB è una gabbia, ma che alla fine apre le porte e quei drammi li fa volare.

Sì ci piove in faccia, ma a volte, è bello tornare a ballare sotto la pioggia.

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