Dopo due anni, Alessandro Vanetti, in arte Massimo Pericolo, torna sulla scena con Solo Tutto, il nuovo album che racconta nella maniera più nuda e cruda possibile, delle “strade” che si aggrovigliano, proprio come fossero arterie, ai “passi” del rapper di Gallarate
Avevamo già avuto un assaggio di quello che sarebbe stato il concept del disco con Bugie, il singolo uscito qualche mese fa ad anticipare le altre quindici tracce di Solo tutto e c’è da dire che, a differenza del titolo del singolo apripista, Massimo Pericolo in questo album, prodotto da Crookers, di questi fatidici paraventi a condire, non ne ha lasciata nemmeno l’ombra.
Solo Tutto è un album dalla scrittura sincera, ma soprattutto è un racconto reale, nel quale anche senza la necessità d’aguzzare i sensi, riusciamo a ripercorrere le stesse strade, gli stessi odori e gli stessi tratti dei volti che, traccia dopo traccia, vengono descritti alla perfezione e nei minimi particolari dalle strofe del disco.
Una penna infuocata, che racconta di realtà vivide e concrete senza lasciare indugi a quelle che potrebbero essere le necessità di massa, senza porsi limiti di selezione, “Solo tutto” è un disco che sa dove vuole andare e non accetta ostacoli a fermare il suo percorso.
Un mix di rabbia e necessità di rivalsa su quelle che sono le risposte che la realtà non è abituata ad ascoltare: Solo Tutto è il coraggio della verità
E’ musica da strada, che racconta le verità di una vita vissuta in strada alla quale , ogni giorno, l’opinione pubblica cerca di mettere una censura, un po’ ad ovattare, un po’ a mettere in risalto con luminescenti titoli, un’ effimera e superficiale ideologia di ciò che viene concepito come “sbagliato”. Forse per cercare qualcuno su cui puntare il dito, per dire “quello è un cattivo esempio”, forse per intimidire ciò che è la reale comprensione comune di quella che è una realtà formatasi sicuramente non per l’intenzione d’uno.
Fatto sta, che Massimo Pericolo ci porta proprio li, in quelle strade, in quelle vie che tanto vengono decantate e ci racconta la realtà di quei vicoli, facendo un po’ di chiarezza su quello che il buio, alle volte, è capace anche di trasformare in luce e viceversa. Questa è una realtà che ti cresce senza chiederti il permesso e mette le mani sui tuoi capisaldi per farli affondare, ti regge e ti percuote ma ti spinge a lottare, a combattere, che sia per la stessa sopravvivenza o che sia per darti un futuro migliore, un futuro che, una volta ottenuto quasi resta difficile comprendere.
Son diventato grande anche senza sapere come
Qui i bambini fanno la guerra prima dell’amore
Solo Tutto è un disco che già dal primo ascolto regala degli scenari quasi cinematografici, intenso e turbolento, è un disco che scuote, un disco che schiaccia il piede sull’acceleratore e si fa sentire
Dalle barre crude alle domande più intime, alle collaborazioni con voci e penne altrettanto intense come Salmo, Venerus, Madame e J Lord, Solo tutto è un disco che avvolge ghiottamente ogni sfumatura di colore e la separa dal suo essere relativa entità per darle un palco tutto suo sul quale potersi esibire.
Casa nuova e Debiti sono le tracce che esprimono in maniera più ponderata e realistica il crescendo artistico del rapper di Gallarate, mentre Bugie e Brebbia 2012 sono la vetta dell’iceberg di quella verità e dell’ interezza del suo essere
Sopravvivere o vivere, adattarsi o reagire, non essere compreso dagli altri oppure, alle volte, non esserlo nemmeno da te stesso. Sono queste le linee sottili che si muovono fra le tematiche più mature che attraversano l’intero disco, sicuramente molto più grandi di quelle che una semplice parola potrebbe racchiudere. Ma a noi non interessa dare un nome a qualcosa che un posto se l’è già preso, l’importante resta comprenderlo attraverso un ascolto attivo, privo di giudizi e taccagnerie d’animo.
C’è sempre un altro modo per gestire il tuo destino
Devi sapere chi sei tu
Ma non ti fare male, guarda che
La verità non morde mai se non vuoi te
Ma torni solo stronzo senza un “perché”
Quindi, vi lascio ciò che questo disco ha lasciato a me, una necessità che precede e s’intreccia a quella della verità, ma forse ancora più grande: quella della libertà.
Anche perché, tutto sommato, esistono delle verità che non siano libere?
Diranno mai la verità sulla verità
Finché diciamo tutti quanti di saperla già?
È tutto così realistico tranne la realtà










