MADAME e le sue verità

da | Recensioni album

Dopo l’esordio sanremese, la giovane cantante Francesca Calearo, già quattro volte disco d’oro, conquista la vetta delle playlist con Voce, la canzone che si è aggiudicata il premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo e adesso ci presenta il suo primo album: Madame.

Madame è stato forse uno degli album più attesi della scena musicale, infatti la giovane cantante, ci aveva già conquistato dagli esordi con Sciccherie portando nella scena una ventata di aria fresca, ma altrettanto intensa di contenuti e profondità, soprattutto d’innovazione. Il disco, ricco di collaborazioni, è composto da sedici tracce che reggono alla perfezione quelle che sono le aspettative di un buon disco.

Madame tra fragilità e resilienza, un album nudo e crudo che racconta le verità più intime che vivono nella sfera del quotidiano emozionale di ognuno di noi

Non è affatto semplice elargire al mondo quello che ti tormenta, specialmente quando sei una ragazza di diciannove anni con tutto un’equilibrio ancora da conoscere, ma Madame ride in faccia a quelli che sono gli “attentatori d’anima” e si butta a capofitto in una scrittura impressiva, introspettiva ed emozionale, lasciandosi alle spalle quelle che sono le paure del salto per accogliere l’adrenalina del volo.

I testi sono metricamente impeccabili, a dimostrazione abbiamo le numerose collaborazioni con i “grandi” del rap, come Fabri Fibra, Marracash e Guè Pequeno.

Un disco che parla a cuore aperto, che non si nasconde dietro velate intenzioni ma rappresenta un’appartenenza a trecentosessanta gradi a quelle che sono le sue sfumature.

In Madame si percepisce da parte dell’artista stessa una necessità di contatto molto più forte e intensa rispetto a quella che era la precedente scrittura. Infatti il legame creato con i nuovi singoli, fa si che si crei un filo conduttore che si sposti durante l’ascolto del disco e ci aiuti ad esplorare le tracce come se fossero un vero e proprio viaggio, senza il timore di affogare dentro alcune parti di noi.

La scrittura di Madame è matura e decisa, ci racconta le sue paure, le sue fragilità ma anche la sua forza e la sua voglia di continuare ad essere se stessa, sia in ambito musicale che non.

Vergona e Bamboline boliviane sono le tracce che meglio rappresentano il “bianco e nero” che contraddistinguono la libertà dell’artista, raccontano di un’anima accesa che non ha paura della sincerità

Madame ci catapulta nel suo mondo e lo fa senza timore alcuno, regalandoci un po’ di quella libertà espressiva che al giorno d’oggi manca come il sole nei giorni di Pasqua.

Nude e crude, Bamboline boliviane e Vergogna si prendono lo spazio che necessitano all’interno del disco e raccontano di un’anima accesa che non ha paura di essere se stessa, che convive nella solitudine e riesce a farne il suo spazio vitale, al punto di sfociare poi in quello che, sappiamo essere, il fulcro del disco intero.

Se il disco di per sé, ci aveva già dato nota di grandi capacità artistiche, le collaborazioni lo rendono ancora più compatto e vanno a sigillare quella che è la natura di Madame.

Gli artisti che hanno preso parte del disco sono molti, da Fabri Fibra a Ernia, a Gaia, Dardust e i Pinguini Tattici Nucleari, ma le due collaborazioni degne di nota del disco sono Bugie con Rkomi e Carl Brave e Dimmi ora con Guè Pequeno.

Due testi degni di spessore e qualità, nei quali, già dal primo ascolto, si percepisce la tensione emozionale che gli riveste e che vanno a scavare nel profondo della nostra testa, per poi fissarsi lì, impossibili da non canticchiare.

Sento vibes negative, ma che resti tra noi
Non vogliono lo sappiano in città
Voglio vibes positive, però resti tra noi
Basta con le bugie, basta con le bugie

Due singoli molto diversi fra loro ma accomunati dalla stessa anima che rivendica le fragilità dell’essere umano che, alle volte, è costretto a nascondere per non finir preda del ciclone.

Madame è un disco che si butta di testa dentro il vortice, si spoglia piano piano da tutte quelle che sono le paure, le fragilità, le contraddizioni e le necessità celate per poi liberarsene grazie alla forza propulsiva della condivisione.

Quindi sì, ci è piaciuto!

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