Il mio amico is better than yours Madame feat. fabri Fibra

da | Recensioni singoli

Il 2021 sembra promettere bene: Madame parte in formissima con il lancio di un nuovo singolo ft. Fabri Fibra. Il mio amico è fuori dal 15 gennaio per Sugar Music, prodotto da Bias e Dardust, estratto dal suo disco d’esordio in arrivo finalmente in primavera.

Non è azzardato pensare che Il mio amico possa seguire la scia dei precedenti singoli. Il 2021 è una naturale conseguenza del 2020 per Madame, un anno tutt’altro che brutto, inaugurato dal successo di Baby e, seguito da tante collaborazioni importanti con artisti della scena rap e non: Don Joe, Dani Faiv, Psicologi, Elodie, Ernia, Ghali, Marracash, Massimo Pericolo e Mecna.

Anno chiuso in bellezza come ospite alle semifinale e finale di X-Factor, e infine Euforia, prodotto da Chris Nolan che vede Madame ft. Tedua, Aiello e Birthh.

Sarà, inoltre, l’artista più giovane quest’anno a salire sul palco dell’Ariston con il brano, di cui sappiamo già il titolo: Voce.

Come andrà e cosa aspettarci dall’esperienza sanremese?

Madame ad ogni uscita si rivela una novità. Generalmente, il binomio palco dell’Ariston/rap non suona proprio fantastico, per una miriade di motivi che non stiamo qui a dire; per Clementino è stata addirittura doppietta sanremese.

E’ un mondo questo, in cui si deve andare a tentativi e, nel caso di Sanremo, si tratta di sfruttare un’occasione senz’altro unica in termini di visibilità. La carriera di Madame, dall’esordio avvenuto a soli 16 anni con il singolo Anna, prodotto da Eimgei, è stata tutta un crescendo: dal 2018 inizia a lanciare hit che portano un’innovazione nella scena urban italiana.

Il suo, tuttavia, è uno urban nuovo, davvero particolare che legato alla sua personalità così indefinita poiché molto giovane, non può che dar forma a qualcosa che funziona, e pure bene. Questo pacchetto, inutile dirlo, la porta dritta alla precoce conquista di Dischi d’Oro e Platino.

Il fatto che sia molto giovane, non può che essere un plus alla musica e alla sua carriera: avrà tutto il tempo di sperimentare e inventarsi, come del resto ha fatto anche stavolta con Il Mio Amico, brano costruito su una base fondamentalmente elettro con sonorità pop che, per di più, vanno a sposare un sound esplicitamente funky.

A questo proposito, essenziale è stato l’intervento di Dardust, che ha avvicinato Madame a sonorità pop, quando questa in realtà proveniva da un’esclusiva hip hop, dal carattere very street.

Tra l’altro la verde età di Madame, viene così tanto evidenziata che potrebbe lanciare un messaggio di stimolo agli artisti coetanei o emergenti, a mettersi in gioco seriamente.

Spesso viene da pensare che sia l’artista in primis a sottovalutare la sua opera considerandola, non un lavoro, ma una passione, un hobby.

Social e numeri, oggi giocano sicuramente un ruolo importante e preciso: attirano le labels che fanno i contratti, la massa dei fans che a loro volta attirano altri fans che (per fiducia seguono) perché attratti da un prodotto ritenuto valido da un cospicuo numero di persone.

Ma poi? L’artista deve essere il frontman del suo stesso progetto, che a sua volta necessita di essere curato da un team valido e competente, invisibile al grande pubblico.

In questo senso, Madame e altri rapper – non per forza considerati big – sono stati bravi ma anche fortunati. Infatti, Madame – scoperta da Arcade Boyz con Sciccherie nel 2018 – è oggi nelle mani di una donna ritenuta fondamentale per la storia del rap in Italia. Si chiama Paola Zukar, nome legato alla storica rivista Aelle, nonché a TRX Radio.

Paola ha portato avanti per anni la mission del rap in Italia e lavora con artisti quali Marracash, Fabri Fibra, Clementino, Young Signorino; oggi è manager di Madame e questo non è da leggere in modo per nulla superficiale per la formazione di un’artista così giovane.

Francesca sembrava essere estranea alla scena rap e hip hop d’oltreoceano, il suo ascolto rimaneva circoscritto e influenzato dalle sole proposte italiane.

A questo punto, dunque, entrano in gioco diverse figure, prima fra tutte quella del produttore: le influenze musicali e la ricercatezza di un sound che, specie per questo genere di musica, deve quantomeno puntare al superamento del confine nazionale.

Tuttavia, l’aspetto più interessante di Madame è quello di riuscire a mantenere le sue molteplici personalità, che portano inevitabilmente ad una contaminazione stilistica che – ne Il Mio Amico per esempio – prende forma.

In genere le release lanciate prima del disco, hanno lo scopo preciso di stuzzicare l’aspettativa dell’ascoltatore, anticipando quello che sarà il mood di tutto l’album.

Sicuramente non mancheranno sorprese, perché il nuovo singolo suona da hit super radiofonica. Non è vicino a quello che è l’hip hop in senso stretto, e questo viene palesato dalla strofa di Fibra anticipata al min. 1.16 dal suo “Ah!” che inizialmente, gasa tantissimo!

Ciò nonostante, Fibra si è adattato in modo camaleontico al mood ‘presa bene’ del pezzo, limitandosi a citare il Gué e un effetto sorpresa tutto sommato carino:

Lo so che fa strano, ma parlo del rap

Testualmente si tratta, quindi, di un omaggio al rap. Madame rimane particolare dal punto di vista vocale: il suo timbro risulta innovativo ad ogni performance.

Cosa aspettarsi dal disco?

Il talento di Madame consiste nello stupire con spontaneità, perché precise scelte stilistiche, sono dettate da motivazioni così forti che si porta dietro (rieccoci) dalla giovane età e anche dal Liceo. La sua metrica, per esempio, che si allontana non poco dalle strofe utilizzate dai rapper.

Ha come modello, infatti, le monumentali Tre Corone fiorentine della letteratura. Un progetto quello di Madame, oggi unico e raro in Italia.

Si definisce certamente cantautrice, perché il rap racconta di base delle storie che lei ha la fortuna di rivelare da un punto di vista femminile, per poi destinarle ad un genere ascoltato in larga parte da uomini.

L’ hip hop – di cui il rap è espressione – trasmette un messaggio sociale che assume di default tratti impetuosi; sostanzialmente in Italia possiamo evocare quelle sonorità, imitarne lo stile, utilizzare l’autotune, ma a livello culturale abbiamo quasi il dovere di mantenerci sempre un passo indietro.

Insieme all’introduzione di un progetto nuovo in Italia, Madame ha anche addosso la responsabilità di tentare un qualcosa di assolutamente inedito. Ad oggi si rivela all’altezza di portare avanti una roba del genere e, mi auguro che possa conservare a lungo questo suo modo di raccontare il suo essere donna in un modo che era stato pensato per e da uomini.

Del resto, le numerose collaborazioni, certificano la validità di un prodotto artistico che funziona e soprattutto, la stima degli artisti suoi colleghi, della quale andar fiera e ritenersi già a metà dell’opera.
Non ci resta che aspettare che sbocci la primavera, magari la presenza di Fibra in questa release anticipa chissà quale altro ospite!

Sarà la volta di Izi?

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