Emanuele Aloia pubblica il suo ultimo singolo L’urlo di Munch, dando seguito a quello che appare ormai un progetto culturale che vuole legare la musica all’arte pittorica.
Dopo il grande successo dei singoli Girasoli nel 2019 e Il bacio di Klimt nel 2020, arriva il “sequel” con L’urlo di Munch dei brani intrecciati con citazioni, titoli e nomi legati alla storia dell’arte.
Emanuele Aloia classe 1998, ex studente del liceo artistico, sceglie di dipingere i suoi brani di unicità attraverso questo legame tra due forme d’arte, la musica e la pittura, da sempre capisaldi nell’espressione dell’animo umano.
Perché quelli tra me e te
Son concetti astratti
Come un fiore di Monet
E un quadro di Kandinski
I riferimenti artistici non si limitano al titolo, ma altri sono i nomi di artisti ed opere che spuntano all’interno del brano.
Sicuramente piacevole e interessante, che nell’era della digitalizzazione ci sia qualcuno che punti lo sguardo sulla buona vecchia (ed eterna) storia dell’arte, ma sarà tutto oro ciò che luccica?
Sarà sintomo di ricercatezza o sarà un modo come un altro per dare voce alle proprie tribolazioni amorose inserendo qua e là qualche nome del programma di quarto e quinto liceo? Si incontrano anche Zeno e la sua coscienza, così come Ophelia, come la luna, il sole e i silenzi.
Testi ricchi, indubbiamente, ma di parole o di contenuti?
Interessante e ammirevole il progetto di Emanule Aloia, ma bisogna tener conto del rischio di finire come i posa ceneri e gli zerbini tinti di Notte stellata di van Gogh, o gli accendini con sopra la Mona Lisa. Una storia dell’arte commercializzata, che sembra fruizione culturale ma che nella sostanza è solo sfondo di una moda pubblicitaria.
In quale categoria vorrà stare il giovane cantautore?
Perché non ti sento più
Sei la fine del mondo
Ma anchе l’inizio
Dentro ogni tuo silenzio
Sento l’urlo di Munch.










