Vedere Lorde in Italia non è mai stato troppo semplice. Dall’inizio della sua carriera, la cantante neozelandese si è esibita nel nostro Paese solo cinque volte, di cui una soltanto a Milano.
La prima volta è nel 2014, quando aveva 17 anni, e vale a metà: una brevissima comparsata per cantare “Royals” ai Wind Music Awards di Roma. Il suo primo vero concerto italiano arriva tre anni dopo, nell’ottobre 2017 al Fabrique di Milano, durante il tour di Melodrama.
Nel giugno 2022 due date estive, prima al Roma Summer Fest e poi al Castello Scaligero di Villafranca di Verona. L’ultima apparizione è molto recente e ancora impressa nella memoria del pubblico italiano, il 29 novembre 2025 all’Unipol Arena di Bologna.
Adesso Lorde è pronta a tornare (soltanto per la sua seconda volta in carriera) a Milano. L’appuntamento è fissato per giovedì 23 luglio 2026 al Parco della Musica di Segrate, nell’ambito di Unaltrofestival 2026.
Tutti i colori di Lorde
Quando pubblicò Pure Heroine nel 2013, Lorde aveva appena sedici anni. L’album, trainato da Royals, attirò subito l’attenzione per un modo di scrivere insolito rispetto al pop dell’epoca: pochi eccessi, produzioni essenziali e testi che raccontano l’adolescenza con uno sguardo sorprendentemente lucido. Da quel momento ogni disco ha segnato una fase diversa del suo percorso, accompagnando la sua crescita in ogni senso possibile: la notte emotiva di Melodrama, la quiete quasi contemplativa di Solar Power e infine l’esposizione personale di Virgin.
Tra un album e l’altro, Lorde ha vinto due Grammy Awards, due BRIT Awards e un MTV Video Music Award.
Una delle caratteristiche che distingue il modo in cui Lorde scrive musica è la sinestesia, e più precisamente la cromestesia, una condizione neurologica che porta ad associare automaticamente suoni e colori.
Per lei le canzoni non nascono soltanto come melodie o parole, ma anche come immagini. Ha raccontato che, fin dai primi appunti, riesce a vedere il brano quasi completo, anche se ancora sfocato, e che gran parte del lavoro consiste nel fare in modo che quello che sente finisca per coincidere con quello che vede.
Per questo motivo modifica spesso accordi, ritmi e arrangiamenti finché la “tavolozza” del brano non le restituisce la sensazione giusta. È un metodo che ha influenzato tutta la sua discografia e che rende il colore una sorta di bussola creativa.
Anche osservando i suoi album nel loro insieme emerge un percorso coerente. Il verde associato a Pure Heroine richiama la giovinezza, il cambiamento e le ambizioni dell’adolescenza. Il viola di Melodrama accompagna un disco costruito attorno alle relazioni, alle feste, alle ferite e agli eccessi dei vent’anni. Con Solar Power prevalgono invece i toni dorati della luce, della natura e della ricerca di un equilibrio lontano dal rumore del successo.
La trasparenza di Virgin
Per Virgin la scelta è ancora diversa. Lorde ha spiegato di immaginare questo album come trasparente: il colore dell’acqua, del vetro, del ghiaccio. Un’immagine che riassume bene il concetto di eliminare ogni filtro e raccontarsi nel modo più diretto possibile.
Le canzoni affrontano temi che in passato erano rimasti ai margini della sua scrittura: il rapporto con il corpo, l’identità, la sessualità, la fine di una relazione durata molti anni, la famiglia e la guarigione. Anche la copertina, una radiografia del suo bacino, sintetizza l’idea alla base del progetto: guardare sotto la superficie.
A quasi un anno dall’uscita del disco, la cantante ha deciso di condividere gratuitamente 49 demo realizzate durante la lavorazione di Virgin. In una lunga lettera ai fan ha spiegato che quel periodo è stato segnato da una separazione sentimentale, dalla diagnosi di disturbo disforico premestruale (PMDD) e dalla necessità di ricostruire il rapporto con il proprio corpo. Per questo, ha scritto, pubblicare l’album è stato diverso da qualsiasi esperienza precedente: più difficile, più vulnerabile e, proprio per questo, impossibile da raccontare subito con le parole.
Questa stessa idea di sincerità si ritrova nei live di Lorde: il centro dello spettacolo rimane sempre il dialogo tra le canzoni e il pubblico. Il concerto del 23 luglio 2026 al Parco della Musica di Milano arriva con un’attesa particolare.
Non soltanto perché Lorde torna raramente in Italia, ma perché ogni suo tour coincide con un nuovo capitolo della sua carriera, e con un modo diverso di raccontare chi è diventata.
La scaletta di Lorde a Milano
In base alle ultime date dell’Ultrasound World Tour, la scaletta dovrebbe essere questa:
- Royals
- What Was That
- Broken Glass
- Perfect Places
- Shapeshifter
- Buzzcut Season
- Favourite Daughter
- The Louvre
- Current Affairs
- Hard Feelings
- Oceanic Feeling
- Liability
- Hammer
- Supercut
- Team
- Man of the Year
- Girl, so confusing (Charli xcx cover)
- Green Light
- David
- Ribs










