Supernova è il nuovo album di MOBRICI, in uscita il 30 gennaio. Arriva dopo Che serata stupida, Con la lingua e Astri, tre brani che hanno anticipato un clima più che una storia.
Un titolo evocativo, scelto con attenzione: Supernova richiama un momento di espansione estrema, una fine che coincide con un inizio. MOBRICI lo lega a un passaggio personale e a un riferimento musicale chiaro, quello ai fratelli Gallagher, ascoltati come punto di riattivazione creativa. L’immagine della stella che esplode e cambia forma diventa così una sintesi efficace del disco: chiudere un capitolo senza azzerarlo, andare avanti portandosi dietro ciò che ha acceso tutto.
Le canzoni raccontano una fase precisa: quella in cui le cose non funzionano più come prima, ma non si sono ancora trasformate in altro. Relazioni che si trascinano, notti che si allungano, città che sembrano chiudersi invece di aprirsi. Non c’è una direzione chiara, c’è piuttosto un movimento continuo, fatto di tentativi.
L’amore non viene presentato come soluzione. È una presenza temporanea, qualcosa che orienta senza sistemare. La solitudine attraversa tutto il disco, ma non come isolamento individuale. È condivisa, diffusa, quasi normale. I personaggi di Supernova sono spesso insieme, ma restano distanti, incastrati in giorni che non riconoscono più.
La scrittura di MOBRICI resta semplice e diretta. L’ironia compare a tratti, senza alleggerire davvero il peso delle situazioni. Serve più che altro a tenere aperto il racconto, a evitare che si chiuda su se stesso.
Supernova arriva anche in vista del ritorno dal vivo. L’11 marzo 2026 MOBRICI tornerà sul palco dell’Alcatraz di Milano, dopo oltre due anni di assenza. Un passaggio coerente con il disco: riportare queste canzoni in uno spazio condiviso, senza cambiare tono.
Il disco si ferma su un momento di passaggio e lo osserva da vicino. Restare, anche senza sapere bene dove si sta andando, è il gesto che tiene insieme tutto.










