Diciamolo senza troppi giri di parole: siamo stanchi delle solite playlist.Gli anni Ottanta riciclati all’infinito, i tormentoni da social, il pop ascoltato controvoglia fino allo sfinimento.
Ho quindi selezionato per voi otto brani per fare festa sul serio, ma senza rifugiarsi nelle solite scelte prevedibili e scontate. Canzoni da ballare e cantare, ma con suoni punk, ombre dark e momenti ipnotici. Una playlist pensata per fare casino in modo alternativo, storto e decisamente meno prevedibile, per lasciarsi trasportare nel nuovo anno con originalità.
Fontaines D.C. – “Boys in the Better Land“
Un’apertura nervosa, immediata. Un post-punk che corre, che carica l’aria di elettricità, su cui è imposibile non farsi trasportare
Boy Harsher – “Pain“
Oscura, sensuale, ipnotica. Synth freddi e voce distante: ballarci sopra è un atto automatico, fisco e quasi inevitabile
The Soft Moon – “Far”
Un post-punk ora più dark, capace di trasicnare senza lasciare scampo
Viagra Boys – “Sports“
Ironia sporca e un groove infallibile. È il pezzo che sdrammatizza tutto senza banalizzare
She Wants Revenge – “Tear You Apart“
Un classico che riesce a non essere mai inflazionato. Gotico, sensuale e vorticoso
Idles – “Never Fight a Man With a Perm“
Rabbiosa, coinvolgente e liberatoria. Quale miglior modo di chiudere l’anno se non sfogando tutto ciò che si ha dentro?
Lebanon Hanover – “Gallowdance“
Minimale, ossessiva, fredda quanto basta per renderla magnetica. Riuscirà a trascinare in pista anche i più scettici
Nine Inch Nails – Head Like a Hole
Iconica, potente ed esplosiva, non potrebbe essere più adatta di così per una playlist di Capodanno










