Daniele Silvestri fa parte di quel nucleo di artisti che risiedono nella memoria collettiva italiana; è difficile trovare una persona, a prescindere dall’età, che non conosca almeno una canzone del cantautore romano.
Il pubblico di La Spezia accoglie bene il concerto, lasciando ben poche sedie vuote nonostante un tariffario non estremamente economico (ma comunque meritato e adeguato).
C’è da dire che l’età media dei presenti è piuttosto alta: quando sbuca la ripresa di un cellulare, è più probabile vedere una diretta live su Facebook piuttosto che una storia Instagram.
Alle 21:30, puntualissimo, inizia Intro X, atto d’apertura di questo tour dedicato, appunto, al Disco X.
Con la band già schierata, Daniele entra cantando Argentovivo, forse la più recente delle sue hit, vincitrice del premio per il miglior testo al Festival di Sanremo 2019.
La band che accompagna Daniele Silvestri è ben nutrita: 7 elementi, tanti strumenti, incluso un fagotto che, come Silvestri fa notare, raramente esce da un’orchestra.
Tutti i musicisti mantengono per le 2 ore e mezza di concerto una capacità di tenere il palco, una serenità e un divertimento che fa quasi sembrare che stiano suonando nel salotto di casa:
- Piero Monterisi alla batteria
- Gabriele Lazzarotti al basso
- Daniele Fiaschi alle chitarre
- Gianluca Misiti alle tastiere
- Duilio Galioto a tastiere e cori
- Marco Santoro a fagotto, tromba e cori
- Jose Ramon Caraballo a percussioni, tromba e cori
Il concerto di Daniele Silvestri è un viaggio continuo, avanti e indietro nel tempo e nelle latitudini. Raramente si trova un artista che riesca a coniugare in maniera così naturale una forte identità italiana e romana con una spiccata internazionalità di suoni e pensieri.
Credo personalmente che Ma che discorsi dovrebbe essere la canzone che accompagna il ritmo di ogni giornata: gentile, delicata, sincera, una celebrazione sorridente delle imperfezioni e delle incertezze che caratterizzano gli esseri umani.
E poi con quello che succedeIn una storia come questaNon è che ti può chiedereSe sia la strada giustaAd ogni angolo, ogni semaforo che c’è
Ma Daniele Silvestri non è solo questo. Probabilmente con quella voce e con quel modo di cantare sornione e beffardo, potrebbe cantare qualsiasi cosa ed essere comunque apprezzato; e lui lo sa benissimo.
Ma Silvestri non ha mai avuto paura di esporsi, di toccare temi spinosi e nemmeno di dedicare parole importanti tra una canzone e l’altra su argomenti non semplici da affrontare.
Non ha paura nemmeno stavolta, presentando pezzi come La mia casa, While the Children Play o Le navi con la serietà che meritano.
Sorprendente è anche la capacità di scrivere e cantare una canzone come L’appello, dedicata a Paolo Borsellino (e ancor di più al fratello Salvatore): praticamente una denuncia da ballare.
Su Occhi da orientale e Le cose in comune c’è ormai ben poco da dire: due pezzi così spietatamente romantici da arrivare al cuore di chiunque.
Ma tu dormi ancora un po’, non svegliarti ancora noHo paura di sfiorarti e rovinare tuttoNo, tu dormi ancora un po’, ancora non soGuardarti anch’io nel modo giusto
C’è spazio anche per due bellissimi tributi: Disamistade di Fabrizio de André, tanto per ricordare che, sì, anche La Spezia è in Liguria, e Cara di Lucio Dalla. Ammetto che sentendo i brani di questi due mostri sacri della musica italiana, ho immaginato che, fra qualche anno, non ci vergogneremo di affiancare Daniele Silvestri a quella categoria di cantautori. Personalmente, non mi sembra blasfemo farlo neppure oggi.
A bocca chiusa è dedicata alla memoria di Renato Vicini, interprete LIS che accompagnò Silvestri al Festival di Sanremo 2013, ma non solo: l’artista ha voluto spendere qualche parola per celebrare Carlo Mazzone, storico allenatore di calcio romano e soprattutto simbolo di genuinità e spontaneità. Anche a lui, che ci ha lasciati a 86 anni nel giorno del concerto, è dedicata questa canzone.
C’è tempo anche per ballare e urlare: il concerto si conclude con il pubblico in piedi sotto al palco per La paranza, Salirò e per un bel de li mortacci tua gridato a squarciagola con Testardo.
Tutta l’essenza di Daniele Silvestri si può forse riassumere nella frase con cui chiude lo spettacolo:
Grazie per il pezzetto di vita che ci avete prestato questa notte. Ma rifamolo presto.
Qui sotto trovate la scaletta completa, ma se andate ad uno dei prossimi concerti non fateci troppo affidamento: Daniele fa un po’ come gli pare, e ci piace tantissimo così.
- Argentovivo
- Quali alibi
- Scrupoli
- Manifesto
- L’uomo col megafono
- L’uomo nello specchio
- Ma che discorsi
- Precario è il mondo
- La mia casa
- Banalità
- Disamistade (Fabrizio de André)
- Occhi da orientale
- Le cose in comune
- Sempre di domenica
- While the Children Play
- Monetine
- L’amore non esiste
- Questo paese
- Le navi
- Tutti matti
- L’appello
- Colpa del fonico
- A bocca chiusa
- Cara (Lucio Dalla)
- La paranza
- Salirò
- Testardo










