Tra ironia, confidence e fragilità: tutte le sfumature di Maria Tomba

da | Gen 8, 2025 | Interviste

Due chiacchiere con Maria Tomba in attesa della prossima edizione del Festival di Sanremo, dove sarà protagonista delle nuove proposte insieme ad altri 3 concorrenti.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Maria Tomba in attesa della prossima edizione del Festival di Sanremo, dove sarà in gara tra le nuove proposte con il brano Goodbye (voglio good vibes).

Maria Tomba è un’artista che fin da piccola manifesta le sue doti nel campo della moda e della musica. All’età di 11 anni inizia a muovere i primi passi approcciandosi al mondo musicale grazie a lezioni di canto e alla partecipazione ai primi concorsi canori. Crescendo segue anche corsi di musical e teatro, fino ad arrivare alla passione per la poesia e al cantautorato, iniziando così a scrivere le sue prime canzoni.

Nel 2023 partecipa alla 17esima edizione di X Factor nel team di Fedez, arrivando in finale con il suo brano “CRUSH”. Maria con la sua musica racconta di sogni e fantasie, avventure ed esperienze vissute; di un mondo visto attraverso il “filtro dei colori” in cui ci si sente liberi di esprimere sé stessi prendendo la vita anche con un pizzico di ironia.

Ecco l’intervista con Maria Tomba

Ciao Maria, innanzitutto come stai?

“Bene, è un bel periodo. Ne ho approfittato per riposarmi e ricaricarmi per poi ripartire”.

Giusto, è necessario rigenerarsi per poi ripartire. Tra l’altro, sei reduce da un Capodanno sanremese che ti ha fatto un po’ vivere le vibes di Sanremo. Come è andata?

“Sanremo è sicuramente una città magica. È stato un Capodanno con il botto perché è stato super, iper, mega divertente ed è stato sicuramente solo un assaggio di quello che sarà tutto il resto”.

Come ti stai preparando ai prossimi mesi?

“Mi sto ricaricando da ogni punto di vista: dall’alimentazione, al fare sport per allenare il fiato, a lavorare con la vocal coach e pensare a come muovermi sul palco. La mia è una canzone che richiede movimento e la sento molto. Sentire la musica con tutto il corpo è molto importante per me e mentalmente sto cercando di concentrarmi sui piccoli attimi e pensare di godermeli e non andare troppo in là con l’immaginazione che spesso è una trappola della nostra mente, farsi illusioni o film mentali, ma cerco sempre di essere presente. A prescindere sarà un’esperienza strepitosa e indimenticabile e già essere lì su un palco così importante per me è una vittoria”.

Sicuramente è un’emozione molto forte. Ti aspettavi di arrivare fino a qui?

“L’ho fatto senza aspettative, così come avevo fatto X Factor senza aspettarmi niente, anche questo percorso l’ho affrontato nello stesso modo, perché sapevo che ci sarebbero stati tanti artisti talentuosi. Tu puoi controllare la tua performance, ma non sai mai quello che cercano dall’altra parte e quindi lo faccio sempre dando il massimo ed è la cosa che mi rende più orgogliosa di quello che faccio e… direi che è andata bene!”

Super bene direi! Insieme a te ci sono anche altri giovani artisti, Alex Wyse, Settembre, Vale LP & Lil Jolie. In che rapporti sei con loro e come l’hai vissuta la sera di Sarà Sanremo?

“Ero molto concentrata e me la sono goduta al massimo. Ho guardato anche gli altri artisti e devo dire che ognuno di loro porta davvero qualcosa di unico, che esprime la propria personalità. Ce la siamo goduta tutti, anche se ovviamente eravamo in ansia, ma un po’ di paura ci sta perché dà adrenalina e fa bene fino a quando non ostacola. Sono molto contenta e ho tantissima stima degli altri artisti”.  

Passando invece al tuo brano, ci racconti come è nato e quale messaggio vuoi tramettere con Goodbye (voglio good vibes)?

“Il brano è nato nel 2023, durante una sessione di scrittura in gruppo. Siamo un team molto coeso e anche di amici, quindi è stato molto bello. È nato in un periodo in cui io mi sentivo molto insicura. Spesso sul palco appaio esuberante e molto sicura di me, ma siamo tutti esseri umani. Ero molto insicura in merito al fisico, e sono sempre stata stramba come persona, ma ne parlo in maniera tranquilla perché la fragilità possa diventare, nell’arte e nella musica, un punto forte di condivisione.

Il brano invita ad andare oltre le apparenze, come si può capire dal ritornello (“Guardami gli occhi e non le poppe oppure goodbye”). In una società dominata dall’immagine, dall’apparenza e soprattutto appartenendo a una generazione cresciuta con i social che spesso creano confronti con la vita degli altri facendo sembrare di essere sempre un passo indietro, volevo parlare di questo tema anche sdrammatizzando un po’ il tutto. Siamo sempre di più rispetto a quello che si vede, abbiamo il lato luce e il lato ombra che devono essere sempre in equilibrio e fare pace uno con l’altro. Goodbye (voglio good vibes) nasce per questi motivi, anche in maniera un po’ comedy, perché alla fine, secondo me, fa bene fare ironia su determinate tematiche”.

È giusto mostrare le fragilità e parlarne. E se potessi descrivere il tuo brano con una parola quale sarebbe? E perché questa scelta?

“Me ne vengono in mente due a dire la verità: commedia e confidence, sicurezza. Goodbye (voglio good vibes) è una canzone divertente, ma richiede anche tanta sicurezza”.

Le tue esibizioni sono iconiche (ce le ricordiamo anche da X Factor), non sono mai statiche ma sempre molto movimentate dimostrando presenza scenica e capacità di saperti muovere a 360 gradi sul palco. Questo è il tuo punto di forza?

“Sicuramente è uno dei miei punti di forza, nato da un’insicurezza di quando ero bambina. Pensavo di non avere un grande timbro o una voce spaziale e quindi crescendo ho puntato molto sull’interpretazione in maniera molto spontanea. Quindi sì, è un mio punto di forza, ma non necessariamente in confronto a qualcun altro. Il tutto dipende molto anche dal brano che stai cantando: ad esempio, parlando di Goodbye (voglio good vibes), sentivo tanto l’esigenza di esibirmi in questo modo. È un tratto distintivo della mia personalità”.

Un altro tratto distintivo sono sicuramente i tuoi outfit. Come mai il pigiama?

“A dire la verità è nato tutto molto spontaneamente. Dovevo fare un’esibizione e quindi sono andata a fare shopping con mia mamma. Entrando nel reparto giorno di un negozio c’erano vestiti di colori per me estremamente monotoni. Sono sempre stata una ragazza dai colori vivaci e che si esprime attraverso i colori, quindi dovevo trovare qualcosa di particolare. Così non avendo trovato niente, quel giorno, mia mamma mi ha proposto di andare nel reparto notte e proprio perché mi piaceva l’idea di avere un completo coordinato, ho trovato un pigiama di Alice nel Paese delle Meraviglie e da lì venne l’illuminazione di utilizzarlo come outwear, invece di usarlo come semplice pigiama… sembrava troppo sprecato!

Il significato che poi ha acquisito per me è importante: rappresenta un modo di andare oltre alle apparenze, è simbolo di libertà e di sentirsi sé stessi e comodi. È importante andare oltre i giudizi esterni, perché spesso veniamo condizionati con il rischio di perdere noi stessi. E poi, sono proprio fighi i pigiami”.

Quindi ci aspettiamo anche a Sanremo degli outfit coloratissimi…

“Sì e sicuramente luccicanti”.

Non vediamo l’ora! Invece, pensando a quello che è stato X Factor, quel percorso ti ha aiutato ad affrontare quello di Sanremo? Cosa è cambiato da X Factor ad oggi?

“X Factor è stata un’esperienza televisiva e a livello artistico mi ha fatto crescere tantissimo. Fa crescere psicologicamente perché impari ad affrontare il forte stress e situazioni in cui hai tanta pressione addosso. Mi ha aiutato a livello di performance e di come pormi davanti alle telecamere. È stata la mia prima esperienza televisiva e questo bagaglio mi ha aiutato molto per Sanremo”.

Cosa è cambiato? La consapevolezza, so cosa posso fare e come affrontare le cose. È giusto riconoscere anche i propri limiti, ma sicuramente è cambiata la consapevolezza di me stessa”.

Questo è molto importante. Ma parlando sempre di X Factor, diciamo che il collegamento viene automatico. A Sanremo ritroverai il tuo coach, Fedez. Ti ha già dato qualche consiglio?

“L’ho incontrato a Sarà Sanremo. C’è sempre un grande affetto e come consiglio mi ha detto di rimanere sempre così come sono e di non farmi snaturare. Me lo ha sempre detto ed è una cosa che mi sono portata dietro. Cos’altro? Mi ha detto di godermi lo spettacolo. A proposito, uno dei miei primi tatuaggi che ho fatto a 16 anni è “Carpe Diem”, abbastanza scontato ma da applicare”.

Direi che ha ragione, carpe diem e goditi lo spettacolo! Sanremo sicuramente è un traguardo super importante, ma cosa ci sarà dopo? Hai qualcosa in programma? Puoi svelarci qualcosa?

“Certo, posso dire che c’è un progetto completo dove all’interno ci sarà Goodbye (voglio good vibes) e farà vedere anche altre sfaccettature artistiche, personali e che mi toccano particolarmente. Racconta questo anno in cui non ero particolarmente presente sui social, perché non è stato un anno semplice, ma ricco di difficoltà, che però mi hanno permesso di scavare dentro me stessa e scrivere le canzoni che usciranno… non vedo l’ora!

Cosa ti auguri?

“Mi auguro di farmi meno paranoie (perché mi piace tanto pensare), di godermi al massimo le esperienze che verranno, di amarmi di più, di conoscere tante persone con cui condividere esperienze di vita, di fare tanta bella musica e andare in tour… tantissime cose belle!”.

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