Road to Primavera Sound 2025, prima tappa: crudi e delicati

da | Dic 9, 2024 | News

Know your Primavera. In copertina: Wet Leg

Il Primavera Sound 2025 è più vicino di quanto immagini. La lineup uscita da qualche settimana ha iniziato ad accendere scintille nei fan di tutto il mondo, tra headliner altisonanti e perle nascoste.

Lasciarsi sorprendere dal Primavera Festival è stupendo, è vero. Arrivare preparati sotto il palco dei tuoi nuovi artisti preferiti, però, è una sensazione impareggiabile. Facile parlare dei big, ma sono le righe scritte in piccolo che potrebbero regalarti gioie inaspettate: iniziamo con 8 artisti che ci hanno rapito il cuore.

Primavera Festival: qualche nome per iniziare

Kelly Lee Owens

Quanti artisti del Galles conosci? Da adesso almeno una: Kelly Lee Owens, poetessa eterea a metà tra i druidi e i raver. Il suo dream pop elettronico strizza l’occhio alla techno, riportando alla mente Enya e Björk aggiungendo qualcosa di unico. C’è qualcosa di spirituale e magnetico nella musica di Kelly Lee Owens, qualcosa che in Italia si può ritrovare a tratti nei brani di Cosmo, Mace o Emmanuelle.

Kate Bollinger

A Kate Bollinger non interessano molto i tempi dell’industria musicale. Il suo debutto è datato 2018, sei anni in anticipo rispetto al suo album d’esordio uscito il 27 settembre 2024. Nel mezzo, un paio di EP. Ascoltandola si fa presto a capire perché le piaccia andare al suo ritmo: le radici della sua musica affondano in larga misura fino al folk degli anni ‘60. Qualche richiamo indie pop dalla fine dei ‘90 si può cogliere, senza però mai arrivare alla frenesia dei tempi moderni. Delicata, soffice e paziente. Un po’ come Germanò.

Been Stellar

Difficile dire se il grunge fosse morto o meno, ma ascoltando i Been Stellar la sensazione è che sia vivo e vegeto, quantomeno a New York. Crudi, grezzi e con una forte urgenza espressiva: non sorprende che i Been Stellar abbiano aperto alcune date dei Fontaines D.C. e degli Interpol. Quando si parla di grunge in Italia c’è solo un nome che viene in mente, i Verdena. Ma i Been Stellar possono essere una bella scoperta anche per i fan dei Marlene Kuntz e dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

Beabadoobee

C’è un’alta probabilità che conosciate Beabadoobee per il suo featuring con Powfu in Death Bed: una delle collaborazioni meglio riuscite degli ultimi anni, capace di esaltare le caratteristiche di entrambi gli artisti. Beabadoobee ha solo 24 anni ma già tre album all’attivo. È innegabile che aver aperto alcune date dell’Eras Tour di Taylor Swift e aver affidato a Rick Rubin la produzione dell’ultimo album abbiano dato una svolta alla sua carriera. La sua identità, però, è rimasta inalterata: una spensieratezza malinconica che sa di respiri profondi e atmosfere cozy. Un’atmosfera difficile da trovare, soprattutto nel panorama italiano. Ma se ti piace Beabadoobee, forse anche Ethan e Ceneri potrebbero fare al caso tuo.

Magdalena Bay

C’è un brano dei Metronomy che si chiama The Bay e, per quanto le connessioni del cervello possano fare grandi scherzi, non è questa l’unica ragione che spinge ad associare Metronomy e Magdalena Bay. Un pop elettronico, bizzarro e immaginifico, fatto di colori pastello, che potrebbe essere rappresentato da un quadro di Edward Hopper o da un film di Wes Anderson. Qualcosa che in Italia è merce rara: come suoni possiamo ritrovare qualcosa tra I Cani e i Pop X.

The Dare

C’è un momento al Primavera Sound in cui non ti interessa più chi c’è sul palco, ti basta fare casino. Quel momento coinciderà probabilmente con l’esibizione di The Dare. Un commento su YouTube dice di lui che “He is the most British non British man that I’ve ever seen in my life“. Difficilissimo dare una definizione più precisa di The Dare. L’abito da Men in Black lo fa sembrare un ex membro degli Interpol fuggito dalla band, ma l’ostentata eleganza è ben bilanciata dalla sua musica dance in salsa punk. In Italia si possono ritrovare un po’ delle sue vibes nei Fuera e nei Milanosport.

Wet Leg

Le Wet Leg sono un duo che arriva dall’isola di Wight, sud est dell’Inghilterra, dove nel 1897 Guglielmo Marconi costruì la prima stazione radio al mondo. L’isola di Wight è famosa anche per il suo festival, teatro nel 1970 dell’ultima apparizione sul palco di Jimi Hendrix prima della morte e di Jim Morrison in Europa. Le Wet Leg ci sono state da padrone di casa, ma sono già state anche a Glastonbury e sul palco insieme a Harry Styles. Sono facilmente identificabili nel genere post-punk, sempre molto arduo da trovare nei confini italiani. Se ti piacciono i Prozac+, però, le Wet Leg potrebbero essere una bella sorpresa.

Beach House

Il loro nome non è scritto a caratteri cubitali e già questo è una sorpresa. I Beach House sono una di quelle band che soffrono terribilmente la voglia di festa, hype e palchi infiammati che caratterizzano i live degli ultimi decenni. Ma c’è anche chi va ai festival per ascoltare, per godersi artisti che, come genere umano, non meritiamo. Artisti che andrebbero ascoltati in un teatro o nella propria camera. Sperando che il pubblico del Primavera non ripeta gli stessi errori commessi con Lana Del Rey, ringraziamo chi li ha scelti. Il dream pop dei Beach House è quasi impossibile da ritrovare altrove: in Italia si può scorgere nei Caveleon (progetto stupendo incredibilmente scomparso) e in qualche brano dell’Officina della Camomilla.

Riassunto della prima tappa verso il Primavera Sound 2025

Per sintetizzare questa prima lezione verso il prossimo Primavera Festival, abbiamo creato una piccola playlist. 33 minuti, 9 brani, poco impegno. Godetevela, ripassate e non perdetevi le prossime lezioni. L’esame sarà dal 4 all’8 giugno 2025.

La Playlist di Cromosomi