Chi si aspettava l’ennesima faida con Tony Effe è rimasto deluso: questa volta Fedez si concentra su un tema molto più personale, forse il più intimo che potesse toccare, dedicando il brano alla sua ex moglie, Chiara Ferragni. Un gesto che, inevitabilmente, riaccende i riflettori su di loro, nonostante Chiara avesse chiesto espressamente di rispettare la privacy sua e dei loro figli. La reazione di lei all’ultima uscita pubblica di Fedez, definita “un atto violento”, non ha frenato il rapper dal continuare a usare la musica per parlare del loro divorzio.
Nella canzone, Fedez non risparmia nulla: si passa dalle accuse legali («Dì al tuo avvocato che mi ha contestato un tentato suicidio») ai litigi che tutti ricordiamo, come quello di Sanremo («Ricordi Sanremo? Si è tinta di nero per una vicenda di cronaca rosa»). È un racconto crudo e diretto, in cui i momenti di tensione tra loro diventano versi, e le ferite del passato vengono esposte senza filtri.
Eppure, verso la fine, arriva una confessione: «Abbiamo vinto un concorso di colpe». Un’ammissione del fatto che, alla fine, entrambi hanno contribuito al crollo della loro relazione. C’è qualcosa di umano e disarmante in questa frase, come se Fedez riconoscesse che nessuno è completamente innocente. È un messaggio che, a modo suo, cerca di trovare una conclusione, di chiudere un capitolo.
In ogni caso, l’ipotesi che il rapper abbia usato il dissing con Tony Effe per creare hype attorno a “Allucinazione collettiva” non è da escludere e, anzi, sembra inserirsi in una strategia di marketing ben rodata nel mondo della musica e dello spettacolo.










