Pietro Paroletti, in arte Golden Years, lo avevamo lasciato con il suo ep “Era Spaziale”, progetto ricco di collaborazioni con artisti di rilievo della scena e così lo ritroviamo, a seguito di altre numerose produzioni e a distanza di un anno e mezzo, con il suo nuovo album Fuori menù, in uscita alla mezzanotte del 30 maggio per Peermusic /Columbia Records.
Pochi giorni fa abbiamo avuto il piacere di fare un salto da Trattoria Capolinea (istituzione milanese) per il pre-ascolto del disco, un’esperienza tutt’altro che usuale: immaginate due tavole imbandite di cuffie, vino, pennarelli Giotto e mega poster da colorare durante l’ascolto; immaginate poi una sala piena di zeppa di creativi pronti a immergersi nell’universo di Fuori menù.
Inutile dire che l’esperimento sociale (o attività ricreativa, chiamiamola come vogliamo) è riuscito più che bene. Punti bonus per l’aperitivino finale con momento Q&A.
(Abbiamo provato a replicare, anche in minima parte, l’arte di Nick Dahlen, l’artista statunitense che ha curato l’intero artwork del disco. Chiaramente con scarsi risultati)
Fuori menù : ma in che senso?
Golden Years ribadisce come il titolo del disco, Fuori menù, sia una perfetta sintesi dei 12 pezzi al suo interno, inaspettati, imprevedibili ma con un distintivo timbro di fabbrica a livello di sonorità.
E così in Fuori menù aleggiano atmosfere da film anni ‘70, ma anche tematiche e scenari alternativi, come ad esempio le due declinazioni della solitudine nei brani “Sentirsi soli” e “Sottocosto” (ascoltata in anteprima al day 2 del MI AMI 2025), o ancora l’evocazione esotica di un viaggio in Argentina con Franco126 in “Finita Burrasca” e “Bolle di sapone”.
Non mancano le ballad spacca cuore come “Anche se ti amo” (andata virale su TikTok prima ancora di uscire su tutte le piattaforme) o “La distanza”. Prima stanza a destra, Lorenzza, ma anche Faccianuvola e SANO, riflettono ciò che la nuova ventata d’aria fresca della musica italiana ha in serbo per noi. Pietro ci manda evidentemente dei segnali da cogliere.
Il pezzo “Titoli!” è il corrispettivo strumentale dei titoli di coda del viaggio musicale di Golden Years, un finale semiaperto che lascia (volutamente?) ancora spazio all’immaginazione.










