“Tossica” è fuori: nuova consapevolezza per Davide Shorty

da | Ott 29, 2026 | Recensioni singoli

Tossica è il terzo singolo del 2026 di Davide Shorty, artista palermitano ormai sulla cresta dell'onda da diversi anni e definitivamente esploso dopo l'exploit di Sanremo 2021.

Il vestito dell’artista emergente gli stava già stretto ormai un decennio fa. Allargando la fanbase, la dicitura è divenuta definitivamente inattuale dopo la sua partecipazione a Sanremo 2021 con il brano “Regina”. Era il tempo del suo penultimo album, e per il successivo ed ultimo, si è dovuto attendere il 2025. Nel 2026 invece, Davide Shorty ha già fatto uscire tre singoli, in vista del nuovo album. Tossica è il terzo, fuori dallo scorso 23 ottobre e sta già macinando ascolti su tutte le piattaforme. Si tratta di un featuring a tutti gli effetti, col producer Koralle, e si sente eccome un tocco in più.

Un featuring di qualità

La produzione è sontuosa. Un bellissimo pianoforte dalle sfumature jazzistiche irrompe nell’intro e diventa refrain dell’intero brano, nel consueto scenario rap/hip-hop che rappresenta un po’ la comfort music dell’artista. Una base armoniosa e ben bilanciata, quasi da lo-fi in quest’epoca di  ascolti distratti, ma qui di casuale non c’è proprio nulla. Tuttavia rispetto alle svolte più “nazionali” e ai numerosi brani che nel corso degli anni Shorty ha offerto nella tradizione della canzone italiana, stavolta c’è un ritorno alle origini. “Back to the roots”, direbbero i suoi idoli, i caposcuola del filone della black music contemporanea. Il sound minimale, la batteria in perfetto stile old school. Ma anche l’atmosfera complessiva del brano sembra richiamare un mondo che va dal Neffa de “I Messaggeri della Dopa” a J Dilla. Il beatmaker qui è appunto Koralle, producer bolognese al secolo noto come Lorenzo Nada.

L’introspezione di Davide Shorty

Tale minimalismo lascia respirare. Resta tutto lo spazio per le parole: la maturazione dell’artista si misura dall’efficacia e dalla poetica cristallina di molte, efficacissime rime. Un testo che parla di relazioni disfunzionali, dolore e dell’inesorabile attrazione che ognuno di noi coltiva per la complessità, con tutto il lascito di spinose complicazioni che questo porta con sé, nell’oceano dell’amore. Un oceano in cui, per Davide, sembra sempre più difficile nuotare. 

Davide Shorty e la malinconia che non ti aspetti

Al contempo, in Tossica sembra che in questa più matura consapevolezza Davide Shorty scelga di lasciarsi andare, quasi abbandonandosi all’irresistibilità di chi amandoci ci offre anche il suo lato oscuro. Un messaggio sfumato, sottile, intelligente ma condito da un sentimento di rassegnazione. Come se la speranza di rifuggire da tale tossicità fosse destinata a svanire, e l’opzione di allontanarsi definitivamente non fosse mai seriamente presa in considerazione. Una tristezza senza tragedia, una malinconia senza l’abisso della solitudine.

Un raccolto la cui semina viene da molto lontano

Ormai con oltre un decennio di carriera alle spalle, l’artista palermitano classe 1989 è ormai nel pieno della sua maturità artistica, e sembra aver affinato ulteriori doti espressive. Nuovi colori nella sua tavolozza, dove restano comunque in primo piano i retaggi R’n’B, Soul, Funk e Hip-Hop. Eppure sembra ieri, quando giovanissimo partecipò all’edizione 2015 di X-Factor. Iniziò così il suo primo grande percorso discografico con Sony e una carriera fulgida, che lo ha poi portato a collaborare con artisti del calibro di Elio. 

La fortuna ci ha consentito di essere coevi ad un artista come Davide Shorty che, veleggiando verso i suoi vent’anni di carriera, sappiamo per certo avrò ancora molto da offire. La vena non manca, a quando il prossimo album? 

La Playlist di Cromosomi