Might Delete Later (Oppure Forse No) è il ritorno in pompa magna di Davide Shorty, arricchito da consapevolezza e maturità.
Might Delete Later, una frase che è diventata di uso comune – potrei eliminarlo più tardi, ho postato questa roba per flusso di coscienza ma prima o poi sparirà.
Un’espressione perfettamente figlia del nostro tempo che presuppone qualcosa di fragile, istantaneo, reversibile. Davide Shorty, con Might Delete Later (Oppure forse no) ha fatto l’esatto opposto: ha creato qualcosa di forte, destinato a durare e che strizza l’occhio alle sue radici.
Il nuovo singolo di Shorty riprende la sua vena jazz e la penna che nella sua forma più pura si avvicina più alla slam poetry che ad un qualcosa di “confezionato”.
Il pezzo si muove su di un crinale sottile, tra presente e passato, creando una sinergia unica con chi lo ascolta – sia esso un nuovo ascoltatore o un vecchio fan. In un 2026 in cui tutto può essere archiviato o eliminato con un gesto, Davide Shorty con il suo carisma e la sua voce vellutata ci domanda cosa vale davvero la pena lasciare indietro e cosa vale la pena portare avanti. Il brano si muove tra drums lo-fi e pianoforti sincopati: una chiave tutta identitaria.
L’estetica della vulnerabilità
Nel percorso artistico di Davide Shorty, l’artista non ha mai considerato la vulnerabilità ed i momenti complessi un punto debole quanto piuttosto un’arma – una grammatica espressiva. Might Delete Later (Oppure Forse No) si inserisce perfettamente in questa traiettoria: nella sua domanda e nelle sue contraddizioni c’è la sua umanità.
Per comprendere davvero Might Delete Later (Oppure Forse No), bisogna difatti guardare anche al percorso recente di Davide Shorty. Il suo ultimo progetto, “Nuova Forma“, nasceva da un evento traumatico – un incendio che ha distrutto il suo studio – trasformato poi in rinascita creativa. Il tema della trasformazione e della non-cancellazione è quindi centrale: nulla si distrugge, tutto si trasforma. Might Delete Later (Oppure Forse No) è un tassello coerente di questo processo. Non più solo trasformazione, ma anche selezione: cosa resta e cosa invece scegliamo di lasciar andare?
Anche se, alla fine, ciò che resta è comunque difficile da definire.
Non malinconia, non leggerezza quanto una consapevolezza amarcord: viviamo nella dolce sensazione di voler e poter (eventualmente) cancellare tutto, ma alla fine – scegliamo comunque di restare a cullarci nel nostro mare.
Might Delete Later in fondo lo abbiamo detto tutti – non importa se poi cancelleremo davvero. Quello che conta è aver avuto il coraggio di dire, anche solo per un attimo.










