Troye Sivan e Gordon von Steiner appartengono a due mondi creativi diversi, ma si incontrano in un punto molto interessante: la capacità di trasformare il desiderio, la sensualità e la moda in un linguaggio visivo assolutamente riconoscibile.
Il primo è un cantautore e attore australiano, nato a Johannesburg nel 1995 e cresciuto a Perth. La sua immagine artistica si è evoluta dalla sensibilità introspettiva dei primi lavori verso un pop più sofisticato e legato alla cultura queer, alla notte e alla libertà di espressione.
Il secondo è un fotografo e filmmaker di Toronto, attivo a New York, specializzato in fashion films, campagne pubblicitarie e narrazione visiva. Ha studiato cinema sperimentale alla Tisch School of the Arts della NYU e ha collaborato con grandi maison e testate editoriali, tra cui Chanel, Louis Vuitton, Versace, Vogue e Vogue Italia.
Perché la loro collaborazione è così interessante?
Iniziano a confrontarsi nel periodo attorno alla lavorazione dell’album Something to Give Each Other del 2023. Von Steiner ne ha curato la direzione creativa visiva, dirigendo i video di Rush, Got Me Started e One of Your Girls e contribuendo alla costruzione dell’immaginario del tour.
A questi seguiranno poi i videoclip She’s The Best, che vede la presenza dell’attrice Nicole Kidman, Party e infine, il recentissimo FF.
Il risultato è un progetto in cui la musica non si limita ad accompagnare le immagini: al mondo sonoro si intrecciano styling, casting, coreografie e fotografie col fine ultimo di raccontare la stessa storia.
La loro intesa creativa è cresciuta anche attraverso una preparazione lunga e condivisa: in un’intervista di quest’anno per Interview Magazine, entrambi hanno raccontato quanto sia importante sviluppare il concept in anticipo e andare a definire tutti i dettagli.
Il loro incontro artistico sembra essere definito da una serie di elementi che, messi insieme, ci regalano un godimento estetico.
Innanzitutto il corpo è protagonista, ma non viene necessariamente rappresentato secondo i canoni classici della perfezione o della virilità. Può essere vulnerabile, teatrale e libero.
Ad esso sono associate pose, movimenti e manierismi, per essere poi rivestito da abiti e da tonalità delle luci che mostrano qualcosa del personaggio e dell’atmosfera, posandosi sulle forme che incontrano.
Il contenuto dunque si rivela piacevolissimo, contaminato da ironia, malinconia, voglia di ballare, intimità, erotismo, desideri, fascinazione per qualcuno e/o qualcosa.
Insieme mostrano come una visione estetica possa diventare un progetto coerente, riconoscibile e capace di attraversare più linguaggi.









