Il 23 ottobre J-Ax ha portato il suo Vita Morte Miracoli Tour 2026 all’Atlantico di Roma, trasformando il concerto in un racconto autobiografico che attraversa oltre trent’anni di carriera. Dai primi successi con gli Articolo 31 ai brani più recenti, lo spettacolo ripercorre le diverse età dell’artista attraverso tre capitoli, tra ricordi, confessioni e canzoni che hanno accompagnato più generazioni.
Il concerto si sviluppa così in tre atti – “Vita, Morte e Miracoli“, che ripercorrono le diverse fasi della vita personale e artistica di J-Ax. A scandire il passaggio da un capitolo all’altro è anche la scenografia, che ricostruisce le camere in cui l’artista è cresciuto e ha vissuto momenti significativi del proprio percorso. Ogni ambiente diventa lo sfondo di ricordi, riflessioni e brani che accompagnano il pubblico dagli esordi fino al presente.
L’inizio sorprende per la sua semplicità: J-Ax fa il suo ingresso sul palco con le luci della sala ancora accese, senza effetti o introduzioni spettacolari. Una scelta che inizialmente spiazza il pubblico, ma chiarisce subito l’intenzione del live: stabilire un contatto diretto con chi ha davanti, senza ricorrere ad espedienti scenici, per dare inizio ad un racconto personale.
Vita: ricordare il passato con una nuova consapevolezza
Il primo capitolo è dedicato alla Vita. La scenografia ricostruisce una cameretta, punto di partenza di un viaggio tra infanzia, adolescenza e primi passi nella musica. Brani come Ohi Maria, Il funkytarro, La mia ragazza mena e Domani smetto riportano all’Atlantico il linguaggio irriverente degli esordi. Tra una canzone e l’altra, però, J-Ax osserva il proprio passato con maggiore consapevolezza, riconoscendo come alcuni atteggiamenti e convinzioni di allora appartengano ad una versione di sé ormai superata.
Il risultato è un ritorno alle origini che non si limita alla nostalgia: attraverso i ricordi e le canzoni, J-Ax racconta anche le passioni che lo hanno formato, dalla musica ai fumetti, e quell’amore viscerale per ciò che ci fa sentire vivi, prima ancora del successo.
Morte: J-Ax fa i conti con sé stesso
Con il secondo capitolo, Morte, cambia anche la scenografia. La cameretta dell’infanzia lascia spazio alla stanza di un giovane adulto, che inizia a conoscere la fama e a confrontarsi con difficoltà fino a quel momento ignorate. Il tono si fa più introspettivo, lasciando emergere le contraddizioni della notorietà, le fragilità personali e il confronto con la perdita di persone care: tra i momenti più intensi trova spazio Signora, brano scritto in ricordo della nonna. In questa fase capiamo che è anche attraverso la musica che J-Ax prova a dare forma ad un’assenza, affrontando ciò che per anni aveva preferito non guardare.
Le riflessioni condivise tra una canzone e l’altra restituiscono un artista più consapevole dei propri errori e delle proprie fragilità, senza rinunciare al linguaggio diretto che lo contraddistingue.
Miracoli: gli affetti ed una nuova prospettiva
Il terzo capitolo, Miracoli, riporta il racconto al presente. Dopo aver attraversato le esperienze che lo hanno formato, J-Ax riconosce i propri miracoli nelle persone che gli sono accanto: la band, la moglie, il figlio, gli amici e il pubblico che continua a seguirlo. È proprio grazie a questi legami che ha potuto trasformare le proprie passioni in una vita dedicata alla musica, trovando negli affetti un valore che da ragazzo non avrebbe mai immaginato di riconoscere.
In questa fase della scaletta non manca il ricordo di Fausto Cogliati e Guido “Syles” Carboniello, due figure importanti nel percorso umano e musicale di J-Ax. Particolarmente significativo è il racconto legato a Fausto: mentre cercava alcuni materiali al computer insieme al figlio, dopo la scomparsa del produttore, l’artista ha ritrovato una cartella intitolata “Per Ax”, contenente una base musicale mai ascoltata prima. Da quella scoperta è nata Scusami Dio, un brano che ha trasformato un ricordo in una nuova occasione di fare musica insieme, anche dopo la perdita.
In altri brani, come Tutto tua madre, dedicata alla nascita del figlio, invece condividono una riflessione sul valore della famiglia e degli affetti.
Nella parte finale torna protagonista l’energia dei grandi successi, come Maria Salvador e la recente Italia Starter Pack, presentata al Festival di Sanremo 2026. La chiusura è poi affidata a Vita morte miracoli, che completa il percorso narrativo dello spettacolo.
J-Ax porta live una storia personale che diventa collettiva
All’Atlantico si incontrano adulti cresciuti con gli Articolo 31, giovani che hanno seguito la carriera solista e spettatori ancora più piccoli, cresciuti dai genitori a pane e J-Ax. Un pubblico trasversale, partecipe ed energico, soprattutto durante i brani più conosciuti.
Il Vita Morte Miracoli Tour trova il proprio punto di forza nella scelta di dare una struttura narrativa ad un repertorio così ampio e variegato, senza aggrapparsi alla necessità di proporre tutti i grandi successi della carriera dell’artista. Le camere che cambiano sul palco scandiscono le diverse età dell’artista, mentre gli interventi parlati collegano le canzoni ai momenti della sua vita. Non è uno spettacolo che punta a stupire: la sua efficacia sta nella familiarità che J-Ax riesce a costruire con il pubblico, alternando l’ironia che lo contraddistingue a riflessioni più personali.
Dopo oltre trent’anni di carriera, J-Ax continua a raccontarsi attraverso le proprie canzoni, riconoscendo il valore di ciò che è stato e guardando con maggiore consapevolezza alla persona che è diventato.










