Di Ornella Vanoni si possono dire tantissime cose: tante sono già state dette, altrettante verranno scritte nei prossimi giorni.
La maggior parte di queste possono essere riprese, rielaborate, copiate e incollate.
Le sensazioni soggettive, invece, no.
Così proviamo a raccontarvi chi è stata per noi Ornella Vanoni.
Lo facciamo a modo nostro. Con che risultati, non sapremmo.
Alex, 29 anni
“Stamattina, vedendo tra le storie di Instagram il video di una vecchia esibizione di Ornella Vanoni, mi sono commosso fino al pianto. Non ricordo l’ultima volta in cui mi era successo per una notizia simile; sono piuttosto certo che sia la prima volta.
Ieri sera era stata la razionalità a comandare. 91 anni da icona amata e mai dimenticata, un talento riconosciuto all’unanimità, un addio senza tormento dopo aver esorcizzato la morte con ironia già da un bel po’: lucidamente, per la tristezza c’era poco spazio.
Sarà per questo che, nell’infinita battaglia tra cuore e cervello dove solitamente quest’ultimo prevale, l’emozione irrazionale ha approfittato di una situazione che la mente aveva già messo in archivio. Così sono bastati pochi secondi di video in bianco e nero e una voce divina per far crollare la fortezza.
Mi sono chiesto come potesse succedere. Perché proprio lei, che ha iniziato a cantare prima che nascessero i miei genitori. Perché proprio a me, che sono nato quando lei aveva già guadagnato da un pezzo il suo status di diva.
Mi ha commosso il profondo affetto condiviso da così tante persone di generazioni diverse, rendendomi conto di quanto Ornella Vanoni facesse parte di tutte le nostre vite.
Mi è tornato in mente quando da bambino sentivo recitare il mantra ‘domani è un altro giorno, si vedrà‘, senza sapere che fosse una canzone. A quel tempo Ornella Vanoni era soltanto uno dei vari nomi indistinti che popolavano gli ascolti dei miei genitori.
Mi è tornato in mente quando, da quasi adulto, mi sono ri-innamorato de “L’appuntamento”, attraverso la versione dei Calibro 35. O quando attraverso un’altra cover, quella di “Domani è un altro giorno” di Francesco Bianconi, ho di nuovo aperto la porta delle canzoni di Ornella Vanoni. Ogni volta apprezzandola un po’ di più, comprendendola un po’ di più, scavando un po’ più a fondo nella sua storia.
Mi sono così reso conto di quante siano le strade verso le canzoni di Ornella Vanoni. Cover, ricordi, citazioni: le porte sulla storia di Ornella Vanoni sono e rimarranno per sempre senza fine. E quando si aprono, talvolta potrebbero farti piangere.”
Benedetta, 23 anni
“La prima volta che vidi Ornella Vanoni fu in televisione: ero una bambina e non sapevo cantasse; mio padre scherzava sempre sul fatto che lei somigliasse a una delle sue zie, che, infatti, in casa nostra è sempre stata chiamata “zia Ornella” (io tuttora non ricordo mai il suo vero nome).
Poi sono cresciuta e ho scoperto la sua musica, mi sono informata sulla sua vita; mi ha sempre affascinata.
Ironica, profonda e mai fuori posto, è rimasta nel cuore di tutti: chi la conosce per la sua musica, chi semplicemente per la televisione… è impossibile non amarla.
Per sempre Regina della bossa nova italiana.
Ci mancherai.”
Bruna, 40 anni
“Da giovane quarantenne che è cresciuta con la sua voce in sottofondo in auto con i miei genitori, la scomparsa di Ornella Vanoni mi lascia un vuoto sorprendentemente personale. Le sue canzoni, quelle emozioni in musica che sembravano conoscere la vita meglio di noi, sono state compagne di viaggi, di pianti necessari e di piccole scoperte, sempre attuali oggi come allora.
Una voce intensa, forse la più riconoscibile in assoluto nel panorama italiano.
Una donna icona di stile oltre che di indiscutibile talento. Non è da tutti saper essere al tempo stesso icona del passato e idolo moderno.
Negli ultimi anni, infatti, Ornella era diventata qualcosa di ancora più raro: un simbolo di libertà ironica, di comicità spontanea, una donna capace di trasformare la fragilità in arte e l’età in un superpotere.
Con quella sua disarmante sincerità e un’ironia leggera e tagliente, ci lascia l’eredità più grande, dopo la musica, che è quella di chi ci ha insegnato a non prenderci mai troppo sul serio. Ed è proprio questo che la rendeva e la renderà per sempre, per me, speciale. Tra una lacrima e un sorriso sguaiato, sempre a cuore aperto.
Oggi la salutiamo con la gratitudine di chi sa di aver avuto una stella luminosa, unica, profondamente umana. Le sue canzoni restano, e con loro resta anche lei.
Se dovessi scegliere un suo verso oggi oscillo tra questi due:
- “Tristezza, per favore va via. Non aver la mania di abitare con me”
- “Si fa così per cominciare il gioco, e ci si mastica poco a poco. Si fa così, è tutto apparecchiato per il cuore e per il palato. Sarà bello, bellissimo, travolgente lasciarsi vivere totalmente”
Eh no Ornella, così invece proprio non si fa: non ci si lascia improvvisamente, con il cuore ed il palato amarissimo.”
Elena, 29 anni
“Ornella Vanoni non ha solo cantato per la sua generazione: ha insegnato anche alle successive che la verità, quando vibra nella voce di un’artista autentica, non invecchia mai. La sua musica attraversa il tempo, continua e continuerà a illuminare chiunque. Con la sua intelligenza e la sua ironia unica ha ispirato moltissimi, ricordandoci che, anche quando “la musica è finita“, ciò che resta è lo stile di chi l’ha vissuta davvero.”
Paola, 27 anni
“Ornella Vanoni artista ha parlato, e continuerà per sempre a parlare, grazie alla sua musica. Personalmente la visione di “Senza fine” di Elisa Fuksas mi ha fatto riscoprire Ornella donna. Schietta, ironica, luminosa, profondamente libera. Un simbolo di femminilità che non si prende sul serio, indipendente, dolce e generosa.
Il vuoto che lascia è grande, ma la sua voce continuerà ad essere davvero senza fine.”
Rachele, 27 anni
“Due anni fa ero al cinema a vedere The Whale. Nella fila davanti c’era una signora che commentava il film più o meno continuamente. Ad un certo punto, mi sporgo un poco e faccio “shhh“. La signora si gira: era Ornella Vanoni. Celebrando anche la sua perenne ironia, dopo aver parlato per tutto il film, posso dire che Ornella non era la prima persona che avresti voluto avere accanto al cinema, ecco.
Mettendo l’ironia da parte, nonostante io abbia 27 anni e lei 91, ho sempre ascoltato le sue canzoni per prendere ispirazioni per le mie. Ed è per me l’unica in passato che ha fatto veramente un suo stile super alternativo, super esotico, con testi tanto sexy quanto intelligenti. Per me, forse accanto solamente a Mina, lei è una spanna sopra tutti gli altri.”
Sofia, 22 anni
“Ornella è sempre stata una presenza nitida: una voce che non aveva bisogno di alzarsi per farsi riconoscere. Portava eleganza senza pose e un’ironia che arrivava diretta, precisa. Le sue canzoni avevano quella capacità rara di mettere le emozioni in ordine, senza dramma ma senza edulcorare.
Oggi il vuoto si sente, perché personalità così non passano inosservate nemmeno quando scelgono il silenzio. E forse è proprio questo il punto: anche adesso, ci lascia un luogo in cui tornare.”
Valentina, 29 anni
“Per me Ornella è stata il primo approccio alla Bossa Nova, “La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria” è una delle contaminazioni più riuscite della storia della musica italiana, con Toquinho e Vinícius De Moraes. Poi c’è anche “Meu Brasil” dell’80, ma servirebbe troppo spazio per parlarne.
Pazzesca lei, mi ha lasciato ancor di più dal punto di vista umano, è diventata davvero un role model per le donne. Una donna di 91 anni cresciuta in un’epoca in cui non era tanto scontato dire ciò che si pensa, che se ne infischia e semplicemente ha il coraggio di essere sé stessa. Anni fa, guardandola in un’intervista, ho pensato: “Io voglio essere così, non quando cresco, già da ora”.
E così è stato.
Quando parlo con le persone, anche in situazioni in cui sono esposta, cerco di portare sempre un po’ di quella verità e di quel sarcasmo, senza però scendere nella volgarità. Credo che anche tante artiste contemporanee abbiano preso molto da lei, soprattutto la consapevolezza di potersi esprimere liberamente anche fuori dal palco.”
Veronica, 27 anni
“Ornella Vanoni è sempre stata una sorta di zia elegante e fuori dagli schemi che vorresti seduta al tavolo delle feste, col bicchiere di vino in mano e quell’ironia da donna che ne ha viste tante, forse troppe, ma non abbastanza per smettere di crederci.
Beh, io non l’ho scoperta da piccola, come succede a molti: ci sono inciampata più tardi, in un periodo in cui non avevo ancora capito che tipo di donna sarei diventata.
La sua voce, un graffio dolce, quasi stanco ma mai arreso, mi ha fatto intuire che c’è una forma di forza gentile, un modo di stare al mondo che non è urlato, ma che lascia il segno lo stesso. Il ricordo più nitido che ho di lei è legato a “Domani è un altro giorno”, un misto di speranza e di verità che non vuoi a volte ammettere: la paura di perdere qualcosa, le persone che ami, le città che scegli, le occasioni che insegui. Ho capito che non era tristezza: era una specie di messa a fuoco, un modo per rimettere a posto le emozioni, una di quelle cose che ti fanno respirare più profondamente, quasi senza accorgertene.
Ornella ha trasformato ogni dolore in racconto, ogni caduta in stile, ogni emozione in una nota che ti arriva dritta addosso senza chiedere permesso. E forse è per questo che, ogni volta che la riascolterò, mi ricorderò del suo modo coraggioso di esistere.”
Virna, 31 anni
“Ornella è una voce calda ed avvolgente capace di accogliere ogni emozione dell’animo.
In lei, come nelle sue canzoni, saranno sempre eterne la malinconia, l’amore, la voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria.“










