È partito ieri sera, 29 ottobre, dall’Unipol Forum di Milano, il nuovo tour nei palazzetti di Alfa, e lo ha fatto nel modo più spettacolare possibile: un vero e proprio decollo collettivo, dove musica, luci e cuore si sono fusi in un’unica direzione, quella del cielo. Lo show, sold out da settimane, è stato pensato come un viaggio aereo, con tanto di annuncio di bordo, proiezione sul maxi schermo di un video di decollo e un’atmosfera sospesa tra realtà e sogno. L’artista genovese, con la sua energia contagiosa e la naturale empatia con il pubblico, ha trasformato il Forum in un cielo abitato da sogni, ricordi e promesse.
Sin dal primo brano, “Ma so che ero innamorato”, si capisce che Alfa non sta solo cantando, ma sta raccontando una storia di crescita, quella di un ragazzo che ha imparato a volare senza paura di cadere. Il pubblico, migliaia di voci e telefoni accesi come stelle, accompagna ogni parola. Poi arrivano “Come il sole” e “Testa tra le nuvole pt.2”, due tra i momenti più luminosi del live: canzoni che parlano di spensieratezza, ma anche di quella leggerezza che si conquista solo dopo aver attraversato il peso delle cose. “Ho la testa tra le nuvole ma i piedi per terra”, sembra dirci Alfa, e in questo equilibrio tra sogno e concretezza c’è tutta la sua poetica.
Alfa: testa tra le nuvole, cuore a terra
Il concerto è una coreografia di immagini e sentimenti, un flusso di brani che raccontano le tappe di un percorso umano oltre che musicale. “Wanderlust” e “Tante mila volte” accendono il lato più energico del set, mentre “Nei tuoi occhi cosa c’è” e “Sul più bello” rallentano il passo, restituendo al pubblico momenti di intimità e malinconia. Alfa è consapevole della propria crescita: non è più solo il ragazzo del “cin cin”, ma un cantautore pop capace di unire generazioni, di far cantare i bambini e far commuovere gli adulti.
E poi c’è “Le cose in comune”, con quel ritornello che suona come un abbraccio, e “Frida”, dedicata a chi sceglie di amarsi nonostante tutto. In mezzo alle luci blu e alle immagini proiettate sullo schermo, Alfa si ferma e parla con il pubblico. Dice che questo tour è un viaggio dentro se stessi, un modo per riscoprire ciò che ci tiene in volo. È un momento di sincerità, e si sente: nel Forum cala un silenzio pieno di ascolto, quello che solo gli artisti autentici riescono a generare.
Il duetto con Vecchioni: sogna ragazzo, sogna (sempre)
La serata si arricchisce quando Roberto Vecchioni sale a sorpresa sul palco. Il pubblico esplode in un boato di stupore e gratitudine. I due cantano insieme “Sogna ragazzo sogna”, il brano con cui avevano incantato Sanremo 2024. La voce esperta di Vecchioni si intreccia con quella fresca e tremante di Alfa, e per qualche minuto tempo e generazioni si confondono.
“Sogna, ragazzo, sogna. Non lasciarlo solo contro questo mondo”: queste parole, cantate in coro da tutto il Forum, diventano un inno universale. Alfa le vive come un’eredità, un testimone passato da chi ha fatto della parola poesia a chi della poesia vuole ancora farne un motore. È un momento che commuove e consacra: due artisti diversissimi, uniti dal sogno di non smettere di credere nel potere delle parole.
Subito dopo, l’atmosfera cambia registro. Sul palco compare Amadeus, che introduce “Vai!” come aveva fatto all’Ariston. Il pubblico si diverte, canta, salta, ride. Alfa si lascia travolgere dalla sua stessa canzone: “Mi han detto che il destino te lo crei soltanto tu / Vai a tempo col respiro e se corri ne avrai di più”. È una frase che racchiude il suo manifesto: vivere senza paura, correre verso ciò che si ama, anche a costo di sbagliare direzione. Dietro la spensieratezza del ritornello si percepisce la verità di un ragazzo che ha davvero sognato “di cantare in un palazzetto” e ora lo sta facendo.
“Vabbè ciao” e l’arte di raccontare l’amore
C’è un Alfa che ama, sbaglia e ricomincia, e lo si sente in “Vabbè ciao”. Il Forum si trasforma in un coro di voci che sanno cosa vuol dire innamorarsi nel modo più goffo e sincero possibile. “L’ho conosciuta a una festa, ho pensato chi è questa?”, una frase semplice, ma dietro c’è tutto un mondo: quello dei primi sguardi, delle risate, delle illusioni. È un pop romantico che non ha paura di essere popolare, e forse è proprio per questo che arriva così forte. La leggerezza di Alfa non è mai superficiale: parla d’amore con ironia, ma dentro le sue rime c’è sempre un fondo di malinconia, quella di chi sa che ogni “vabbè ciao” nasconde un addio che brucia ancora.
“A me mi piace” è un verso che sembra uno scherzo linguistico, ma in realtà è un atto d’amore per l’imperfezione, per la libertà di essere se stessi senza filtri. Mentre le luci virano verso tonalità calde e mediterranee, Alfa sorride, balla e ringrazia il suo pubblico. “A me mi piace” è un modo per dire che la felicità non è nei traguardi, ma nei dettagli che ci fanno stare bene.
Un altro momento speciale arriva con Rosa Linn, artista armena che raggiunge Alfa sul palco per cantare insieme la versione italiana di “SNAP”. Le loro voci si intrecciano delicate, come due lingue diverse che raccontano la stessa nostalgia.Il filo rosso dei ricordi
Un viaggio che continua
Il tour, prodotto da A1 Concerti, continuerà con date già tutte sold out a Livorno, Conegliano, Montichiari, Genova e Roma, per poi riprendere nel 2026 con nuovi appuntamenti nei palazzetti. È la conferma che Alfa è ormai un fenomeno generazionale, capace di unire autenticità e ambizione, leggerezza e profondità.
Il concerto di Alfa al Forum non è stato solo un debutto: è stato un rito collettivo. Un volo condiviso, in cui ognuno ha ritrovato un pezzo di sé. Dall’aereo che decolla al coro finale di “Cin Cin”, tutto ha avuto il sapore di un sogno che si realizza e di un viaggio che non vuole finire. Alfa ha imparato a volare, sì, ma lo ha fatto portando con sé tutti quelli che hanno creduto nei suoi sogni.










