Fuori MAIMAI, è il nuovo singolo di Levante, artista poliedrica che torna alla musica dopo interessanti incursioni in ambito letterario. In uscita il 19 novembre dello scorso anno “Opera Quotidiana” è il suo nuovo libro che mescola poesia, attualità ed arti visive in modo personale.
In uscita il 6 giugno per Warner Music, il brano è firmato dalla stessa cantautrice, Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi. Così ne parla Levante sul suo profilo Instagram:
“Ho sorriso la prima volta che ho sentito questi accordi, come se riecheggiasse dentro di me una giovane Levante con la risata facile. Ho la risata facile e penso che sia un super potere. Torno ballando per le strade, in macchina, da sola in casa, ridendo ad ogni frase, sbellicandomi davanti alle immagini del video”.
“MAIMAI” di Levante è un singolo fresco ed un ritorno allo slancio creativo genuino degli inizi
Il singolo ha in effetti una certa freschezza che rimanda quasi alle origini della carriera dell’artista, avvenuto proprio con “Alfonso” nel lontano 2013, con un verso di incipit del tutto somigliante a quello di MAIMAI.
Anche la coreografia che vediamo nel videoclip, a metà tra contemporaneo e teatrodanza, insieme ai toni caldi delle immagini trasportano l’ascoltatore in quell’atmosfera di spensieratezza che caratterizzava anche il primo singolo della cantautrice.
La coreografia è stata ideata da Macia Del Prete, coreografa e danzatrice campana che si occupa anche dei movimenti dei ballerini durante il tour di Levante. Il videoclip, realizzato da Giacomo Triglia, ha come protagonisti Levante stessa insieme all’attore Jozef Gjura (famoso per aver interpretato il ruolo di garibaldino nella serie “Il Gattopardo”), i cui due corpi entrano in relazione costruendo un dialogo del tutto credibile.
L’illusione di convolare a nozze con tanto di torta nuziale e statuine in cima, si perde quasi immediatamente quando queste ultime due si trasformano nei protagonisti che, in carne ed ossa, cominciano una vera e propria lotta, dando origine al passo a due che dura quanto il brano.
“E amore, amore amaro
Amore mio, io morirei
Se un passo indietro non farai
Un passo indietro non farò
L’amore non è amaro
E l’amor mio di cui ho bisogno finalmente sono io
L’amore mio, sì, sono io.”
Questa autoaffermazione prima espressa soltanto con il corpo e attraverso il movimento, poi anche in versi, si conferma il punto d’arrivo di un percorso di consapevolezza interiore profondamente umano e condivisibile.










